Hughes H-4 Hercules - Res Aeronautica

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La storia del colossale Hughes H-4 risale al 1942, quando il dipartimento della guerra statunitense richiese la realizzazione di un velivolo da trasporto transoceanico con cui rifornire via aerea l'alleato britannico in luogo del convenzionale naviglio mercantile.
Troppo grave, infatti, era la minaccia dai temibili U-Boot dell'ammiraglio Donitz, la cui eccellente organizzazione e tattica operativa decimava letteralmente le navi da trasporto americane durante il loro lungo viaggi attraverso l'Atlantico.
Nonostante l'urgente necessità bellica, tuttavia, il programma non ottenne particolari interessi da parte della grande industria aeronautica nazionale, in quanto le specifiche tecniche del futuro aeroplano erano state giudicate a dir poco proibitive.
Particolarmente dissuasiva, inoltre, era stata la previsione che il nuovo apparecchio avrebbe dovuto e potuto fare affidamento solamente su materiali non strategici, soprattutto di origine lignea, la quale rappresentavano un grosso ostacolo strutturale alla fattibilità stessa della specifica.
Nello scetticismo di base, tuttavia, vuoi perché sfida, vuoi perché ritenuta una richiesta “impossibile”, fra il disinteresse generale emerse la proposta avanzata dal noto e facoltoso industriale, nonché produttore cinematografico, Howard Hughes, il quale, forte della collaborazione del magnate armatore Henry J. Kaiser, decise di prendersi formalmente carico del progetto affidandolo alla propria personale industria aeronautica con la sigla di HK-1.
Senza grosse alternative, pertanto, il governo nordamericano accettò tale proposta, commissionando e finanziando la costruzione di tre prototipi alla condizione che, come anticipato, fossero costruiti in larga parte senza i preziosi metalli leggeri aeronautici.
Nonostante gli entusiasmi del momento, però, l'eccessiva ambizione del programma unitamente alla scarsa esperienza di settore da parte dei due industriali portò ad una inevitabile serie di ritardi sulla tabella di marcia: se da un lato Hughes si era sino ad allora limitato a realizzare velivoli sportivi e le sue proposte militari avevano ottenuto modesti successi, dall'altro Kaiser aveva costruito la sua fama sulla produzione di navi mercantili, con conseguente difformità di vedute sulla gestione del progetto e sulla sua relativa organizzazione.
Divenuta oramai incompatibile con le rispettive idee tecniche, quindi, la convivenza dei due imprenditori venne pertanto interrotta per via dell'abbandono dalla partnership di Henry Kaiser e con la conseguente ridenominazione del velivolo in Hughes H-4 Hercules.
Riassetti di vertice a parte, tuttavia, il programma non trasse particolari giovamenti dalla nuova compagine sociale, la quale, molto probabilmente afflitta dall'eccentricità dello stesso Hughes, incappò in una costante serie di ritardi che ne rallentò ulteriormente gli sviluppi e soprattutto la costruzione: ultimato soltanto nel 1947, infatti, il grosso idrovolante non aveva più ragione d'esistere, tanto che la forzata prosecuzione del programma e gli elevati costi ad esso connessi sollevarono non poche critiche in seno al Senato degli Stati Uniti, di cui alcuni esponenti accusarono Hughes di cattiva gestione dei fondi pubblici.
Difesosi in una situazione e con metodi degni di una trama cinematografica, Hughes decise di fare buon viso a cattivo gioco e di portare comunque in volo il suo “Spruce Goose”, traducibile come “l'Oca d'Abete”, ossia il detestato nomignolo con cui era stato ribattezzato il grosso idrovolante, partendo alla volta della California per dimostrare tanto all'opinione pubblica, quanto agli scettici, che il suo aereo poteva tranquillamente volare.
A questo punto il velivolo venne smontato e trasportato su camion dalle officine californiane della Hughes Aircraft Company fino alla costa pacifica, dove si procedette a riassemblarlo all'interno di un hangar edificatogli per l'occasione tutto attorno: pilotato dallo stesso Hughes, dopo un paio di rullaggi ad alta velocità lo Hercules si sollevò finalmente in volo per una ventina di metri e per appena un minuto di tempo, tanto da far spesso dubitare che in realtà non si trattò di un volo ma di un semplice effetto suolo.
Ad ogni modo, dopo l'evento ogni ulteriore attività venne interrotta unitamente al programma, con lo H-4 che passò senza troppe cerimonie alla categoria dei “pezzi da museo”, dove in effetti riposa ai giorni nostri presso l'Evergreen Aviation & Space Museum in Oregon.
Dati TecniciHughes H-4 "Hercules":
Motore:8 Pratt & Whitney Wasp Major.
Potenza:3.000 hp ciacuno.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:408 km/h.
Tangenza Massima:6.300 m.
Autonomia:4.800 km.
Armamento:N/A.
Carico Utile:N/A.


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