Blohm und Voss Bv 141 - Res Aeronautica

Vai ai contenuti

Blohm und Voss Bv 141

Sicuramente uno dei meno ortodossi aeroplani portati in volo durante la seconda guerra mondiale, il Blohm und Voss Bv 141, di cui vennero realizzate due versioni, ossia la Bv 141A e la Bv 141B, fu il tentativo, estremo, di realizzare un velivolo da cooperazione per l’esercito cui demandare compiti di ricognizione tattica e di bombardamento leggero.
La storia del progetto risale al 1937, quando l’RLM formalizzò un bando di gara per la costruzione di un nuovo velivolo da osservazione ravvicinata, con cui sostituire lo Henschel Hs 126, il quale, pur essendo da poco entrato in servizio presso la Luftwaffe, non aveva particolarmente entusiasmato.
Poiché tale concorso era stato riservato unicamente alla Arado ed alla Focke-Wulf, che proposero rispettivamente il modello Arado Ar. 198 ed il modello Focke-Wulf Fw. 189, la Blohm un Voss vi si candidò privatamente nel ruolo di outsider, finanziando autonomamente la costruzione di un prototipo.
Sotto la guida Richard Vogt, pertanto, tra la fine del 1937 e l’inizio del 1938 i tecnici ed i progettisti della Blohm und Voss diedero vita ad uno stranissimo aeroplano, caratterizzato essenzialmente per l’insolita posizione dell’abitacolo, che era distaccato dalla fusoliera ed era stato collocato accanto ad essa sul relativo piano alare.
Tornava in questo modo ad affacciarsi nel mondo dell’aviazione, dopo circa vent’anni di abbandono, la formula dell’aeroplano asimmetrico, che, proposta per la prima volta dal bombardiere tedesco Gotha G.VI nel 1918, era sempre stata vista con un certo scetticismo negli ambienti militari ed industriali.
Nonostante le forti perplessità suscitate da un mezzo così insolito, comunque, il progetto del Bv 141 riuscì ad attirare su di sé parecchia attenzione, tanto che persino Ernst Udet volle pilotarlo personalmente durante le prove di valutazione del febbraio 1938.
Sorprendentemente, a tali collaudi il velivolo, spinto da un solo radiale BMW 132N da 960 hp di potenza, diede ottima prova delle sue caratteristiche di volo: facile da pilotare, stabile e dotato di buone prestazioni di massima, infatti, l’apparecchio si guadagnò dei giudizi molto positivi da parte dei piloti, ivi compreso lo stesso Udet.
Gli unici difetti che vennero riscontrati furono l’impianto idraulico, che successivamente si rivelò un vero e proprio tallone d’Achille, ed il disegno dell’abitacolo, che sul prototipo era stato alloggiato in una grossa gondola ampiamente finestrata, ma strutturata internamente su due livelli sopraelevati, al cui piano superiore trovava collocazione la postazione di pilotaggio.
Si decise, pertanto, di sostituire l’ingombrante abitacolo con uno più definito sotto il profilo aerodinamico e, soprattutto, dotato di maggiori superfici vetrate, il quale, per una certa ironia della sorte, presentava un disegno quasi identico a quello adottato per il Focke-Wulf Fw 189, ossia il più diretto concorrente per l’aggiudicazione della gara.
Prese così vita la versione ufficiale dell’apparecchio, che fu nuovamente collaudata tra il 1938 ed il 1939, riuscendo ad ottenere il finanziamento per la costruzione di altri due prototipi e di cinque esemplari di preserie.
Nonostante gli aggiornamenti introdotti, fra cui spiccavano i nuovi piani di coda con le superfici orizzontali asimmetriche e quasi interamente pronunciate sul lato sinistro della fusoliera, il modello non riuscì ugualmente a vincere la generale ostilità della commissione di valutazione, la quale, criticando la scarsa potenza del motore adottato, gli preferì il Focke-Wulf Fw 189.
Dinnanzi al rifiuto ministeriale, Vogt ed il suo team di ricerca, che peraltro avevano già previsto e preventivato una tale evenienza, riformularono il progetto nella versione Bv 141B, ossia un nuovo apparecchio che manteneva sostanzialmente inalterate le linee del predecessore, ma che contemplava l’installazione di un più potente radiale BMW 801A da 1.560 hp.
Sulla scorta di tali miglioramenti, del Bv 141B vennero conseguentemente ordinati cinque aerei di preserie, con un’opzione per la fornitura di altri dieci esemplari.
Portato in volo nel gennaio del 1941, però, il nuovo aeroplano non si dimostrò all’altezza delle aspettative, raggiungendo delle performance addirittura inferiori rispetto a quelle del predecessore: a fronte dell’aumento di potenza disponibile, infatti, i tecnici avevano deciso di aumentare le dimensioni del mezzo, ampliandone la superficie alare ed introducendo una nuova e più robusta fusoliera a disegno circolare, cui per converso seguì l’inevitabile aumento del peso a vuoto.
A causa di tali modifiche, il velivolo divenne più difficile da pilotare, perse la tanto apprezzata stabilità che aveva dimostrato nella precedente versione e non garantiva un sufficiente incremento in termini di prestazioni di volo.
Gravemente inficiato in senso peggiorativo risultò essere anche il timone, che si rivelò troppo sofferente alle vibrazioni e che dovette essere progettato nuovamente mediante lo spostamento dei piani orizzontali in posizione sopraelevata rispetto all’asse della fusoliera, nonché si dovette contestualmente introdurre un nuovo disegno della pinna verticale, che assunse un peculiare aspetto molto squadrato.
Altri problemi sorsero attorno al carrello ed all’impianto idraulico, fin dal principio particolarmente delicati ma che con la versione Bv141B divennero cronici.
Davanti ad un quadro generale così scadente, cui si aggiunsero ulteriori inconvenienti durante le prove operative (per un errore di progettazione l’abitacolo si riempiva del fumo generato dagli spari delle mitragliatrici difensive), il Blohm und Voss Bv 141B venne definitivamente scartato, la commessa inizialmente sottoscritta fu annullata e nessuno dei pochi aeroplani costruiti vide mai l’impiego bellico, anche se si era ipotizzato di assegnarne qualche esemplare sul fronte orientale.
Dati TecniciBlohm und Voss Bv 141B (V10):
Propulsore:1 BMW 801A.
Potenza:1.560 hp.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:437 km/h.
Quota Massima:10.000 m.
Autonomia:1.900 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 7,9 mm.
2 mitragliatrici da 7,9 mm dorsali.
Carico Utile:200 kg.


Nessun commento
Riferimenti Bibliografici:
  • Aircraft of the Third Reich, Vol. One, William Green, Aerospace Publ., 2010;
  • Warplanes of the Third Reich, William Green, Macdonald Publ., 1972;
  • War Planes of the Second World War, Vol. 8 - Bomber and Reconnaissance Aircraft, William Green, Macdonald Publ., 1967;
  • German Aircraft of the Second World War, J.R. Smith - Antony Kay, Putnam Publ., 1972.
Torna ai contenuti