Cantilever Aero "Bullet" (Christmas "Bullet") - Res Aeronautica

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Cantilever Aero "Bullet" (Christmas "Bullet")

Uno dei “velivoli”, ammesso che tale termine possa essere utilizzato nel caso specifico, più incredibili e negativamente sorprendenti della storia dell'aeronautica, tanto che taluno si è spinto a sostenere che si trattò di un apparecchio spazzatura, fu senza dubbio il Cantilever Aero Bullet, più tristemente noto come Christmas Bullet.
Presunto caccia, anche se inizialmente presentato come Scout, e monoposto biplano, il Bullet traeva le proprie origini dalla mente del Dott. William Whitney Christmas, ossia un medico che nel corso della sua vita si era improvvisato progettista, ingegnere e padre di “mirabolanti” soluzioni aerodinamiche, il quale, grazie ad un insensato fanatismo da parte della stampa dell'epoca, era riuscito verso la fine della prima guerra mondiale ad attirare l'interesse di imprenditori, uomini d'affari e addirittura esponenti del mondo militare.
Le radici del progetto risalgono infatti al 1918, quando il fino ad allora ignoto Dott. Christmas, grazie a strabilianti proclami (il suo nome venne accostato praticamente a tutte le più grandi imprese pionieristiche del volo, nonché gli fu attribuito uno sproposito di fantomatici brevetti ed invenzioni) riuscì a farsi inserire con ruolo di comando nella piccola Continental Aircraft Corporation, una modesta fabbrica dello stato di New York circondata da cattiva fama e presso la quale lavorava un giovane e sconosciuto Vincent Burnelli.
Vagheggiando tra straordinari e giganteschi aeroplani da destinare al trasporto passeggeri ed addirittura un particolare velivolo con cui rapire niente meno che il Kaiser Guglielmo II, il fantasioso Dott. Christmas mise a fuoco il disegno di un piccolo e squadrato biplano, denominato in principio come Scout, dalla struttura interamente lignea e caratterizzato in particolar modo per la mancanza di qualsiasi montante tra le ali, le cui estremità erano state concepite per consentirne una elevata elasticità strutturale.
Il concetto di base, stando a quanto riportato dal suo ideatore, era quello di realizzare un aeroplano straordinariamente veloce, la cui caratteristica principale fosse quella di ridurre al minimo i consumi grazie ad una “rivoluzionaria” ala flessibile che, in volo, si sarebbe autonomamente adattata alle pressioni dei flussi.
In altri termini, il Dott. Christmas ipotizzò che, al pari dei movimenti degli uccelli, un'ala a diedro variabile avrebbe portato naturalmente il velivolo ad assumere di volta in volta una posizione di massima efficienza aerodinamica, lasciando semplicemente all'aria il compito di modellarne la posizione ed in particolar modo quella delle sue estremità alari.
Nonostante le perplessità circa una tale soluzione, rilevate più volte dal Burnelli, il Dott. Christmas grazie ad una inverosimile propaganda sulla stampa dell'epoca (il medico fu più volte considerato quale uno dei massimi luminari dell'aviazione), riuscì a garantirsi la fornitura da parte dell'esercito statunitense di un paio di propulsori, anche se uno dei quali doveva essere destinato in teoria allo sviluppo di un non meglio precisato triposto da ricognizione a lungo raggio.
Tornando al Bullet, comunque, nel 1918 vennero stanziati dei finanziamenti ministeriali per la realizzazione del primo prototipo, formalmente realizzato dalla Cantilever Aero Company, ossia una società fittizia creata ad hoc per non associarlo alla cattiva fama della Continental Aircraft Corporation, con la condizione che, prima di volare, venisse controllato e sottoposto a prove statiche da parte di personale militare.
Con la fine della prima guerra mondiale ed il venir meno delle esigenze belliche, tuttavia, il Dott. Christmas decise di forzare i tempi e, reclutato un pilota americano reduce dell'Europa, tale Cuthbert Mills, decise di intraprendere lo stesso i collaudi in gran segreto presso un piccolo aerodromo privato.
