Dornier Do 26 - Res Aeronautica

Vai ai contenuti

Menu principale:

Dornier Do 26

Il Dornier Do 26 nacque nel 1936 in risposta ad una richiesta manifestata dalla DLH Lufthansa per un idrovolante con cui dare vita a collegamenti postali transatlantici con il continente americano, soprattutto sulla rotta Lisbona - New York.
Il primo prototipo del velivolo fu presentato ufficialmente nel 1938 e si caratterizzava per delle forme davvero molto eleganti e slanciate, tali che ne facevano probabilmente l'idrovolante più bello allora in circolazione e forse dell'intera storia dell'aeronautica.
Il velivolo, infatti, presentava una aerodinamica estremamente curata, la quale, pur non proponendo particolari rivoluzioni sotto il profilo tecnico, poteva garantire delle prestazioni di primo piano per la categoria.
Rispetto alla tradizione degli idrovolanti Dornier, inoltre, il Do 26 abbandonava alcuni elementi tipici dei velivoli della nota casa tedesca, come l'ala non più sistemata a parasole, ma configurata ad "ala di gabbiano", oppure come l'introduzione di due galleggianti ausiliari retrattili in luogo delle classiche alette stabilzzatrici laterali.
Grazie alle linee pulite ed ai quattro motori Diesel Junkers 205 disposti in tandem, il Dornier Do 26 mise in mostra fin dagli esordi delle ottime doti di autonomia, le quali furono ampiamente confermate in occasione di una missione umanitaria del 1939 diretta in Cile, quando il primo prototipo del velivolo, battezzato "Seeadler", trasportò dall'Europa un carico di medicinali a sostegno delle vittime di un violento terremoto scatenatosi nella regione.
Sulla scorta dei favorevoli risultati ottenuti, pertanto, la Lufthansa firmò una commissione per la costruzione di un piccolo lotto di velivoli sostanzialmente di pre-serie, sui quali impostare successivamente una produzione su più larga scala.
Nonostante gli interessi, però, lo scoppio della seconda guerra mondiale arrestò l'attività civile dell'apparecchiola e la produzione, rimasta peraltro ferma a soli sei esemplari realizzati o quasi completi: inglobati nella Luftwaffe, questi pochi apparecchi costruiti vennero modificati per l'impiego bellico, specialmente tramite l'introduzione dell'armamento difensivo, e furono destinati all'impiego per il trasporto e la ricognizione.
Dato il limitato numero di unità prodotte, la carriera operativa del Do 26 non risultò particolarmente ecclatante: nonostante le buone capacità operative, infatti, l'apparecchio rimaneva comunque frutto di un progetto civile e si rivelò piuttosto vulnerabile in caso di combattimento aereo: notizie poco esaltanti, infatti, giungono in merito allo schieramento dell'idrovolante nei cieli norvegesi durante l'invasione del paese scandinavo, in occasione della quale le perditre risultarono in proporzione parecchio sensibili (sembrerebbe che due velivoli siano stati abbattuti durante i combattimenti).
A quanto sembra, infine, i sopravvissuti a tali operazioni belliche conobbero un limitato impiego in compiti di trasporto e ricognizione marittima fino ad essere gradualmente relegati ad addestramento.
La carriera del velivolo sembra si sia definitivamente conclusa nel corso del 1944, quando gli aerei rimasti furono messi a terra per mancanza di parti di ricambio.  
Dati TecniciDornier Do 26:
Propulsore:4 Junkers Jumo 205D.
Tipologia:In linea.
Potenza:880 hp ciascuno.
Velocità Massima:320 km/h.
Tangenza Operativa:4.500 m.
Autonomia:7.100 km.
Armamento:1 cannoncino difensivo frontale da 20 mm.
3 mitraglitrici difensive da 7,92 mm.
Carico Utile:N/A.


Nessun commento
Torna ai contenuti | Torna al menu