Bristol Type 152 Beaufort - Res Aeronautica

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Bristol Type 152 Beaufort

Il Bristol Beaufort nacque nel 1935, quando il governo britannico emise due differenti specifiche con le quali si richiedeva la realizzazione di un aereo da ricognizione marittima ed un bombardiere terrestre da adibire a missioni di siluramento.
Forti della positiva esperienza ottenuta con il Blenheim, i tecnici della Bristol decisero di rispondere a tali concorsi con un modello largamente ispirato al precedente bombardiere, anche se radicalmente diverso in ampi settori della fusoliera, e proposero un velivolo bimotore dalle caratteristiche tecniche non troppo diverse da quelle del predecessore.
Il nuovo apparecchio, infatti, avrebbe dovuto riprendere l'ala ed i piani di coda del Blenheim ed allo stesso tempo si pensò di ricalcarne i sistemi di raffreddamento, caratteristici per la loro forma anulare.
Usiamo il condizionale in quanto, paradossalmente, del Beaufort non si costruì mai un prototipo vero e proprio e per tale modello è da intendersi il primo esemplare di serie: curiosa, infatti, è la storia di tale apparecchio, in quanto il primo dei bombardieri richiesti venne costruito con molta fretta, al fine di fungere da prototipo, mentre la produzione dei rimanenti esemplari della commessa iniziale fu rallentata volutamente; rallentamento cercato al fine di poter introdurre per tempo le modifiche necessarie che sarebbero probabilmente emerse dai collaudi effettuati sulla prima macchina di serie.
Tornando all'iter evolutivo del progetto, comunque, ci si accorse ben presto che le due mansioni richieste dal ministero potevano essere benissimo svolte da un unico aeroplano anzichè due.
In tale ottica, pertanto, il governo nel 1936 decise di unire le due specifiche in una nuova e, fra i progetti presentati, firmò commissioni per la realizzazione del Bristol Type 152, denominato successivamente Beaufort, e del Blackburn Botha.
Nonostante l'ordinazione produttiva avvenuta "direttamente dal tavolo da disegno", il progetto del Beaufort risultò essere piuttosto lento ed i primi esemplari di serie riuscirono ad essere consegnati solamente nel 1939, fatta eccezione per il "prototipo" che uscì di fabbrica già negli ultimi mesi del '38.
Problemi, infatti, sorsero quasi subito, quando il ministero preferì focalizzare l'attenzione sulla realizzazione di un bombardiere puro in luogo di un aereo bivalente con capacità anche di ricognitore: in vista di tale modifica, pertanto, alla Bristol decisero di sostituire l'impianto propulsivo previsto, composto da due radiali Bristol Perseus, con due Bristol Taurus, ritenuti più idonei in termini di potenza per far fronte alle esigenze di un bombardiere vero e proprio.
Tale modifica, però, comportò un allungamento dei tempi di progettazione e conseguentemente lo sviluppo dell'aeroplano arrivò a compimento solamente dopo quello del Botha, il quale, peraltro, aveva mantenuto come impianto propulsivo il Perseus.
Nonostante il ritardo sulla tabella di marcia, il governo decise comunque di mettere in produzione il bimotore e lo destinò al servizio coloniale presso i possedimenti britannici in Africa ed in Asia, mentre il progetto avanzato dalla Blackburn venne scelto per il servizio nel territorio nazionale.
Ritardi a parte, il primo Beaufort venne presentato ufficialmente nel settembre 1939, mentre il battesimo dell'aria fu registrato nell'ottobre successivo: fin dai primissimi collaudi, però emersero seri problemi di raffreddamento ai motori, così gravi che costrinsero i tecnici a mettere forzatamente a terra l'apparecchio, mentre altre lacune furono riscontrate in merito a forti turbolenze sviluppatesi nei piani di coda.
Soluzione a tali difficoltà fu cercata con un nuovo sistema di raffreddamento, che venne sostituito con uno più convenzionale, e con un leggero ingrandimento dei piani di coda verticali.
