Fiat RS.14 - Res Aeronautica

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Fiat RS.14

Il Fiat RS.14 trae le sue origini nel 1937, quando il Ministero dell'Aeronautica bandì un concorso per la realizzazione di un nuovo velivolo idro da destinarsi al ruolo di ricognizione a lungo raggio e dotato di buone doti di velocità e soprattutto di maneggevolezza.
Grazie alla notevole esperienza acquisita nel settore degli idrovolanti, la Fiat affidò il proprio progetto alla C.M.A.S.A., ovvero a quegli stabilimenti di Marina di Pisa entrati nel 1929 nel gruppo della casa torinese e distintisi fino ad allora per la produzione del celebre e riuscito Dornier Wal.
Sotto la guida di Manlio Stiavelli e Lucio Lazzarino, pertanto, venne disegnato un elegantissimo e slanciato idrovolante bimotore a due scarponi di galleggiamento, dalla costruzione e rivestimento interamente metallico e spinto da una coppia di radiali Fiat A-74 RC.38. Grazie alle sue linee molto pulite e curate, il progetto fece un certo effetto sulle autorità militari, le quali ordinarono già nel corso del 1937 la fornitura di 18 esemplari.
Nonostante l'interesse, però, l'importanza attribuita al programma subì un generale ridimensionamento, con conseguenti sensibili rallentamenti sullo sviluppo, e solamente nel 1939 il prototipo del mezzo riscì ad essere portato in volo per la prima volta.
Collaudato nel maggio del '39, pertanto, il bimotore riuscì a raggiungere brillantemente tutte le richieste del concorso, con una velocità massima superiore alle aspettative ed una agilità sorprendentemente elevata.
A rigor di cronaca, però, va sottolineato come il prototipo presentato alle autorità fosse in realtà piuttosto diverso dal modello ligneo realizzato dalla ditta toscana in fase progettuale: rispetto al simulacro, infatti, l'apparecchio presentava piani di coda ridisegnati e soprattutto un nuovo muso, che abbandonava la sua conformazione a guscio d'uovo interamente finestrato (stile Heinkel He 111) in favore di un più tradizionale e ritenuto più idoneo abitacolo leggermente sopraelevato*.
Ritornando all'apparecchio, il ciclo di collaudi proseguì in un secondo momento a Vigna di Valle, dove giunsero entro il 1940 un primo lotto di 12 macchine per la familiarizzazione degli equipaggi.
A partire da questo momento, però, si inizò a registrare una sfortunata serie di incidenti, che minarono il percorso valutativo dell'apparecchio e che ebbero come conseguenza notevoli ritardi sulle tabelle di marcia: in particolare, eccessivamente delicati si rivelarono i montanti dei galleggianti, i quali risultarono spesso vittime di cedimenti strutturali dovuti all'incapacità di resistere a fenomeni di fatica dovuta all'uso prolungato.
Tali inconvenienti furono talmente pesanti che l'RS.14 rimase di fatto fermo a terra fino al gennaio del 1942, quando cioè iniziarono ad arrivare ai reparti gli esemplari di serie operativi.
Nonostante le linee armoniose e pulite, il velivolo, una volta giunto al fronte, si dimostrò molto delicato in alcune sue componenti, soprattutto i motori (quello destro nello specifico), e le sue doti di flottaggio non risultarono particolarmente soddisfacenti, tanto da sconsigliare missioni di soccorso aereonavale ed ammarraggi generali in condizione di mare agitato.
Operativamente parlando, il Fiat RS.14 venne impiegato essenzialmente come ricognitore, scorta ai convogli e nella lotta antisommergibile, ruoli per i quali si decise di agganciare un apposito "pod" per poter trasportare anche un certo quantitativo di armamento di caduta.
Impiegato prevalentemente nel Mediterraneo meridionale, il bimotore conobbe un utilizzo piuttosto intenso, anche se sempre molto limitato nel numero degli esemplari disponibili, durante il quale vennero particolarmente apprezzate le sue doti di agilità e velocità, tali da consentire in più occasioni la fuga alla caccia avversaria.
Meno lusighiere furono le qualità marittime della macchina, che, come già menzionato in precedenza, nel limitarono nei fatti l'operatività aeronavale.
Con l'armistizio del 1943, buona parte degli esemplari sopravvissuti, peraltro in numero assai esiguo, venne inquadrata nei reparti dell'Aeronautica Cobelligerante, che li utilizzò per tutta la rimanente durata del conflitto, i cui superstiti furono schierati fino al 1948. Giungono inoltre notizie in merito ad una decina di esemplari confiscati dalle truppe tedesche e dislocati a Marsiglia, ma purtroppo non sono pervenute all'autore ulteriori informazioni a riguardo.
Del Fiat RS.14, infine, venne sviluppata nel 1942 una variante terrestre da assalto, la AS.14, di cui si riuscì a realizzare un prototipo ma che rimase sorpreso a Guidonia dall'armistizio, durante il quale se ne persero le tracce.

*Le fonti in merito risultano poco chiare: stando ad alcuni, infatti, sembrerebbe che le modifiche adottate siano state introdotte dopo la costruzione del primo prototipo e delle relative prove valutative.
Secondo altre notizie, si può dedurre che il prototipo sarebbe stato costruito già modificato in alcuni aspetti, in particolare il disegno dei piani di coda e la configurazione dell'abitacolo.
Pur rimanendo il dubbio, l'autore preferisce appoggiarsi a questa seconda interpretazione in quanto il materiale fotografico reperito, peraltro non particolarmente numeroso, mostra il primo prototipo presso i cantieri di Marina di Pisa già in quella che diventerà la sua configurazione definitiva.
Rimaniamo pertanto in attesa di ulteriori informazioni e chiarimenti.  
Dati TecniciFiat RS.14:
Propulsore:2 Fiat A-74 RC.38.
Tipologia:Radiale.
Potenza:890 hp ciascuno.
Velocità Massima:390 km/h.
Tangenza Operativa:6.000 m.
Autonomia:2.500 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 12,7 mm.
2 mitragliatrici difensive da 7,62 mm.
Carico Utile:400 kg.


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