Fokker D.XXI - Res Aeronautica

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Fokker D.XXI

Progettato verso la metà degli anni Trenta, il Fokker D.XXI era uno snello monoplano con carrello fisso e dalla struttura e rivestimento misti in legno, tela e metallo.  
Il disegno nasce nel 1935, quando la Fokker, per mezzo del progettista Erich Schatzki, presentò gli studi di massima di un caccia da destinare alle forze armate delle Indie Olandesi (KNIL).  
Stando alla specifica di riferimento, il mezzo avrebbe dovuto rispondere a requisiti di semplicità costruttiva e gestionale, indi per cui, cercando di trovare una soluzione di compromesso, si decise di creare un piccolo e compatto velivolo, dal disegno moderno, ma dalla costruzione economica, da cui spiccava soprattutto il vistoso e robusto carrello fisso.
A quanto risulta, il velivolo venne inizialmente concepito attorno ad un Rolls-Royce Kestrel raffreddato a liquido, anche se sono emerse fonti nelle quali si parla di studi preliminari con una enorme varietà di impianti, dai Gnome-Rhone agli Hispano-Suiza, ma alla fine il progetto venne  incardinato su un radiale Bristol Mercury VI-S, da circa 645 hp di potenza e raffreddato ad aria, con il quale venne costruito in forma di prototipo nel febbraio 1936.
Nonostante le aspettative e la rapidità dello sviluppo, che consentirono il primo volo già nel marzo del 1936, le forze armate coloniali olandesi rifiutarono il progetto, preferendo dare corso all’importazione dello statunitense Brewster F2A ed optando per la messa in servizio di una componente aerea più offensiva e costituita da apparecchi da attacco e bombardieri.
Rimasto senza formale acquirente, il Fokker D.XXI venne quindi preso in carico dal governo continentale, il quale, mediante un limitato piano di finanziamento della Luchtvaartafdeling (l’aviazione dell’esercito olandese), riuscì a recuperare i fondi per la costruzione di una trentina di esemplari, che nel frattempo erano stati aggiornati mediante l’installazione di una versione più potente del motore, ossia un Bristol Mercury VIII da 825 hp.
A discapito delle apparenze, il Fokker D.XXI si pose fin dal principio all’attenzione della cronaca di settore, in quanto era un caccia agile, veloce e capace di tenere testa a gran parte dei più moderni velivoli in servizio: si trattava, in altri termini, di una macchina nel complesso molto valida, alle cui qualità si aggiungeva una decisa economicità di esercizio, che attirò l'attenzione di molti paesi europei.
A tal proposito, infatti, va segnalato che il Fokker D.XXI venne esportato in Danimarca, dove fu acquisita la licenza di produzione e dove si procedette ad una rivisitazione dell’armamento mediante l’installazione di due cannoncini alari Madsen da 20 mm, e venne venduto, sempre con licenza di produzione, sia in Finlandia che nella Spagna Repubblicana.
Con particolare accento a quest’ultima consegna, occorre sottolineare che, in realtà, nessun Fokker D.XXI pare abbia preso effettivamente parte alla Guerra Civile: a quanto risulta, in suolo iberico arrivarono e furono assemblate solamente circa cinquanta fusoliere, le quali, sul finire delle ostilità, vennero catturate dalle truppe nazionaliste presso delle officine di Alicante e finirono con l’essere riciclate per fornire componenti al successivo addestratore biposto Hispano HS-42.  
Secondo parte degli storici, tuttavia, nell’ottobre del 1938 un Fokker D.XXI sarebbe stato completato e portato in volo con un radiale russo Shvetsov M-25, prelevato da un Polikarpov I-16, ma, purtroppo, di tale avvenimento non vi sarebbe prova certa, in quanto sarebbero giunti sino ai giorni nostri solo i relativi disegni di progettazione.
Discorso a parte merita la storia del caccia con le insegne finlandesi: in tale paese, infatti, il velivolo venne intensamente impiegato contro le forze sovietiche durante la Guerra d’Inverno e la Guerra di Continuazione, ottenendo importantissimi successi e numerose vittorie.
