Aichi D1A - Res Aeronautica

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Nei primissimi anni Trenta, la Marina Imperiale Giapponese decise che era giunto il momento di migliorare il proprio reparto macchine da bombardamento in picchiata, e pertanto inizò a prendere contatto con i costruttori nazionali per la realizzazione di un nuovo apparecchio di tale categoria.
A quanto sembra, la specifica in esame, la 6-Shi, si rivelò più difficoltosa del previsto e nel 1933 si dovette presentare un'ulteriore richiesta in sua sostituzione, che prese il nome di 8-Shi.
In relazione al nuovo concorso, i comandi della marina si rivolsero all'Aichi, alla Nakajima ed alla Yokosuka richiedendo la costruzione di un bombardiere imbarcato dotato di generose doti di maneggevolezza ed una buona solidità strutturale.
Sfruttando gli stretti legami che ai tempi intercorrevano con la tedesca Heinkel, l'Aichi riuscì ad acquistare ed importare dalla Germania un esemplare dello He 66, la versione da esportazione dello He 50, apparecchio peraltro progettato su commissione giapponese di cui si parlerà in apposito post, sul quale di fatto verranno stabilite le linee di base del nuovo bombardiere giapponese.
Una volta giunto in Giappone, lo He 50 fu sottoposto ad un'estesa opera di modifica da parte dei tecnici dell'Aichi, i quali applicarono un irrobustimento generale al carrello, sostituirono il motore, un Siemens SAM-22B da 715 hp, con un nazionale Nakajima 2 Kai 1 da 560 hp di potenza e, soprattutto, trasformarono l'apparecchio da monoposto in biposto.
Così modificato, il velivolo venne ripetutamente collaudato in comparazione con il concorrente proposto dalla Nakajima ed in un secondo momento con quello firmato Yokosuka: al termine di tale fase di verifica, nel 1934 il biplano dell'Aichi fu ritenuto vincitore, soprattutto grazie alle sue migliori qualità in termini di maneggevolezza ed agilità, e si iniziò ad intraprenderne una produzione in serie.
Denominato ufficialmente come Tipo 94 Bombardiere Imbarcato, o più semplicmente Aichi D1A1, il velivolo subì fin dai primi esemplari di serie svariati cambiamenti strutturali, come ad esempio l'introduzione di un anello cofano intorno al motore, la sostituzione del pattino posteriore con un ruotino fisso ed un nuovo disegno di ali e coda.
Costruito in 162 esemplari, l'apparecchio rimase in servizio attivo di prima linea per poco tempo, fece appena in tempo a partecipare alle prime fasi della seconda guerra cino-giapponese, e presto fu relegato a compiti di addestramento, nei quali la sua attività perdurò fino allo scoppio della guerra del Pacifico.
Più numerosa e leggermente più longeva fu la variante aggiornata e migliorata del bombardiere, la D1A2, che inizò ad uscire dalle fabbriche nel corso del 1936.
Adottando un motore più potente, un Nakajima Hikari da 730 hp, e qualche miglioria aerodinamica, soprattutto nella sezione anteriore della fusoliera, la nuova versione vide un sensibile incremento delle prestazioni complessive e venne pertanto messa in produzione su larga scala, arrivando a ragginugere i 428 esemplari costruiti.
In linea di massima, l'Aichi D1A2 fu un valido mezzo, che si mise in luce durante il conflitto con la Cina, anche se principalmente nelle battute iniziali, e nell'episodio del dicembre 1937, quando uno di questi bimotori affondò la nave della marina americana Panay.
Come accennato, la carriera del D1A2 fu un pochino più lunga di quello della prima variante produttiva, dato che al momento dell'attacco di Pearl Harbor c'era ancora una settantina di velivoli attivi in compiti di seconda linea, ed il bombardiere riuscì a ricevere anche il nome in codice alleato di Susie.
Con la comparsa di nuovi e più moderni velivoli, comunque, il biplano fu rapidamente sostituito e relegato a compiti di addestramento.
Dati TecniciAichi D1A:
Propulsore:
1 Nakajima Hikari.
Tipologia:Radiale.
Potenza:730 hp.
Velocità Massima:310 km/h.
Tangenza Operativa:7.000 m.
Autonomia:930 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 7,7 mm.
1 mitragliatrice dorsale dal 7,7 mm.
Carico Utile:310 kg.


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