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Bloch MB.151

La nascita del Bloch MB.151 risale al 1938, quando i tecnici della casa francese cercarono di superare le difficoltà produttive del Bloch MB.150 operando un'ampia semplificazione strutturale, al fine di rendere l'apparecchio più idoneo per la costruzione su larga scala.
Nonostante inizialmente si trattasse di una semplice opera di rivisitazione, alla fine la macchina che uscì da tali interventi fu un aereo completamente nuovo, il quale, pur riprendendo l'impostazione e le linee guida del predecessore, venne denominato MB.151.
Come anticipato, il nuovo apparecchio manteneva in larga misura la conformazione dell'MB.150, ma allo stesso tempo introduceva una importante serie di cambiamenti, che andavano essenzialmente dall'adozione di un diverso motore, un radiale Gnome-Rhome 14N11 (poi sostituito con un analogo N-35), ad un nuovo disegno dell'ala, la quale fu anche ridimensionata nella sua ampiezza.
In linea di massima, comunque, la maggior parte degli interventi dei progettisti fu concentrata nella semplificazione della struttura e nel complessivo affinamento dell'aerodinamica, tale per cui il velivolo divenne, contrariamente al predecessore, molto elegante nelle sue forme e molto innovativo in alcune soluzioni (ad esempio, la cappottatura del motore fu disegnata con un diametro elevato, ma, allo stesso tempo, con l'apertura anteriore molto stretta, caratteristica che ritroveremo solamente a guerra inoltrata).
Grazie ad una base di partenza già pronta, i lavori sul Bloch MB.151 procedettero rapidamente e nell'estate del 1938 il velivolo venne portato in volo per la prima volta al centro di Villacoublay: dotato di qualità accettabili, anche se non particolarmente entusiasmanti sotto il profilo delle velocità di punta, l'apparecchio venne accettato dalle autorità, le quali ne decretarono la produzione in luogo di quella del Bloch MB.150.
Nonostante le buone volontà, il velivolo venne commissionato già nel '38, la costruzione dell'MB.151 non si rivelò molto più agevole del modello precedente: in primo luogo, infatti, durante i collaudi emersero problemi di raffreddamento a causa della ridotta sezione anteriore del cofano motore, per cui si dovette procedere all'adozione di un diverso impianto dalle aperture maggiori.
In seconda battuta, inoltre, venne notato dai piloti che il velivolo diventava piuttosto instabile durante i voli ad alta velocità e le picchiate e, per risolvere l'inconveniente, i lavori furono rallentati per provare svariate modifiche ai piani di coda.
In aggiunta a tali difficoltà progettuali, anche la fornitura di alcune componenti realizzate da altre ditte, come le eliche o i collimatori di tiro, procedette a ritmi lenti e discontinui (a tal riguardo c'è una tradizionale corrente che sostiene che i ritardi o addirittura la mancata consegna delle eliche, come dei collimatori, sia stata causata da veri e propri atti di sabotaggio ad opera di frange estreme, soprattutto di stampo socialista e comunista, ma resta difficile capire se e quando si trattò di sabotaggio o di semplici scioperi per via della difficile situazione politica francese).
La situazione, pertanto, era divenuta molto statica ed il velivolo, del quale era comunque stata richiesta la produzione su larga scala, allo scoppio del conflitto era stato consegnato in appena un centinaio di esemplari.
Nonostante le gravi carenze produttive dell'industria aeronautica, nel 1938 i tecnici della Bloch elaborarono un nuovo velivolo da affiancare all'MB.151, anche se di questo doveva essere una diretta evoluzione.
Denominato Bloch MB.152, l'apparecchio, di cui si rimanda ad apposita scheda, doveva rappresentare un passo avanti nell'evoluzione del caccia di base, ancora saldamente ancorato all'impostazione di base dell'iniziale MB.150.
Sebbene vi fossero palesi e forti rallentamenti nella produzione industriale nazionale, almeno nel settore dell'aviazione, il governo francese decise ugualmente di inserire nei programmi di riorganizzazione il nuovo apparecchio, affiancandolo di fatto all'MB.151. Si arrivò pertanto allo scoppio del conflitto con una situazione alquanto eterogenea, in cui sia l'MB.151 che l'MB.152 venivano costruiti, anche se la precedenza venne alla fine attribuita all'ultimo dei due, e dove entrambi gli apparecchi andavano ad equipaggiare contemporaneamente gli stessi reparti.
Per via di tali circostanze poco definite, sfortunatamente, non è agevole riuscire a delineare la carriera operativa dell'MB.151 preso singolarmente, anche perché le stesse fonti trattano i due caccia in maniera unitaria.
Da quanto emerge, comunque, il velivolo non brillò particolarmente in combattimento, tanto che venne giudicato poco idoneo all'impiego di prima linea e fu destinato alla difesa metropolitana di città ed impianti industriali, in un ruolo che comunemente viene definito da “riservista”.
Dotato di caratteristiche di volo poco competitive, infatti, l'apparecchio fu apprezzato più che altro per la generosa robustezza complessiva e, per tali ragioni, fu presto assegnato anche a reparti di addestramento avanzato.
Alla fine, comunque, la battaglia di Francia si rivelò essere talmente repentina e violenta che il Bloch MB.151, in connubio con l'MB.152, venne intensamente coinvolto in combattimenti e scontri con la Luftwaffe, al termine dei quali i piloti di questi caccia rivendicarono in totale 146 abbattimenti più altri 34 probabili.
Il rovescio della medaglia parla invece di circa 270 velivoli andati perduti (le stime fanno riferimento ad entrambi i velivoli senza meglio distinguerne i singoli coefficienti), anche se molti dei quali fu direttamente abbandonata durante la ritirata francese.
A quanto risulta, inoltre, la Grecia ordinò una ventina di Bloch MB.151 nel tardo 1939, ma solamente nove apparecchi furono consegnati prima dell'armistizio del 1940: purtroppo non sono note all'autore le sorti di tali velivoli.
Con la capitolazione francese, infine, le notizie dell'MB.151 si fanno ancora più confuse: sopravvissuto in una cinquantina di esemplari, il velivolo, la cui autonomia era fortemente limitata, venne inglobato nella nuova aeronautica di Vichy, alla quale rimasero anche 260 Bloch MB.152 ed una decina di Bloch MB.155, un ulteriore esponente della famiglia di cui si rimanda ad apposita scheda.
Con l'annessione da parte tedesca anche di tale porzione di Francia, in ultima analisi, le tracce dei Bloch MB.151 si dissolvono: a quanto risulta, le stime calcolano genericamente che al 1942 solo 173 caccia Bloch erano ancora operativi; di tali aeroplani molti furono inquadrati in reparti di addestramento della Luftwaffe, mentre una ventina fu ceduta alla Romania.
Dati TecniciBloch MB.151:
Propulsore:
1 Gnome-Rhòne 14N-35.
Tipologia:Radiale.
Potenza:920 hp.
Velcoità Massima:483 km/h.
Tangenza Operativa:10.000 m.
Autonomia:640 km.
Armamento:4 mitragliatrici da 7,5 mm.
Oppure
2 cannoncini da 20 mm e 2 mitragliatrici da 7,5 mm.
Carico Utile: N/A.


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