Aichi D3A - Res Aeronautica

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L'Aichi D3A, soprannominato "Val" nel codice di identificazione alleato, nacque nel 1936 ed al momento dell'attacco a Pearl Harbor era il principale bombardiere imbarcato a disposizione dell'aviazione della marina imperiale nipponica.
Le origini del mezzo risalgono appunto al 1936 quando venne indetta una gara per la realizzazione di un nuovo apparecchio imbarcato da bombardamento in picchiata, con cui sostituire i datati biplani Aichi D1A2.
Al concorso parteciparono l'Aichi, la Mitsubishi e la Nakajima, ma alla fine venne giudicato vincente il progetto presentato dall'Aichi.
Il velivolo era un bombardiere monoplano biposto dalle linee eleganti e concettualmente ispirato al tedesco Junkers Ju 87, dal quale, però, differiva ampiamente nelle soluzioni tecniche previste e nella configurazione base, a cominciare dall'ala ellittica adottata e dal motore radiale raffreddato ad aria.
Nonostante le richieste, la gestazione dell'apparecchio fu piuttosto lunga: solo nel 1938 volava il primo aeroplano. ma emersero fin dai collaudi iniziali alcune forti lacune prestazionali.
In primo luogo il motore, un radiale Nakajima Hikari 1 da 710 hp, non era assolutamente capace di fornire potenze adeguate, causando uno scadimento generale delle prestazioni. In secondo luogo l'ala ellittica, vagamente somigliante a quella dello Henikel He 70, risultò nel complesso dall'apertura insufficente e venne ben presto ridisegnata in modo tale da aumentarne l'ampiezza.
Il velivolo era stato, inoltre, dotato di due freni di picchiata sotto le due semiali, similari a quelli installati nello Stuka, ma tali congegni si rivelarono troppo piccoli e non lavoravano come dovuto, in pratica rendevano l'aereo molto instabile durante la picchiata, e per questo motivo vennero ingranditi e maggiorati, pur mantenendone l'impostazione di base.
Infine, fu notato come l'aereo fosse particolarmente "nervoso" nelle virate strette e nelle richiamate, con una spiccata tendenza all'autorotazione, fattore che indusse a modificare ampiamente i piani di coda aggiungendo una pinna che collegasse la deriva direttamente con la fusoliera.
Il secondo prototipo, pertanto, venne presentato con estese modifiche, oltre a quelle già citate va evidenziato che il motore venne sostituito con un radiale Mitsubishi Kinsei da 830 hp, e subito furono avvertiti i sensibli miglioramenti che tali aggiornamenti portarono.
Il velivolo venne accettato dalla marina e la produzione venne impostata nel dicembre del 1939, che procedette fino alla fine delle ostilità. Entro la fine del 1940 il D3A1, la prima versione, equipaggiava in buon numero tutte le principali unità portaerei giapponesi e per breve tempo venne impiegato per attacchi condotti contro obiettivi strategici nella Cina meridionale.
Vero battesimo del fuoco, però, fu senza dubbio il fulmineo attacco di Pearl Harbor del 1941: per tale occasione ben 135 Val vennero impiegati in ondate successive contro obiettivi plurimi della zona, anche se il colpo principale doveva essere portato contro le unità della marina statunitense ivi ancorate.
I risultati furono ottimi e, durante la prima fase della guerra del Pacifico, il D3A era uno dei migliori apparecchi della categoria, anche se con l'intensificarsi della reazione alleata vennero fuori le sue debolezze tecniche e le obsolescenze progettuali.
Nel prosieguo della guerra, infatti, emerse con chiarezza la fragilità del Val: in particolare si avvertì la carenza di adeguate misure di sicurezza e protezioni per l'equipaggio e gli organi vitali, mancanza peraltro comune a gran parte dei velivoli giapponesi dell'epoca; mentre appariva ormai superato nelle prestazioni complessive, velocità soprattutto.
Per questi motivi si provvide nel 1942 a realizzare una versione migliorata del mezzo: venne presentata pertanto la varainte Aichi D3A2, notevolmente migliorata nell'autonomia mediante l'impiego di serbatoi più capienti e dotata di un più potente motore, sempre un Mitsubishi Kinsei ma questa volta da 1300 hp.
Questa nuova variante, prodotta nel maggior numero di esemplari, circa mille unità, venne in un primo momento destinata ad operare dalle portaerei minori, poi i velivoli costruiti finirono con l'essere dislocati su basi terrestri.
Col passare del tempo fu chiaro che il Val, con il suo carrello fisso, era ormai un aeroplano superato, infatti erano stati progettati e costruiti altri apparecchi più moderni per la sua sostituzione, ed entro 1944 quasi tutti i velivoli superstiti erano stati ritirati dalla prima linea per svolgere compiti di addestramento.
Come quasi tutti gli aerei giapponesi, infine, anche l'Aichi D3A conobbe le sue ultime missioni in attacchi suicidi contro le navi alleate: furono fatti a tal fine svariati tentativi, ma i risultati conseguiti furono scadenti, in quanto praticamente tutti i Val Kamikaze vennero intercettati prima di raggiungere l'obiettivo.
Dati TecniciAichi D3A:
Propulsore:1 Mitsubishi Kinsei 54.
Tipologia:Radiale.
Potenza:1.300 hp.
Velocità Massima:430 km/h.
Tangenza Operativa:10.500 m.
Autonomia:1.352 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 7,7 mm.
1 mitragliatrice dorsale da 7,7 mm.
Carico Utile:370 kg.


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