Curtiss Hawk 75 - Res Aeronautica

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Curtiss Hawk 75

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Derivato dal Curtiss P-36, il Curtiss Hawk 75, la cui denominazione varia a seconda degli utilizzatori, altro non era che una variante appositamente concepita per l'esportazione.
L'aeroplano, studiato a partire dal 1936 (alcune fonti lo collocano invero nel 1937), era sostanzialmente una versione semplificata ed alleggerita del P-36, da cui si differenziava soprattutto per il motore adottato, un Wright Cyclone GR-1820 da 875 hp di potenza, e per il carrello fisso in luogo di quello retrattile.
Queste ed altre modifiche, riguardanti in particolare la struttura interna, resero il velivolo relativamente diverso dal modello originario, anche se, bisogna dire, la sua configurazione di base rimase sostanzialmente intatta.
Ad ogni modo, dell'aeroplano vennero realizzati in rapida successione due dimostratori, indicati come Curtiss 75H, e, nel giro di breve tempo, si iniziò a proporlo nel mercato internazionale.
A questo punto della vicenda, però, le fonti consultate si dividono in due strade differenti: secondo alcune più risalenti indicazioni, uno dei due velivoli fu venduto all'Argentina; mentre altre più recenti si limitano a segnalarlo perduto in non meglio precisate circostanze.
Quale che sia stato il vero corso degli eventi, certo è che uno dei due aerei fu acquistato dal governo cinese, il quale ne richiese una fornitura diretta di 32 esemplari più altri 82 da assemblare presso le locali industrie CAMCO.
Nonostante il cospicuo ordinativo, alla fine in Cina vennero consegnati solamente gli apparecchi già ultimati negli Stati Uniti; mentre il contratto per quelli da montare nel paese asiatico fu convertito nella fornitura del modello Hawk 75A, ossia il P-36 con altro nome.
Nel 1938, inoltre, l'Argentina procedette all'acquisto di 29 apparecchi, cui si aggiunse una licenza di costruzione per altri 20 unità a carico della FMA. Anche la Thailandia, infine, commissionò l'Hawk 75 per un totale di 12 velivoli, i quali vennero peraltro richiesti con l'aggiunta di due cannoncini Madsen da 23 mm di origine danese, i quali diedero vita al Curtiss 75N.
Passando alle vicende operative del mezzo, purtroppo, le fonti consultate non vi dedicano particolari attenzioni: per quanto riguarda i velivoli cinesi, la notizie parlano di un limitato impiego contro le forze giapponesi, ma con risultati non particolarmente soddisfacenti.
Stando alle informazioni, peraltro particolarmente confuse, sembra che il Curtiss 75, segnalato come 75M, sia stato utilizzato nel tentativo di arginare l'avanza nipponica, ma sembra anche che la maggior parte dei velivoli sia stata distrutta al suolo a seguito di bombardamenti o per l'impreparazione del personale cinese, soprattutto per quanto riguarda la manutenzione e le riparazioni tecniche.
In aggiunta, si è parlato anche di un'offerta per un possibile utilizzo del Curtiss 75 nel corpo di spedizione del generale Claire Lee Chennault, ovvero le famose “Tigri Volanti”, ma tale ipotesi sarebbe rimasta senza seguito.
Qualche notizia ci giunge anche in merito all'impiego del mezzo presso le forze aeree argentine: utilizzato in una vita operativa piuttosto tranquilla, il caccia, identificato qui come Curtiss 75O,  venne schierato ufficialmente fino al 1954, seppur in ruoli sempre più marginali ed in numeri ridottissimi (già durante gli anni della seconda guerra mondiale, in verità, si era cercato di sostituirlo, ma la situazione internazionale obbligò il governo argentino a cercare di mantenere in vita quanto più possibile i propri apparecchi, dato che il mercato era letteralmente blindato).
Sul destino dei mezzi thailandesi, paese ai tempi chiamato Siam, le notizie tendono a diradarsi ulteriormente.
Per quanto ci è dato sapere, in occasione della guerra con la Francia nel 1940, un conflitto locale in cui la Thailandia si espanse verso Est conquistando parte del territorio coloniale francese dell'Indo-Cina, il Curitss 75N fu utilizzato durante qualche missione di bombardamento su piste ed aeroporti francesi: le cronache parlano anche di uno scontro con i pochi Morane-Saulnier MS.406 dislocati nella zona, ma sui relativi esiti sorgono notizie contrastanti (secondo fonti thailandesi alcuni caccia MS.406 sarebbero stati distrutti, ma mancano le conferme da parte francese).
Dopo le operazioni contro le colonie francesi, inoltre, le notizie parlano anche di un limitato impiego del velivolo nei confronti delle forze aeree giapponesi, ma, nonostante non ne vengano meglio indicate le missioni, è probabile che buona parte degli aeroplani rimasti sia stato catturato dalle truppe nipponiche durante l'invasione.
Non resta che indicare, in ultima analisi, come un Curtiss 75N sia fortunosamente sopravvissuto alla seconda guerra mondiale ed ai giorni nostri, al termine di un magnifico restauro, è esposto al Dan Muang Museum, Bangkok, in Thailandia.
Dati TecniciCurtiss Hawk 75:
Propulsore:1 Wright Cyclone GR-1820.
Tipologia:Radiale.
Potenza875 hp.
Velocità Massima:450 km/h.
Tangenza Operativa:9.693 m.
Autonomia:1.947 km.
Armamento: 2 - 4 mitragliatrici di calibro variabile a seconda delle richieste del committente.
Carico Utile:N/A kg.


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