Caproni - Vizzola F.5 - Res Aeronautica

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Caproni - Vizzola F.5

  
Nell’eterogeneo panorama aeronautico italiano della seconda metà degli anni Trenta trova sicuramente una particolare collocazione il lavoro di progettazione e sviluppo dell’Ing. Fabrizio Fabrizi, progettista indipendente formatosi all’interno del centro sperimentale di Guidonia e scomparso prematuramente nell’estate del 1938 a causa di un incidente aereo all’età di appena ventinove anni.
Essenzialmente, il velivolo oggi in esame venne concepito dal giovane ingegnere in risposta al cosiddetto “Concorso Caccia I” del 1938, a sua volta inserito all’interno dell’ambizioso “Programma R” per il rinnovamento dell’intero parco macchine della Regia Aeronautica.
Da un punto di vista tecnico, l’apparecchio rappresentava un tradizionale approccio costruttivo attorno al celebre motore radiale Fiat A.74, anche se, rispetto ai contemporanei nazionali, proponeva una linea aerodinamica molto più curata ed efficiente, soprattutto per quanto riguarda il piano alare a profilo variabile.
Unica pecca era rappresentata dalla costruzione ormai obsoleta, in quanto proponeva una struttura mista in metallo e legno con il piano alare interamente ligneo.
Ad ogni modo, alla morte del padre progettista il disegno venne preso in carico dai suoi più stretti collaboratori, i quali lo presentarono alle autorità entro la fine del 1938, anche se con diversi ritardi nello sviluppo ed alcuni rallentamenti nella progettazione di dettaglio.
Grazie alla sua semplicità costruttiva ed alle promettenti caratteristiche di volo, comunque, i comandi della Regia Aeronautica decisero di finanziare la costruzione di un prototipo, che volerà solamente il 19 febbraio 1939, e ne affidarono il programma alla Caproni, la quale, a sua volta, lo cedette alle officine controllate “Caproni-Vizzola”, vicino all’aeroporto di “Milano-Malpensa” ed oggi sede del museo aeronautico “Volandia”.
Come anticipato, l’apparecchio venne collaudato agli inizi del ‘39, ossia con grande ritardo rispetto ai suoi diretti concorrenti (ad esempio il Macchi Mc 200 ed il Fiat G.50 avevano staccato terra già nel 1937), ma dimostrò di essere all’atto pratico esente da difetti e di possedere delle prestazioni di volo agli stessi decisamente superiori: migliore in tutto davanti al Fiat G.50, il caccia Caproni Vizzola, denominato F.5 in onore allo scomparso progettista Fabrizi, risultò più competitivo anche nei riguardi del Macchi Mc 200, rispetto al quale era di poco più lento.
Quale che fosse la bontà del progetto, tuttavia, all’epoca delle comparazioni la Regia Aeronautica aveva già maturato il proprio orientamento circa il velivolo adottare per la produzione in massa, adottando la pessima scelta di mettere parallelamente in linea il Fiat Cr.42, il Fiat G.50 ed il Macchi Mc 200, ossia frammentando e convogliando le già scarse risorse in una tanto deprecabile quanto inutile dispersione di energie.
Per salvare il progetto, troppo ben riuscito per essere ignorato del tutto, il ministero commissionò ugualmente altri 11 esemplari dell’aereo, che vennero affidati alla 300a squadriglia per la difesa di Roma.
Si procedette, pertanto, ad effettuare alcune modifiche e migliorie di dettaglio, che coinvolsero soprattutto il tettuccio, che, inizialmente ad abitacolo interamente chiuso, venne sostituito con uno a cielo aperto, nonché un miglioramento aerodinamico dei piani di coda, leggermente maggiorati negli elementi verticali.  
Sulla carriera operativa del mezzo si conosce relativamente poco: utilizzato a partire dal 1942 per la caccia notturna assieme ad altro eterogeneo materiale bellico, addirittura in concomitanza con alcuni Dewoitine D.520 di preda bellica francese, al luglio 1943 pare che ancora 10 esemplari fossero operativi ed efficienti, ma la sorte di tali apparecchi l’indomani dell’armistizio non è nota.
Si segnala, infine, che col caccia F.5 nacque una piccola famiglia di aerei firmati Caproni-Vizzola, ossia il caccia F.4, il caccia F.6 e la sua variante F.6Z, di cui si rimanda ad apposita trattazione.
Dati TecniciCaproni-Vizzola F.5:
Propulsore:1 Fiat A.74 RC.38.
Potenza:890 hp.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:496 km/h.
Tangenza Operativa:9.500 m.
Autonomia:1.000 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 12,7 mm.
Carico Utile:N/A kg.


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Riferimenti bibliografici:
  • Dimensione Cielo – 1 Caccia – Assalto, AA. VV., Edizioni Bizzarri, Roma, 1973;
  • Italian Aviation Research Branch of Air Britain (IARB), AA. VV., periodico n. 6/1975, ristampa Giorgio Apostolo Editore, Milano, 1981;
  • I Caccia a Motore Radiale – La Generazione Intermedia, Nino Arena, Mucchi Editore, Modena, 1996;
  • Regia Aeronautica – Vol. 6 , Nico Sgarlato, Delta Editrice, Parma, 2013.
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