Non stupisce, pertanto, se fu proprio la Finlandia ad essere il principale utilizzatore dell’aeroplano, dato che, nel complesso, le industrie aeronautiche della V.L. ne costruirono un centinaio di esemplari, spinti dal motore Bristol Mercury VII prodotto su licenza, ed arrivarono persino a svilupparne un proprio derivato.
Brevemente, i finnici nel corso del 1940 sostituirono il suddetto motore Bristol Mercury VII, la cui fabbricazione era stata completamente assorbita per mettere in servizio il bimotore Bristol Blenheim, con un radiale Pratt & Whitney R-1535 da 825 hp di potenza.
In aggiunta, i tecnici eseguirono anche alcune migliorie aerodinamiche di dettaglio, dettate essenzialmente dalla necessità di adattare la fusoliera al nuovo propulsore, ed al tettuccio, il quale venne reso interamente trasparente, nonché sostituirono il carrello di alcuni apparecchi con dei pattini per l’impiego sulle piste innevate.
Sempre in Finlandia, inoltre, almeno un esemplare venne modificato nel corso del 1942 mediante la sostituzione del carrello fisso con uno retrattile, ma tale soluzione rimase senza seguito.
Tornando ai velivoli olandesi, la produzione del Fokker D.XXI non raggiunse grandi numeri, meno di una trentina di caccia era operativa allo scoppio delle ostilità, ma ciò non impedì al costruttore di evolvere ulteriormente il progetto, dando vita a tre distinti derivati caratterizzati soprattutto per il differente motore, ossia un Bristol Hercules da 1.375 hp (progetto Fokker 150), un Rolls-Royce Merlin da 1.050 hp (progetto Fokker 151) ed un Daimler Benz DB 600 da 1.090 hp (progetto Fokker 152): tutti dotati di carrello retrattile, ma tutti egualmente rimasti sulla carta.  
Sotto il profilo operativo, il Fokker D.XXI, come anticipato, conobbe il massimo di gloria con i piloti finlandesi, i quali seppero sfruttarne al meglio le ottime doti di manovrabilità, ma altrettanto degni di nota furono anche i risultati raggiunti in Olanda davanti l’invasione tedesca: in cinque giorni di scontri, infatti, il caccia riuscì ad accreditarsi l’abbattimento di ben 15 apparecchi da combattimento di vario genere, oltre a probabili altre 17 vittorie non confermate, nonché l’abbattimento di quasi quaranta Junkers Ju 52 intercettati il mattino del 10 maggio 1940.
Per lungo tempo, infine, ci si convinse che tutti i Fokker D.XXI di mano olandese siano statiKamp distrutti dai rispettivi equipaggi per evitarne la cattura l’indomani della capitolazione.
Recentemente, invece, sono emerse fotografie riguardanti un caccia D.XXI con le insegne della Luftwaffe, dove avrebbe servito per compiti di addestramento presso l’aeroporto di Brandenburg-Briest durante il 1940.
Dati TecniciFokker D.XXI (Olandesi):
Propulsore:1 Bristol Mercury VIII.
Potenza:840 hp.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:460 km/h.
Tangenza Operativa:7.000 m.
Autonomia:950 km.
Armamento:4 mitragliatrici da 7,9 mm.
Carico Utile:N/A kg.
Riferimenti bibliografici:
  • Aerei nella Storia, N. 86, Ottobre – Novembre 2012, Nico Sgarlato, Delta Editrice, 2012;
  • Warplanes of the Second World War – Fightersi, Vol. 3, William Green, MacDonald Publ., 1970;
  • Dimensione Cielo: Aerei Stranieri della Seconda Guerra Mondiale, Caccia, N. 23/II, William Green (Traduzione), Edizioni Bizzarri, 1974;
  • Aircraft of the Spanish Civil War, 1936 – 1939, Gerald Howson, Putnam Publ., 1990;
  • Hispano Suiza in Aeronautics, Men Companies, Engines and Aircraft, Manuel Lage, SAE International Publ., 2004;
  • Profile Publications, N. 63, The Fokker D.XXI, G.H. Kamphuis, Profile Publ., 1966;
  • Monograph No. 1, Fokker D.XXI: Dutch & Danish ServiceI, Warren Eberspacher, Phalanx Publ., 1994;
  • Le Fokker D.21, Peter de Jong, Lela Presse, 2005.
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