Tali interventi, uniti al fatto che all'epoca gli ingegneri della casa britannica erano impeganti anche con la progettazione del Beaufighter, ebbero sensibili ritardi sui test, i quali ramsero di fatto fermi fino all'aprile del 1939.
Nel 1940, comunque, l'apparecchio iniziò ad arrivare ai reparti operativi: nonostante l'iniziale destinazione in territorio coloniale, alla fine il Beaufort venne impiegato fin dal primo momento nella difesa diretta della Gran Bretagna, anche in ragione del fatto che il Botha si rivelò completamente inadatto al ruolo di aerosilurante e venne presto relegato a compiti di addestramento.
Caratterizzato da ottime doti e da una preziosa robustezza, l'aeroplano incontrò tuttavia nei motori la sua più grave lacuna: i Taurus, infatti, si rivelarono spesso un tallone d'Achille, risultando generalmente poco affidabili e dalla messa a punto ancora incompleta.
Per superare il forte limite costituito dall'impianto propulsivo, nel 1940 si ipotizzò di rimotorizzare l'aeroplano con il Pratt & Whitney Twin Wasp o con il Rolls-Royce Merlin: mentre la prima ipotesi ebbe uno sviluppo concreto, l'idea di utilizzare il Merlin rimase sulla carta e non ebbe seguito. Spinta risolutoria al problema arrivò dalla lontana Australia, quando le forze aeree australiane, avendo ricevuto in consistenti quantità il velivolo, lo avevano ufficialmente rimotorizzato con i radiali Pratt & Whitney Twin Wasp: il risultato fu giudicato positivamente e tale soluzione tecnica venne presto adottata anche per gli esemplari destinati alla R.A.F.
Nonostante i ritardi produttivi, il Beaufort venne realizzato in 1.380 esemplari, più altri 700 costruiti in Australia, i quali rimasero in servizio fino al 1944: durante tale periodo operativo, peraltro non troppo lungo, l'aeroplano svolse un importante ruolo nella lotta alla Kriegsmarine in Europa e contro la Flotta Imperiale Giapponese in Asia, ricoprendo un ampio ventaglio di ruoli contemporaneamente, dal siluramento aereo alla posa di mine per esempio.
In combattimento l'apparecchio si rivelò una macchina ben congegnata e molto efficace, soprattutto grazie alla sua robustezza strutturale che gli consentiva di sopravvivere ad un consistente quantitativo di danni, e la sua utilità venne rimarcata in ogni teatro operativo: dislocato principalmente nel Mare del Nord e gradualmente anche nel Mediterraneo, infatti, il Beaufort fu un vero e proprio problema per la Kriegsmarine operativa nell'Atlantico settentrionale e per il naviglio dell'Asse diretto in Nord Africa; risultati altrettanto positivi, inoltre, furono ottenuti contro l'efficiente ed organizzata potenza navale giapponese nell'Oceano Pacifico.
Nonostante il prezioso contributo dato alla R.A.F. ed alla R.A.A.F., il Beaufort venne rapidamente messo in ombra dal più celebre e moderno Bristol Beaufighter ed anche la sua carriera terminò senza troppi onori: ritirato dalla prima linea già entro la fine della seconda guerra mondiale, il bimotore conobbe un limitato impiego successivo alle ostilità solamente in Australia, dove lo si dovette utilizzare come aereo spargi-insetticida in occasione della "Piaga delle Cavallette" del 1946.
Oltre ai già citati paesi, il Bristol Beaufort venne esportato anche in qualche esemplare in Canada, dove fu impiegato per compiti di addestramento, in Sud Africa ed in Turchia, sembrerebbe sempre per funzioni di addestramento agli equipaggi.
Fortunatamente, in tempi recenti è stato ricostruito un Bristol Beaufort utilizzando componenti ritrovate in Australia e sfuggite alla demolizione: tale rarissimo modello è esposto al museo di Hendon a Londra.
Dati TecniciBristol Beaufort Mk I:
Propulsore:
2 Bristol Taurus IV.
Tipologia:Radiale.
Potenza:1.065 hp ciascuno.
Velocità Massima:434 km/h.
Tangenza Operativa:5.900 m.
Autonomia:2.574 km.
Armamento:2 mitragliatrici prodiere da 7,7 mm.
2 mitragliatrici dorsali da 7,7 mm.
Carico Utile:908 kg.


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