Fairey Battle - Res Aeronautica

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Sicuramente uno dei simboli dell’evoluzione ingegneristica degli anni Trenta, il Fairey Battle rappresentò un importante passaggio di transizione nel cammino dell’aeronautica, anche se, generalmente, viene considerato come un velivolo già obsoleto al suo apparire.
Punto di partenza della storia dell’aeroplano risale alla specifica P.27/32, con la quale il competente ministero chiese all’industria britannica di produrre un nuovo bombardiere leggero con cui sostituire i biplani Hawker Hart ed Hawker Hind all’epoca ancora in servizio.
L’idea di base della specifica era la produzione di un apparecchio monomotore che potesse ospitare un equipaggio di tre persone (pilota, navigatore ed un operatore radio/mitragliere difensivo) da destinare, di fatto, all’appoggio tattico di prima linea.
Dopo qualche incertezza sul tipo di propulsore da adottare, vennero ipotizzate e sperimentate diverse soluzioni, anche con impianto radiale, i tecnici Fairey decisero di affidarsi al nuovo Rolls-Royce PV-12, che passerà alla storia con il nome di “Merlin”, anche se la sua complicata messa a punto ritardò notevolmente lo sviluppo dell’aeroplano.
Si dovette attendere, infatti, fino al marzo del 1936 per assistere al primo volo del Battle, il quale venne accolto con una tendenziale freddezza dagli ambienti militari ed aeronautici, in quanto le prestazioni raggiunte non impressionarono più di tanto.
Diverso pare essere stato, invece, il giudizio degli equipaggi, che riconobbero al Fairey Battle una straordinaria semplicità di pilotaggio, anche se le fonti parlano di una certa lamentela circa gli spazi angusti del relativo abitacolo.
Ad ogni modo, il velivolo venne scelto per la produzione in serie con delle importanti commesse, inserite nell’ottica del grande piano di riarmo ed espansione bellica iniziato in Regno Unito nel 1936.
Nonostante certi scetticismi, che qualificarono il Fairey Battle come uno spreco di risorse, l’aeroplano nel 1937 venne messo in produzione su larga scala, la quale durerà fino al 1939 totalizzando circa 2.400 esemplari costruiti, ossia una cifra molto elevata per gli standard dell’epoca.
A fronte di tali numeri, tuttavia, lo scoppio della seconda guerra mondiale mise in mostra gli enormi limiti, sia tattici che tecnici, del piccolo bombardiere, che risultò essere lento e poco difeso, col risultato che, giudicato obsoleto, molti esemplari vennero velocemente ritirati dalla prima linea e destinati a compiti di scuola aerea, traino bersagli o come “letti volanti” per il collaudo di unità motrici sperimentali.
Sotto il profilo operativo, pertanto, la carriera del Fairey Battle fu più che mai opaca: i molti apparecchi dislocati in Francia, infatti, furono impiegati quasi esclusivamente per la ricognizione aerea, riportando comunque sensibili perdite.
Solo con i movimenti tedeschi attraverso il Belgio ed i Paesi Bassi il bombardiere conobbe qualche sporadica azione bellica diretta, mediante soprattutto l’attacco a ponti ed infrastrutture al fine di rallentare quanto più possibile l’avanzata della Wehrmacht.
Come risulta facile intuire, tali azioni furono disastrose per le formazioni aeree, in quanto il numero delle perdite fu sempre molto elevato a fronte di risultati del tutto modesti, anche in ragione del fatto che i piloti quasi sempre si ritrovavano ad attaccare le postazioni nemiche senza la minima scorta di caccia.
A seguito della disgregazione dell’esercito francese e sotto l’ombra dell’imminente capitolazione, inoltre, tutti i Fairey Battle ancora presenti sul continente nel giugno 1940 fecero ritorno in Inghilterra, dove finirono per costituire delle nuove unità da bombardamento leggero composte prevalentemente da equipaggi polacchi.
In tali vesti, infine, il Battle venne utilizzato per l’attacco notturno alle zone portuali della Francia settentrionale e dell’Olanda, ma sempre ottenendo risultati trascurabili, tanto che già nell’ottobre 1940 si decise di abbandonare anche tali missioni.
Ultimo ruolo bellico registrato dal monomotore Fairey fu l’impiego per la ricognizione delle acque costiere delle isole britanniche, anche se più per scopi di addestramento che altro.
Nonostante gli evidenti limiti del mezzo, in ultima analisi, pare opportuno segnalare che il Fairey Battle ottenne anche un minimo successo di esportazioni, dato che alcuni esemplari vennero venduti al Belgio, alla Turchia ed al Sud Africa, nonché alla Grecia ed alla Polonia, ma pare che nessuno dei velivoli acquistati da questi ultimi due paesi sia stato effettivamente consegnato.
Dati TecniciFairey Battle Mk. II:
Propulsore:1 Rolls-Royce Merlin II.
Potenza:1.030 hp.
Tipologia:In linea.
Velocità Massima:413 km/h.
Tangenza Operativa:7.620 m.
Autonomia:1.610 km.
Armamento:1 mitragliatrice da 7,7 mm.
1 mitragliatrice dorsale da 7,7 mm.
Carico Utile:340 kg.


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Riferimenti bibliografici:
  • Fairey Aircraft Since 1915, H.A. Taylor, Putnam, 1984.
  • The British Bomber Since 1914, Peter Lewis, Book Club Edition, 1975.
  • Aircraft of the Royal Air Force Since 1918, Owen Thetford, Putnam, 1976.
  • Fairey Battle, Ian D. Huntley, Aviation Guide, n. 1, Sam Publications, 2004.
  • The British Aircraft Specifications FIle, K.J. Meekcoms - E.B. Morgan, Air-Britain Publication, 1994.
  • Aeroplane Database "Fairey Battle", W.A. Harrison, Aeroplane Magazine, June 2016.
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