Arado Ar. 76 - Res Aeronautica

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Arado Ar. 76

Una delle prime preoccupazioni dell'RLM l'indomani della rinascita ufficiale della Luftwaffe fu la realizzazione di un velivolo da addestramento da inquadrare nel concetto di Heimatschutzjager, ossia di un aeroplano capace di ricoprire anche ruoli di caccia d'emergenza per la difesa nazionale.
Sebbene le richieste ministeriali si limitarono a delineare un velivolo piuttosto semplice e non particolarmente performante, il programma venne preso molto seriamente dalle autorità, le quali contattarono quattro delle maggiori case costruttrici dell'epoca.
Al progetto parteciparono pertanto la Heinkel, la Focke-Wulf, l'Arado e la Henschel, quest'ultima presentando ben due distinti modelli. Stando alle indicazioni dell'RLM, risalenti al 1934, l'aeroplano doveva essere un monoposto dotato di carrello fisso e dall'ala alta parasole per la cui propulsione era stato imposto un piccolo Argus As 10C da 240 hp.
In ragione di un eventuale impiego operativo in combattimento, era inoltre stata richiesta la possibilità di installare una o due mitragliatrici da 7.9 mm, ma tale requisito venne poi specificato meglio dando vita a due distinte versioni produttive: gli aerei inquadrabili in reparti da caccia dovevano montare una coppia di armi da fuoco e dovevano poter alloggiare due piccole bombe da 10 kg; gli esemplari destinati esclusivamente all'addestramento, invece, avrebbero dovuto avere una sola mitragliatrice e non prevedevano l'installazione di un armamento di caduta.
Grazie a delle esigenze non particolarmente gravose, i lavori di progettazione e sviluppo proseguirono molto rapidamente, tanto che già entro la fine del 1934 quasi tutti i contendenti avevano più o meno ultimato la costruzione dei rispettivi prototipi.
Come accennato in precedenza, al concorso partecipò anche l'Arado, che in quell'occasione presentò il modello Ar 76, ossia un semplice monoplano ad ala alta e dalla costruzione mista, essenzialmente costituita da una struttura tubolare ricoperta in telo.
Portato in volo per la prima volta nel 1934, il velivolo dimostrò di possedere delle doti complessivamente buone, anche se si dovette introdurre alcune modifiche, soprattutto ai piani di coda, in quanto il prototipo andò perduto durante i primi test di collaudo. In particolare si decise di eliminare il diedro ai piani orizzontali del timone e di operare qualche piccola modifica strutturale.
Così modificato, l'Ar 76 vide un netto miglioramento delle sue prestazioni, tanto da ottenere pareri molto favorevoli dai collaudatori.
Al termine dei collaudi di selezione, comunque, la gara si restrinse a soli due candidati, ossia l'Ar 76 ed il progetto firmato Focke-Wulf, l'Fw 56 Stosser per essere più precisi: nonostante i giudizi estremamente positivi forniti dai piloti sulla proposta Arado, il ministero preferì orientarsi sull'Fw 56, qualificando allo stesso tempo l'Ar 76 a velivolo di rimpiazzo nel caso ci fossero stati problemi nella costruzione dello Stosser.
All'Arado venne pertanto commissionato un piccolo lotto di aeroplani, i quali furono consegnati a partire dal 1936 essenzialmente come addestratori alla scuola caccia.
La produzione arrivò a sfiorare le 200 unità, le fonti parlano di 189 aerei di serie più 3 prototipi, ma sfortunatamente sono giunte all'autore poche informazioni sul loro impiego: utilizzati solamente come velivoli da scuola, più qualche plausibile compito di collegamento interno, è ipotizzabile che siano stati impiegati fin verso la fine delle ostilità, anche se a quel punto l'addestramento dei piloti della Luftwaffe era stato ridotto al minimo.
Dati TecniciArado Ar. 76:
Propulsore:1 Argus As 10C.
Tipologia:In Linea.
Potenza:250 hp.
Velocità Massima:266 km/h.
Tangenza Operativa:6.400 m.
Autonomia:470 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 7,9 mm.
Carico Utile:20 kg.


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