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Curtiss Hawk 75A

Come accennato nella trattazione del Curtiss P-36, a partire dal 1939 fece la propria comparizione il Curtiss Hawk 75A, il quale era stato di fatto creato in risposta alle richieste francesi per l'esportazione dello stesso P-36.
Consegnato nel corso del 1939, il velivolo venne particolarmente apprezzato dai piloti transalpini, i quali ne elogiarono a gran voce l'ottima agilità e la grande robustezza strutturale, rivelatasi molto solida e capace di assorbire un gran numero di danni.
In ragione di tali riscontri positivi, pertanto, nel 1939 l'Armée de l'Air acquistò un ulteriore lotto altri 100 esemplari (100 erano già stati commissionati), cui si aggiunse nel febbraio 1940 un terzo contratto per 135 unità.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale, però, solamente una piccola parte dei vari Hawk 75A negoziati era stata consegnata, tanto che le stime calcolano che meno della metà complessiva degli apparecchi sia giunto entro la capitolazione francese, ma, a dispetto dell'esiguo numero di esemplari disponibili, i risultati che il velivolo ottenne in missione furono sorprendentemente positivi.
Grazie alle ottime doti di maneggevolezza ed agilità, infatti, il caccia si rivelò essere un temibile avversario in combattimento e non a caso le prime vittorie aeree francesi del conflitto furono portate a casa proprio con tale apparecchio.
Nonostante gli ottimi bilanci, stando alle fonti sembrerebbe che solamente 29 Hakw 75A siano andati perduti durante l'intera campagna di Francia a fronte di circa 300 abbattimenti rivendicati, il velivolo non riuscì nell'impresa di evitare la disfatta francese ed alla capitolazione parigina era ancora disponibile in un buon numero di esemplari, le cui sorti presero sostanzialmente due strade differenti.
Una parte dei velivoli, le fonti parlano di 44 apparecchi, fu confiscata dalla Luftwaffe per poi essere successivamente ceduta alla Finlandia, la quale li utilizzò con buoni riscontri contro l'Unione Sovietica e li mantenne in servizio fino al 1948.
Le rimanenze, invece, andarono sostanzialmente ad aggregarsi nell'aeronautica della repubblica di Vichy, i cui apparecchi furono schierati in particolar modo nei territori coloniali francesi nordafricani.
A tal proposito, è interessante notare come tali velivoli siano stati intensamente impiegati nella difesa dell'Algeria e della Tunisia dagli attacchi inglesi e statunitensi che si verificarono sulla regione fino al 1942.
A titolo di esempio, particolarmente significativo fu l'episodio di guerra che si svolse il 3 luglio 1940 sulla località di Mers el-Kébir, Algeria, dove un importante distaccamento della flotta francese si trovava all'ancora.
Durante l'evento, la Royal Navy britannica fu inviata sul luogo in questione per ottenere la consegna delle navi francesi ivi dislocate al fine di impedirne l'eventuale cattura da parte tedesca.
Alle richieste dell'ammiragliato inglese, però, il comando francese rispose negativamente e la conseguenza fu lo scoppio di un violento scontro navale in cui i due precedenti alleati si ritrovarono a combattersi reciprocamente.
Per quanto qui interessa, durante l'intera operazione la presenza dello Hawk 75A fu costante ed importante, circa una quarantina di esemplari era disponibile nel teatro dello scontro, e non mancarono i combattimenti con i vari Blackburn Skua e Fairey Swordfish decollati dalla portaerei Ark Royal, al termine dei quali i piloti francesi poterono rivendicare qualche abbattimento.
L'evento, rimasto uno dei tanti indici di quanto fosse caotica la situazione in quel determinato frangente, si concluse con la distruzione della maggior parte delle navi francesi, anche se non mancarono forti critiche e perplessità in merito a tale azione di forza condotta da parte della marina britannica.
Mentre nel Mediterraneo si verificavano tali accadimenti, dall'altra parte dell'oceano Atlantico si era formata una massa di apparecchi rimasti senza più committente: come indicato poc'anzi, infatti, meno della metà degli Hawk 75A era riuscita a giungere a destinazione in tempo utile.
La situazione, in verità, si sbloccò piuttosto rapidamente, in quanto l'inevasa commessa francese fu dirottata direttamente verso la Gran Bretagna, la quale ricevette in blocco più di duecento velivoli, che ricevettero la denominazione di Mohawk.
Nonostante l'imprevisto acquisto, però, i comandi britannici non giudicarono il caccia idoneo al teatro europeo e di conseguenza ne affidarono una parte ai reparti di addestramento; mentre un buon numero di esemplari venne inviato in India in opposizione all'avanzata giapponese nella regione.
In un secondo momento, inoltre, una settantina di velivoli fu ceduta alle forze aeree del Sud Africa e dodici al Portogallo, dove rimasero in servizio anche dopo il termine della seconda guerra mondiale.
Com'era prevedibile, comunque, la carriera dello Hawk 75A, di cui in verità erano state realizzate anche altre versioni diversificate essenzialmente nell'armamento adottato, dovette presto fare i conti con avversari concettualmente più evoluti e, di conseguenza, la relativa attività operativa venne gradualmente ma inesorabilmente limitata e sostituita da velivoli più moderni e competitivi.
Non resta, infine, che da ricordare gli altri utilizzatori del velivolo, ossia la Norvegia, la quale commissionò una poco più di venti di apparecchi ma di questi solo sette erano operativi al momento dell'invasione tedesca; l'Olanda, che acquistò una ventina di Hawk 75A da dislocare nelle proprie colonie dell'Estremo Oriente; il Perù, che ricevette 28 velivoli dal surplus produttivo statunitense, e la Cina, che ne ordinò un centinaio di esemplari, ma che non riuscì ad impiegarli per tempo e fu costretta a dirottarli in India, dato che le industrie CAMCO, incaricate di assemblare tali aeroplani, vennero pesantemente danneggiate dagli attacchi giapponesi.
Dati TecniciCurtiss Hawt 75A (P-36):
Propulsore:
1 Pratt & Whitney R-1830.
Tipologia:Radiale.
Potenza:1.200 hp.
Velocità Massima:518 km/h.
Tangenza Operativa:9.860 m.
Autonomia:1.046 km.
Armamento:4 mitragliatrici da 7,62 mm.
2 mitragliatrici da 12,7 mm.
Carico Utile:N/A kg.


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