Arkhangelskiy Ar-2 - Res Aeronautica

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Arkhangelskiy Ar-2

Disegnato da Alexander A. Arkhangelskiy, il bimotore da appoggio tattico noto come Arkhangelskiy Ar-2 nacque di fatto nel 1939 sulla scorta dell'idea, maturata in seno al progettista, di riprogettare ed aggiornare il Tupolev SB adattandolo a compiti di attacco al suolo.
Sulla base degli eccellenti risultati conseguiti nelle prime fasi del secondo conflitto mondiale dal tedesco Junkers Ju 87, infatti, i vertici militari sovietici avvertirono la necessità di dotare le proprie forze armate di un velivolo dalle similari caratteristiche operative, con particolare attenzione all'assalto ravvicinato di prima linea.
A fronte di tali premesse, pertanto, Arkhangelskiy, collaboratore di lunga data di Tupolev e che nel corso del '37 aveva ricevuto un autonomo bureau di progettazione, decise di riprendere il celebre bimotore Tupolev SB, alla cui realizzazione aveva partecipato in prima persona, sottoponendolo ad estese modifiche strutturali ed a un imponente affinamento aerodinamico.
Nasceva così il Tupolev SB-RK, il quale, pur riprendendo la base tecnica del Tupolev SB, prevedeva una sezione anteriore estesamente ridisegnata, ora provvista di una mitragliatrice brandeggiabile con più ampia area di tiro, nonché lo spostamento dei radiatori dei motori direttamente nei bordi d'attacco alari; soluzione che permetteva di ridurre sensibilmente la resistenza aerodinamica delle relative gondole, le quali erano state abbassate fino a collimare con l'ala ed apparivano molto più compatte e pulite.
Tale soluzione, tra le prime del genere nell'esperienza aeronautica sovietica, attirò molte attenzioni dai vertici militari, tanto che alla stessa pare si dovrebbe attribuire l'iniziale denominazione del mezzo: la sigla RK, infatti, starebbe per Radiatory-Krylo, traducibile con l'espressione “radiatore-alare” (si segnala che non tutte le fonti concordano su tale sigla: alcune, invece, la ricondurrebbero ad un particolare sistema di deflettori/estensori mobili alari, chiamati appunto “Rassresnoye-Krylo”, che avrebbero dovuto fungere da aerofreni, ma che sarebbero stati abbandonati poiché troppo complessi).
Il velivolo venne quindi ordinato in forma di prototipo e portato in volo nella primavera del 1940, ottenendo degli apprezzabili risultati, i quali vennero successivamente migliorati a seguito di alcune modifiche di dettaglio, soprattutto aerodinamiche e connesse all'affinamento delle installazioni difensive, dette “a guscio di tartaruga”, grazie alle quali venne raggiunta una velocità massima di 500 km/h.
In pari tempo e sulla scorta di un precedente tentativo di trasformare il Tupolev SB in bombardiere in picchiata, anche il nuovo modello venne adattato a tale compito, mediante l'installazione di due griglie retrattili sub-alari.
Superate le valutazioni ufficiali, nell'autunno del 1940 il bimotore venne messo in produzione in serie, con il nuovo nome ufficiale di Arkhangleskiy Ar-2, senza tuttavia suscitare grandi impressioni: dalle prestazioni inferiori ai contemporanei bombardieri veloci in servizio presso le aeronautiche straniere, infatti, l'aeroplano manifestò gli stessi limiti strutturali e progettuali del Tupolev SB, rispetto al quale, ad onor di cronaca, garantiva comunque performance nel complesso superiori.
Nonostante diversi lavori di sviluppo e miglioramento tecnico, tuttavia, l'aeroplano non riuscì comunque ad imporsi sulla concorrenza, tanto che, tolto di produzione già nel 1941 per far spazio al Petlyakov Pe-2, non vide superare le 200 unità costruite.
Sotto il profilo operativo, l'Arkhangelskiy Ar-2 non conobbe un impiego particolarmente intenso e duraturo: spesso utilizzato in formazioni miste con il Tupolev SB, infatti, il velivolo fu dislocato a macchia su tutto il fronte, la cui area di operatività principale risultò tuttavia essere la zona del Baltico e del distretto di Leningrado (oggi San Pietroburgo).
Del resto, stando alle fonti, risulta che gran parte degli aerei consegnati andò perduto già nelle prime settimane di guerra, soprattutto per via dei bombardamenti tedeschi degli aeroporti, col risultato che il numero degli effettivi fu sempre piuttosto limitato.
Radiato di fatto nel 1942, infine, l'Arkhangelskiy Ar-2 venne definitivamente abbandonato senza ulteriori sviluppi, anche se, per completezza, si segnala che dal progetto vennero comunque estrapolate diverse soluzioni adottate nel corso del 1940 per la realizzazione del bombardiere veloce SBB-1, costruito in forma di prototipo, e del successivo SBB-2, rimasto sulla carta, con i quali si cercò invano di sostituire il Tupolev SB.
Dati Tecnici
Arkhangelskiy Ar-2:
Propulsore:
2 Klimov M-105R.
Tipologia:
In linea.
Potenza:
1.100 hp ciascuno.
Velocità Massima:
512 km/h.
Tangenza Operativa:
10.500 m.
Autonomia:
1.500 kg.
Armamento:
4 mitragliatrici da 7,62 mm.
Carico Utile:
1.600 kg.


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