Fokker G.1 - Res Aeronautica

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Quando apparve nel 1937, il Fokker G.1 suscitò immediatamente grandi interessi: si trattava, in effetti, di un velivolo estremamente moderno ed avanzato per i tempi e le sue qualità aspiravano ad essere di primissimo piano.
Dotato di ottime performance, il G.1 era un caccia pesante multiruolo bimotore caratterizzato dall'inconsueta formula della coda configurata con deriva doppia.
Il velivolo si presentò subito come una macchina dal potenziale eccellente, ed ottenne presto significativi ordini di esportazione da parte di numerosi paesi, in particolare la Finlandia, che era interessata ad acquisire il mezzo e la sua licenza di produzione.
Nonostante le aspirazioni e gli ottimi pareri riscontrati, il velivolo tardò ad essere prodotto in serie, a causa di difficoltà tecniche e per via delle esigenze governative olandesi che necessitarono estese modifiche rispetto alla configurazione originariamente prevista.
In particolare, fu espressamente richiesto di aggiungere un terzo membro dell'equipaggio, l'operatore radio, in luogo della configurazione biposto originariamente prevista.
Venne pertanto realizzata la versione G.1a, la quale proponeva, oltre all'equipaggio maggiorato, un diverso armamento rispetto a quello pensato per il prototipo, un'aumento complessivo delle dimensioni ed una diversa coppia di propulsori adottati, ovvero due Bristol Mercury VIII da 830 hp di potenza.
Così modificato, il Fokker G.1a fu messo in produzione per evadere un ordinativo nazionale di 36 esemplari, i quali iniziarono ad essere consegnati a partire dal 1938.
Parallelamente alle forniture alla Luchtvaartafdeling, la Fokker proseguì i lavori di sviluppo sul modello originario, dando vita alla versione da esportazione denominata G.1b.
Questa seconda variante, rimasta di fatto identica al prototipo, ottenne fin da subito svariati interessamenti da parte di altre nazioni: Spagna, Finlandia, Danimarca e Svezia, ma sembra che anche altri paesi si siano interessati al velivolo, presero presto i contatti per la fornitura di un buon numero di velivoli.
Nonostante gli ordinativi, però, varie vicende storiche impedirono che anche un solo G.1 giungesse a destinazione: lo scoppio delle ostilità in Europa e l'invasione dell'Olanda da parte tedesca, infatti, bloccarono di fatto ogni tentativo di esportazione.
Andando più nel dettaglio, però, è interessante notare come i velivoli ordinati dal Governo Repubblicano Spagnolo, si parla di 12 esemplari, furono trattenuti in patria per volontà dello stesso governo nazionale, il quale aveva posto l'embargo sulle forniture militari alla Spagna in preda alla guerra civile.
Inutile fu anche il tentativo portato avanti dall'Estonia di acquistare gli aerei spagnoli, probabilmente al fine di rigirarli in un secondo momento all'iniziale acquirente: con l'attacco tedesco, infatti, tali apparecchi, pronti per la consegna, furono impiegati per la difesa del territorio nazionale e vennero requisiti direttamente dalle forze aeree.
Nonostante l'aggiunta di tali aeroplani, però, il numero di Fokker G.1 a disposizione dell'aviazione olandese rimase comunque piuttosto basso ed al momento dell'attacco tedesco il loro peso risultò essere marginale: distrutti a terra in buona parte durante le prime fasi delle ostilità, i pochi bimotori che riuscirono a decollare fecero quanto in loro potere battendosi al meglio delle loro potenzialità, sembrerebbe ottenendo anche buoni risultati complessivi.
Non tutti gli apparecchi vennero però distrutti durante i combattimenti: qualche velivolo fu catturato intatto e, insieme a quelli trovati ed ultimati nelle catene di montaggio Fokker, finì inquadrato nei reparti di addestramento della Luftwaffe.
Un temerario Fokker G.1, infine, riuscì a fuggire in Inghilterra prima della cattura, dove venne studiato in carico alla Miles per poi essere probabilmente demolito nel 1945.
Da notare, in ultima analisi, che del G.1 si pensò di realizzare anche una versione da ricognizione, per la quale fu provata una gondola centrale vetrata, ed una da bombardamento in picchiata, che introduceva appositi aerofreni alari ma che rimase solo allo stadio di collaudo sperimentale.
Attualmente, per fortuna, esiste una replica dell'aeroplano in esposizione a Soesterberg presso il Museo dell'Aviazione Olandese.
Dati TecniciFokker G.1:
Propulsore:2 Bristol Mercury VIII.
Tipologia:Radiale.
Potenza:830 hp ciascuno.
Velocità Massima:475 km/h.
Tangenza Operativa:9.300 m.
Autonomia:1.520 km.
Armamento:8 mitragliatrici da 7,92 mm.
1 mitragliatrice dorsale da 7,92 mm.
Carico Utile:400 kg.


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