Caudron-Renault CR.714 - Res Aeronautica

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Caudron-Renault CR.714

Il Caudron-Renault CR.714 nasce come sostanziale adattamento a caccia della nutrita famiglia di velivoli da competizione Caudron della prima metà degli anni Trenta.
In realtà, dai modelli racer, così erano chiamati gli aeroplani destinati a scopi sportivi, nacque un'intera famiglia di sfortunati caccia, culminata appunto con il CR.714.
Da tali velivoli, infatti, inizialmente derivò il Caudron C 710, un velivolo dalla costruzione interamente lignea e spinto da un piccolo Renault da soli 450 hp, che venne presentato alle autorità in occasione della competizione indetta per la realizzazione di un nuovo caccia del 1937: nonostante l'interesse generato dalla semplicità ed economicità costruttiva, l'aeroplano non riscosse sufficienti interessi e dal concorso emerse vincitore il Morane-Saulnier MS.405.
Convinti della bontà del progetto, i tecnici continuarono a svolgere sul C 710 un'abbondante attività di collaudo e di test, le cui operazioni furono drasticamente interrotte nel 1938 a seguito della distruzione del prototipo durante un incidente.
Sfruttando comunque l'esperienza che si andava acquistando con i voli del C 710, i progettisti si adoperarono per introdurre tutta una serie di novità al secondo prototipo, il quale nel frattempo era in fase di costruzione e che venne ultimato come Caudron C 713 Cyclone.
Il nuovo velivolo, che manteneva la stessa struttura e motorizzazione del precedente C 710, introduceva principalmente un carrello retrattile in luogo di quello fisso e qualche aggiornamento aerodinamico e di dettaglio.
Portato in volo nel dicembre 1937, però, il nuovo C 713 si dimostrò scarsamente competitivo sotto tutti i punti di vista e risultò decisamente inferiore rispetto ai più diretti concorrenti, in particolare nei confronti dell'MS.406 e dei caccia proposti da Bloch.
Nel tentativo di migliorare le prestazioni dell'apparecchio, i tecnici Caudron tornaro al lavoro sulla macchina introducendo svariati accorgimenti aerodinamici nella sezione anteriore della fusoliera, applicando vari rinforzi ed irrobustimenti alla struttura, che vedeva la comparsa di alcuni elementi metallici, e soprattutto installando un nuovo più potente propulsore, un Renault 12R-03 da 500 hp.
Così modificato, il caccia ricevette la designazione di CR.714 Cyclone, dove nella sigla si indicava anche la presenza della Renault, e venne presentato all'Armée de l'Air nel 1938, quando il modello fu portato a Villacoublay per i relativi collaudi ministeriali.
Pur non essendo particolarmente entusiasmante nelle caratteristiche di volo, lo snello monoplano suscitò comunque un serio interesse governativo, il quale venne particolarmente attratto dall'economicità costruttiva della macchina, che ancora adottava una conformazione lignea pressochè totale, e del motore, il quale, oltre ad essere più economico di quelli in uso presso gli altri caccia, aveva il considerevole vantaggio di essere disponibile in grandi quantità e di richiedere poco tempo per la sua produzione: si stima, infatti, che per realizzare il propulsore di uno MS.406 fossero necessarie ben 12.000 ore di lavoro, mentre il Renault del CR.714 ne richiedeva solamente 5.000.
Attratti da tali caratteristiche, i vertici del governo firmarono il contratto per la fornitura di un lotto di 20 apparecchi di una sorta di preserie, più un'opzione per la produzione di alte 180 macchine.
Nonostante questo iniziale interesse, però, la sopraggiunta disponibilità di MS.406, Bloch MB.152 e dell'imminente Dewoitine D.520 rese superflua la presenza del Caudron-Renault CR.714, le cui prestazioni avevano subito un generale deterioramento dovuto all'installazione dell'armamento e degli equipaggiamenti militari, e la produzione fu limitata a sole 83 unità, da destinare alle scuole aeree francesi ed al mercato d'esportazione.
Primo ed unico acquirente del velivolo fu la Finlandia, alla quale si era ipotizzato di vendere ben 77 aerei, ma lo scoppio della guerra ed il susseguente blocco delle forniture impedì che tale progetto si realizzasse, anche se va ricordato che nonostante tutto 6 macchine riuscirono a raggiungere comunque il paese nordico.
Date le necessità, il governo francese decise di utilizzare i CR.714 rimasti in compiti di addestramento e con tali macchine si decise di equipaggiare anche un reparto di piloti polacchi fuggiti dalla Polonia occupata.
Nonostante le buone volontà, al momento dell'attacco tedesco all'Europa occidentale tale unità non era ancora operativa ed iniziò la propria attività solamente nel giugno 1940: durante la breve carriera operativa, però, i piloti dei CR.714 si rivelarono parecchio combattivi e capaci, nonostante la macchina non consentisse prestazioni particolarmente competitive, tanto che al momento della resa il reparto arrivò a reclamare 1 Bf 110, 4 Bf 109, 4 Do 17 abbattuti con solo 3 perdite subite in combattimento e 3 atterraggi forzati, anche se i dati ufficiali parlano di 7 più 2 probabili vittorie a fronte della distruzione di 24 aeroplani, dei quali solo 4 quattro in combattimento, il resto in altre operazioni, fra cui anche la voluta distruzione da parte degli stessi equipaggi.
Con la capitolazione francese, inoltre, le forze tedesche riuscirono ad impossessarsi di una ventina di apparecchi incompleti, dei quali però non è perfettamente chiaro il destino, anche se è plausibile che siano stati utilizzati per addestramento e scuola aerea.
Altrettanto in ombra finirono i pochi aerei arrivati in Finalndia, dato che tali velivoli furono soltanto collaudati per breve tempo senza un particolare obiettivo e finirono con l'essere rapidamente messi a terra o peggio demoliti.
Poco prima della capitolazione, infine, i tecnici progettarono tre ulteriori evoluzioni della macchina, rimaste tutte senza seguito: il CR.760 (a volte indicato come CR.715), che montava un motore importato dall'Italia Isotta Fraschini Delta RC-40 da 730 hp e che venne costruito in un unico modello poi bruciato già nel 1940 per prevenirne la cattura; il CR.770, uguale al precedente ma spinto da un Renault 626 da 800 hp e costruito in un unico prototipo rimasto incidentato; il CR.780, il quale adottava un Renault 468 da 500 hp e svariati accorgimenti tecnici ma che rimase allo stadio di disegno.
Dati TecniciCaudron-Renault CR.714:
Propulsore:
1 Renault 12R-03.
Tipologia:In Linea.
Potenza:500 hp.
Velocità Massima:460 km/h.
Tangenza Operativa:9.100 m.
Autonomia:900 km.
Armamento:4 mitragliatrici da 7,5 mm.
Carico Utile:N/A.


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