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Boulton Paul P.75 Overstrand

La nascita del Bolton Paul P.75, successivamente nominato “Overstrand”, risale ai primissimi anni Trenta e, sorprendentemente, si può definire come “non prevista”.
Inizialmente, infatti, il velivolo doveva essere una semplice versione aggiornata del precedente e poco apprezzato Bolton Paul P.29 “Sidestrand”, di cui nelle intenzioni si pensava soltanto di migliorarlo tecnicamente.
Tale nuova variante era stata di fatti concepita essenzialmente come un aggiornamento di massima, il quale prevedeva l'adozione di propulsori più potenti e, soprattutto, introduceva per la prima volta un impianto difensivo idraulico interamente cabinato.
In particolare, la nuova configurazione doveva discostarsi dalla produzione tradizionale, ancora legata alle concezioni della prima guerra mondiale, e mirava a fornire un migliore supporto tanto all'equipaggio quanto specialmente ai mitraglieri difensivi.
Fino ad allora, infatti, negli apparecchi da bombardamento c'era stata una scarsa attenzione alle condizioni del personale di volo ed agli armieri, i quali di regola erano lasciati esposti al vento e privi di alcun tipo di protezione, se non dei piccoli parabrezza.
In tali condizioni, pertanto, gli addetti alle mitragliatrici brandeggiabili erano costretti ad utilizzare le proprie armi fra numerose difficoltà tecniche, meccaniche e fisiche, tali per cui il relativo tiro spesso risultava piuttosto debole ed impreciso.
Se tale configurazione creava pochi problemi quando ad essere presi di mira erano dei lenti e fragili biplani in legno e tela, la situazione divenne tuttavia più complessa col progredire della velocità, agilità e robustezza degli apparecchi da caccia avversari e, pertanto, si rendeva necessario procedere con una rinnovazione dei relativi sistemi difensivi attivi.
Per questo motivo il governo britannico già agli inizi degli anni Trenta iniziò ad interessarsi al concetto di postazione difensiva idraulica, la quale, oltre a fornire un'ottima protezione dal vento, garantiva all'occupante delle migliori condizioni di abitabilità soprattutto in termini di temperatura.
Dato che la Boulton Paul Aircraft Ltd (all'epoca ancora nota come Boulton & Paul Ltd, ndr.) era un vero e proprio leader del settore, tanto da avere portato avanti già in tempi non sospetti svariati studi e progetti di tale tipologia di installazione, non sorprende che nel giro di breve tempo i loro tecnici siano riusciti a realizzare una prima ma efficace postazione completamente idraulica e coperta.
Tale progetto, pertanto, venne quindi installato sulla sezione anteriore di un P.29 Sidestrand, il quale riceveva anche l'introduzione di una copertura all'abitacolo del pilota, l'adozione di unità motrici più potenti, due Bristol Pegasus I, ed una serie di rinforzi al carrello d'atterraggio.
E' interessante notare come, a fronte dell'aumento di peso dato dalla nuova ed ingombrante sistemazione difensiva, i tecnici della ditta britannica ovviarono al problema mediante una diversa configurazione alare, sempre biplana, ma caratterizzata per una leggera conformazione a freccia volta compensare gli squilibri di centraggio.
Ad ogni modo, la nuova macchina non ricevette subito dei giudizio unanimi: secondo alcuni, infatti, la torretta di fusoliera, così vistosa e pesante, avrebbe causato eccessive resistenze aerodinamiche con conseguente grave calo di prestazioni.
Nonostante le perplessità, comunque, all'atto pratico tali problematiche si rivelarono prive di fondamento, in quanto il nuovo apparecchio rispetto alle varianti precedenti risultò essere più veloce, dalla maggiore autonomia e con carico bellico sensibilmente aumentato.
Così configurato e rinnovato, pertanto, il velivolo venne ordinato per la produzione in serie, peraltro limitata a meno di una trentina di esemplari, e, data la mole di modifiche, venne ufficialmente ridenominato in Boulton Paul P.75 Overstrand.
A titolo di nota di colore, è interessante ricordare come, durante uno dei collaudi ufficiali, il mezzo durante delle operazioni di rullaggio ebbe ad andare a finire piantato in una buca presente nel terreno: nonostante l'impatto, tuttavia, la cabina anteriore, che pure rimase di fatto semi sommersa, assorbì egregiamente l'urto, proteggendo ottimamente il suo occupante, il quale, poco avvezzo al nuovo strumento, rimase simpaticamente bloccato al suo interno e dovette intervenire del personale tecnico per poterlo liberare.
Ad ogni modo, l'episodio dimostrò anche che i sistemi di uscita d'emergenza della cabina, se utilizzati correttamente e con le prescritte procedure, potevano garantire al mitragliere una buona via di fuga in qualsiasi situazione.
Tornando al velivolo, comunque, la realizzazione procedette a buon ritmo, con le prime consegne effettuate a partire dal 1935 e terminate già l'anno seguente, con contestuale processo di miglioramento di dettaglio, soprattutto in ambito motoristico mediante l'installazione di unità motrici, sempre della famiglia del Pegasus, aggiornate e più raffinate.
Sotto il profilo operativo, la carriera dell'Overstrand non fu particolarmente lunga e gloriosa: presto obsoleto, se non fin dal suo apparire, il biplano bimotore, che peraltro aveva equipaggiato solamente la Squadra N.101, venne ritirato dal servizio attivo già nel 1937 per essere poi completamente sostituito in via formale dal più recente e concettualmente evoluto Bristol Blenheim.
A quanto risulta, comunque, sembrerebbe che alcuni esemplari di P.75 Overstrand conobbero una tranquilla nota seconda vita quali addestratori di mitraglieri fino al 1941.
Per completezza di cronaca, infine, dell'Overstrand venne anche progettata e proposta una versione più moderna, denominata P.80 “Superstrand”, la quale, nonostante il carrello retrattile e migliorie aerodinamiche generali, manteneva inaccettabilmente la formula biplana e, per tale motivo, non passò mai nemmeno i tavoli da disegno.
Dati Tecnici
Boulton Paul P.75 Overstrand:
Propulsore:
2 Bristol Pegasus Mk.II.
Tipologia:Radiale.
Potenza:580 hp cascuno.
Velocità Massima:246 km/h.
Tangenza Operativa:6.860 km.
Autonomia:877 km.
Armamento:1 mitragliatrice da 7,7 in cupola prodièra.
1 mitragliatrice dorsale da 7,7 mm.
1 mitragliatrice ventrale da 7,7 mm.
Carico Utile:726 kg.


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