Hispano-Barrón de Caza - Res Aeronautica

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Hispano-Barrón de Caza

La storia del caccia Hispano-Barrón risale al tardo 1918, quando il governo spagnolo diede corso ad una importante competizione militare, denominata “Concurso Militar 1919”, attraverso la quale intese sottoporre ai costruttori nazionali una formale richiesta per la realizzazione di una nuova generazione di aeroplani con cui sostituire l'obsoleto parco macchine in servizio.
Nonostante la neutralità che il paese aveva mantenuto durante la prima guerra mondiale, infatti, il governo madrileno era ben conscio dell'inadeguatezza della propria componente aeronautica, che per numero di apparecchi e qualità degli stessi risultava sensibilmente deficitaria in ogni settore e categoria operativa.
Senza soffermarci troppo sulle richieste del summenzionato concorso, peraltro molto aperte alla libera iniziativa dei progettisti, pare doveroso in questa sede ricordare che tale specifica mirava essenzialmente alla realizzazione prioritaria di un nuovo velivolo da caccia, seguito da un apparecchio da ricognizione ed osservazione e per ultimo un bombardiere che fosse almeno bimotore.
Com'è facile intuire, l'unica condizione costruttiva era cristallizzata nell'imperio che i suddetti aeroplani fossero progettati attorno a dei propulsori Hispano-Suiza di produzione nazionale e di cui si poteva a buon diritto presumere di conseguire un'ampia disponibilità.
Ad ogni modo, il notevole eco che seguì all'apertura della competizione ebbe come risultato una cospicua partecipazione di differenti progetti, alcuni dei quali si potrebbe dire quasi improvvisati: fatta eccezione per Loring ed Hispano, case costruttrici già piuttosto affermate, alla gara si presentarono con enfasi anche ingegneri e costruttori privi d'esperienza o alle primissime armi.
Fu così che davanti alla commissione militare furono proposti più o meno nello stesso tempo il caccia Alfaro 8, un elegante biplano ispirato alla serie francese degli SPAD, il caccia Diaz C, caratterizzato da linee assai rifinite, ed il bombardiere trimotore La Cierva, secondo alcuni denominato Cierva BCD3, progettato dall'ancora studente universitario Juan de la Cierva, destinato poi a diventare universalmente noto come il padre degli Autogiro.
Nonostante le buone e migliori intenzioni, tuttavia, tali prototipi risultarono all'atto pratico fallimentari e fortemente lacunosi, tanto che quasi tutti finirono con l'essere distrutti a causa di cedimenti strutturali o incidenti di volo senza riuscire a ricevere alcun encomio di sorta (solamente il Diaz C ottenne una premiazione ufficiale per l'inventiva del suo progettista).
Alla luce di tali insuccessi, pertanto, la scelta ministeriale non poté che ricadere sull'unico modello realmente competitivo presentato alla gara: lo Hispano-Barrón de Caza.
Caratterizzato da un disegno molto avanzato rispetto al periodo, con linee che anticipavano molti tratti dei futuri anni Venti, l'elegante caccia nato dalla penna del Capitano Eduardo Barrón si impose fin da subito all'attenzione degli addetti ai lavori per le sue caratteristiche intrinseche e per le sue buone qualità tecniche.
Si trattava, sostanzialmente, di un progetto che metteva a maturazione il frutto dell'intenso lavoro svolto dal progettista cubano nel corso della sua carriera ingegneristica (Barrón, nato come tecnico militare, ebbe infatti a realizzare i primissimi aeroplani militari costruiti nella Spagna di inizio Novecento).
Nonostante il grande entusiasmo suscitato dal caccia, inizialmente ordinato in 40 unità, il programma del Barrón ebbe sfortunatamente vita molto breve: facendo i conti con le difficili condizioni economiche in cui versavano le finanze statali, infatti, il progetto finì con l'essere accantonato in favore dell'acquisto di materiale d'esubero dalle potenze europee appena uscite dall'incubo della guerra.
Senza più margine di sviluppo e speranze di produzione, pertanto, il velivolo fu abbandonato allo stadio di prototipo, di cui, purtroppo, si persero le tracce nel corso della storia.
Dati Tecnici
Hispano-Barrón de Caza:
Propulsore:1 Hispano-Suiza 8Ab.
Potenza:180 hp.
Tipologia:In linea.
Velocità Massima:190 km/h.
Tangenza Massima:N/A m.
Autonomia:N/A km.
Armamento:1 mitragliatrice da 7,7 mm.
Carico Utile:N/A kg.


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