Fiat Cr 42 - Res Aeronautica

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Fiat Cr 42

Nato nel 1938, il Fiat Cr 42 Falco si rivelò di fatto inutile nel ruolo per il quale era stato concepito.
Progettato come caccia da superiorità aerea, il velivolo Fiat fu vittima delle errate concezioni aeronautiche italiane dell'epoca e dello stato obsoleto in cui versava l'industria tecnica e meccanica nazionale.
Quando in tutto il mondo si era ormai in una fase matura dell'areo da combattimento monoplano, in Italia, sulla scia dei positivi eventi bellici di Spagna, si continuò a ritenere la formula biplana come migliore e necessaria per garantire le doti di maneggevolezza e robustezza, considreate fondamentali per un aereo da caccia.
A tale miopia di visione generale, va aggiunta anche una pesante penuria di dotazioni militari e tecniche d'avanguardia: l'unico motore disponibile era il Fiat A 74, un radiale colladuto ed affidabile ma irrimediabilmente obsoleto e dalle potenze ormai insufficenti; mancava un efficace sistema di radio di bordo, persino i bombardieri ne erano sprovvisti, e le strumentazioni generali lasciavano molto a desiderare.
In un contesto così desolante, che pure aveva dato spazio a costruzioni interessanti e dagli ottimi sviluppi ma spesso scartate o abbandonate, venne deciso di puntare su quanto di meglio sembrava esserci al momento: discendente della nobile e famosa stirpe dei caccia Rosatelli, specialmente del Cr 32, il Falco si proponeva come un valido apparecchio degli anni Venti e Trenta, agile robusto e maneggevole, che, secondo le autorità, avrebbe potuto garantire alla nazione un buon livello tecnico con un costo relativamente contenuto.
Alla luce delle sue buone caratteristiche da biplano, vennero del tutto ignorati i suoi ovvi limiti: bassa velocità, basso rateo di salita, nessuna radio di bordo e scarsissimo armamento, consistente in due sole mitragliatrici da 12.7 mm.
Collaudato per la prima volta nel 1938, il Cr 42 venne rapidamente messo in produzione e prima della fine del '39 erano già stati consegnati i primi apparecchi ai reparti operativi; alcuni velivoli fecero in tempo ad essere inviati in Spagna per prendere parte alle ultime fasi della guerra civile, ma rimasero inattivi ed il loro contributo fu nullo.
Allo scoppio della seconda guerra mondiale, il Falco era l'aereo numericamente più importante in dotazione alla Regia Aeronautica, primato che mantenne di fatto fino al termine dello ostilità, e prese parte ad ogni teatro dove fu coinvolta direttamente l'Italia.
Superato fin da subito, il velivolo fu impiegato con discreto successo durante le primissime fasi della guerra: nel confronto con la Francia, il Cr 42 si ri velò accettabile e i risultati furono soddisfacenti, a tal proposito va ricordato come spesso la reazione francese si basasse su caccia obsoleti dalle prestazioni mediocri.
Al termine della campagna di Francia, quasi contemporaneamente a essere precisi, il Cr 42 venne impiegato intensamente in Nord Africa e nell'AOI (Africa Orientale), dove, data la iniziale presenza di modeste forze avversarie, basate prevalentemente sui Gloster Gladiator, gli scontri misero in luce le ottime doti di biplano del mezzo.
Ovviamente quando iniziarono ad arrivare anche su questi fronti dei velivoli più moderni, specialmente Hurricane e Spitfire, la situazione cambiò radicalmente: l'agilità e robustezza del velivolo non poterono più nulla contro la velocità ed il pesante armamento del nemico e i risultati furono evidenti, tanto da indurre i comandi a preferire l'uso dell'apparecchio come aereo d'assalto, conseguendo, peraltro, discreti successi.
Altro fronte che vide particolarmente impegnato il Falco furono i Balcani: nell'attacco alla Grecia e successivamente in quello alla Jugoslavia, l'apparecchio venne utilizzato con risultati altalenanti, soprattutto a causa delle cattive condizioni meteo che spesso impedirono alle squadriglie di sollevarsi in volo.
Del tutto fallimentare si rivelò la presenza italiana sulla manica e, nel dettaglio, il Cr 42 non fu assolutamente capace di contrastare efficacemente la caccia inglese, nonostane negli scontri vengano attribuiti svariati abbattimenti a favore dei piloti italiani; nel giro di breve tempo, comunque, tutto il CAI (Corpo Aereo Italiano) venne fatto ritornare in patria.
Con lo sbarco alleato in Sicilia ebbe inizio la lunga campagna d'Italia: nonostante si fosse nel 1943 inoltrato, il Fiat Cr 42 Falco era ancora in produzione, ma gli esemplari rimasti operativi vennero presto assegnati alle scuole di volo oppure finirono con lo svolgere missioni anti guerriglia nei Balcani contro le formazioni partigiane.
Discreto fu, infine, il successo di esportazione del Cr 42: 50 esemplari vennero ordinati dall'Ungheria, che li utilizzò durante l'operazione Barbarossa, 34 furono acquistati dal Belgio, ma solo pochi mezzi furono effettivamente consegnati visto lo svolgimento delle ostilità e la capitolazione del paese, e 72 unità andarono in Svezia, dove contribuirono alla difesa armata della neutralità svedese.
Dati TecniciFiat Cr 42:
Propulsore:1 Fiat A.74 RC 38.
Tipologia:Radiale.
Potenza:840 hp.
Velocità Massima:430 km/h.
Tangenza Operativa:10.200 m.
Autonomia:775 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 12,7 mm.
Carico Utile:100 kg.


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