Dotato di linee tutto sommato pulite, cui si contrapponeva un piccolo e primitivo timone di coda, il volo del Bullet, con buona pace dei grandi slogan e delle false insegne militari applicatevi, ebbe un già scritto e tragico epilogo: persa l'intera ala subito dopo il decollo, infatti, l'aereo si schiantò al suolo in caduta libera provocando la morte dello sventurato pilota.
Nonostante il tragico evento, palesemente causato della stupidità costruttiva dell'ala, troppo fragile era infatti l'attacco di questa alla stretta fusoliera, così come visibilmente scadenti erano le relative giunture metalliche, il Dott. Christmas ebbe comunque la sfrontatezza di proclamare che il volo fu un grande successo, asserendo, non si sa bene su che base, che l'apparecchio avesse raggiunto una straordinaria velocità di punta e delle ottime caratteristiche complessive.
Sorprendentemente, ma qui non ci si scandalizza neanche più visto il perdurare delle cattive abitudini anche nei tempi moderni, le testate giornalistiche dell'epoca insabbiarono completamente l'accaduto, riportando la cronaca di un collaudo “perfetto”, dove il pilota al termine del volo avrebbe addirittura riferito che “è come se l'aereo si fosse pilotato da solo”, ed asserendo che delegazioni francesi e britanniche erano già all'opera per accaparrarsi tale prodigio della tecnica.
Fra menzogne, falsità ed ipocrisie, il Dott. Christmas riuscì comunque a coprire egregiamente le dimensioni del suo fallimento, arrivando a trovare addirittura i fondi per la realizzazione di un secondo esemplare del velivolo ed a reclutare un nuovo ignaro pilota proveniente dalla lontana inghilterra, ossia il povero Joyce Allington.
Leggermente modificato nel timone e dotato di qualche miglioria strutturale, realizzata peraltro con materiale d'avanzo di vecchi depositi, il nuovo apparecchio venne portato in volo nell'estate del 1919 e con lo stesso tragico finale: come il predecessore, infatti, anche questo secondo velivolo conobbe i limiti di una progettazione approssimativa e di una pessima qualità costruttiva, perdendo l'ala superiore già durante le prime fasi di decollo e finendo con lo schiantarsi mortalmente contro un magazzino del posto.
Tanto per non smentirsi mai, anche qui la versione dei fatti presentata alla e dalla stampa dell'epoca fu tutt'altro che veritiera, tanto che ancora in una successiva pubblicazione del 1934 (!!!) si parlò di errore umano del pilota, il quale, secondo le ricostruzioni del Dott. Christmas, era finito con l'urtare la chioma degli alberi a causa di una manovra non prevista (nella stessa pubblicazione si parla inoltre di un ulteriore fantomatico volo compiuto in condizioni climatiche estremamente proibitive, ma che il Bullet, dall'alto della sua straordinaria robustezza e genialità costruttiva, riuscì a domare senza il minimo sforzo...).
Dati i risultati, il progetto venne pertanto abbandonato prima di essere sottoposto alla valutazione dei militari e, per evitare problemi, semplicemente si preferì fare silenzio su tutto.
Fortunatamente, il Dott. Christmas non ebbe più mecenati disposti a foraggiare le sue idee, anche se arrivò a fantasticare pubblicamente che il governo tedesco lo avrebbe contattato per ricostruire niente meno che la Luftwaffe, trascorrendo il resto della sua vita a farneticare su straordinarie invenzioni e brevetti che sosteneva di aver venduto ai governi di tutto il mondo.
In ordine alle falsità ed ipocrisie di questo strano personaggio ed alle stranezze di questo apparecchio della storia aeronautica, si consiglia infine, la lettura degli articoli dell'epoca di seguito linkati:
Popular Mechanics, agosto 1929; Flying Magazine, luglio 1934; Flight, febbraio 1919
Dati Tecnici
Cantilever Aero "Bullet" (Christmas "Bullet"):
Propulsore:
1 Liberty 6.
Tipologia:In Linea.
Potenza:185 hp.
Velocità Massima:282 km/h.
Tangenza Operativa:4.500 m.
Autonomia:885 km.
Armamento:N/A.
Carico Utile:N/A.


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