Avia S-199 - Res Aeronautica

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La storia dell'Avia S-199 nasce di fatto da una soluzione di ripiego adottata dai tecnici della famosa casa costruttrice per proseguire la costruzione del Bf 109.
Dopo la seconda guerra mondiale, infatti, l'Avia, che durante il conflitto aveva contribuito alla produzione del Messerschmitt Bf 109G-12, si era ritrovata con un gran numero di cellule di tale velivolo ed un piccolo quantitativo di motori Daimler-Benz DB 605.
Cercando di sfruttare questo materiale, l'Avia iniziò la produzione, o meglio la continuò, del Messerschmitt Bf 109G-14 sotto il nome di Avia S-99.
Questo apparecchio, però, non ebbe vita lunga: già nel 1947, infatti, un incendio distrusse il deposito dove erano stati immagazzinati i motori Daimler-Benz provocandone la totale perdita.
Privi del motore originale, quindi, i tecnici dell'Avia dovettero ingegnarsi per trovare il modo di utilizzare le cellule rimaste: iniziare la costruzione ex-novo del DB 605 era una soluzione troppo costosa e che avrebbe comportato tempi piuttosto lunghi per l'avvio delle catene di montaggio, mentre più vantaggiosa era l'idea di impiegare i motori Jumo 211F, di cui la Cecoslovacchia aveva ereditato in un buon numero a seguito della produzione dello Heinkel He 111, e così si decise di adattare tale propulsore al nuovo velivolo.
Il motore Jumo, però, non era stato progettato per l'utilizzo su un caccia e fin da subito l'installazione sulle cellule del precedente Avia S-99 si rivelò problematica: più grande e più pesante del DB 605, lo Jumo 211F presentava grossi problemi di sbilanciamento e di trazione, problematico era il fatto che il motore era stato studiato per lavorare a giri bassi con un'alto rapporto di coppia e non era provvisto di un sincronizzatore per l tiro di mitragliatrici attraverso il disco dell'elica.
Per risolvere a tali problemi, peraltro mai completamente, i meccanici Avia dovettero lavorare parecchio e furono costretti ad effettuare ampie riconfigurazioni dell'intera sezione anteriore della fusoliera.
In primo luogo si dovette adottare un radiatore anulare posto immediatamente dietro l'elica, cosa peraltro già presente nei bombardieri He 111 da cui l'unità propulsiva veniva, poi fu applicata un'elica con pale di grande dimensione e volume, che se da un lato miglioravano la trazione, dall'altro sbilanciavano ancora di più l'aereo.
Nonostante le difficolà, il nuovo aeroplano venne adottato dall'aviazione nazionale della Cecoslovacchia e venne prodotto con il nome di Avia S-199, cui si aggiungerà presto il nomignolo di "Mezek" (Mulo) per via della sua nascita dovuta ad un incrocio fra un Messerschmitt ed un motore Jumo.
Il nuovo aeroplano, nonostante presentasse delle linee accattivanti ed aggressive, aveva delle prestazioni nettamente inferiori rispetto al Messerschmitt Bf 109 da cui derivava: la velocità massima scendeva drammaticamente da 630 km/h a soli 540 km/h; mentre la tangenza massima opeartiva si abbassava a 9.000 metri di quota. Apice delle lacune, nonostante i limiti precedentemente descritti, era la manovrabilità: a causa dell'eccessivo peso del motore, l'Avia S-199 era un vero e proprio incubo per molti equipaggi, che spesso lamentavano comportamenti nervosi durante tutta la fase di volo e in particolar modo durante i decolli e gli atterraggi, anche se non poche furono le voci di apprezzamento da parte di svariati piloti cechi.
Si trattava, in sostanza, di una macchina generalmente dai bassi potenziali e dalle basse qualità, ma che rappresentava comunque un punto di ripartenza per l'industria nazionale e per il mercato: dotato finalmente di sincronizzatore ed armamento, il Mezek venne proposto anche sul mercato internazionale, ricevendo presto un ordinativo di 25 aerei da parte del neocostituito governo israeliano, il quale aveva disperato bisogno di qualunque armamento possibile per difendere la propria autonomia. Fu proprio con le forze aere israeliano che l'Avia S-199 ricevette il battesimo del fuoco e incontrò le prime missioni operative: a seguito di un breve periodo di addestramento, fondato su S-199 biposti appositamente realizzati (CS-199), gli aeroplani vennero inviati in Israele dove furono utilizzati contro le forze arabe a partire dal 1948. Gli esiti di tali operazioni non furono, però, soddisfacenti, tanto che l'aereo venne ritenuto più una minaccia per i piloti d'Israele che per i nemici, viste le difficoltà di pilotaggio riscontrate.
Per ovviare a questi problemi e a quello della visibilità, lacuna ben nota anche nei predecessori Messerschmitt, i tecnici Avia ridisegnarono il tettuccio dell'aereo sostituendo quello precedente con uno a goccia che consentiva al pilota una migliore visuale generale; mentre altre modifiche marginali vennero adottate un pò dappertutto, specialmente nella coda.
Nonostante gli aggiornamenti, le forze aeree israeliane sostituirono gradualmente l'aereo con il Mustang e lo Spitfire, reperibili in maggiori quantità dalle eccedenze di produzione anglo-americana, fino alla totale radiazione dal servizio operativo, avvenuta già nel 1949 a termine delle operazioni belliche in Medio Oriente.
Da un punto di vista operativo, il Mezek conobbe nella sua breve carriera un impiego abbastanza intenso: generalmente scartato come caccia, l'aereo venne utilizzato specialmente per l'attacco al suolo ed il bombardamento veloce, a tal fine erano state montate sotto la fusoliera delle rastrelliere che potevano portare ordigni fino ai 500 kg di peso, anche se sono stati resi ufficiali degli abbattimenti di caccia arabi da parte dei piloti della IAF ai comandi del "Mulo".  
Dati TecniciAvia S-199:
Propulsore:1 Jumo 211 F.
Tipologia:In Linea.
Potenza:1.200 hp.
Velocità Massima:540 km/h.
Tangenza Operativa:9.000 m.
Autonomia:850 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 13 mm.
1 cannoncino da 20 mm.
Carico Utile:500 kg.


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