IMAM Ro.51 - Res Aeronautica

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La storia dell'IMAM Ro.51 risale al 1937, quando l'azienda partenopea decise di partecipare al concorso “Caccia I”, in forza del quale si voleva dotare la Regia Aeronautica di un nuovo e moderno velivolo da caccia monoplano e realizzato attorno al motore radiale Fiat A.74.
In tale ottica, pertanto, l'Ing. Giovanni Galasso disegnò un apparecchio dall'aspetto relativamente tozzo e sgraziato, il quale presentava un carrello fisso vistosamente carenato, un tettuccio interamente chiuso e, soprattutto, una costruzione mista, il cui piano alare era realizzato in legno rivestito di compensato.
Nonostante la difformità del progetto dai requisiti ministeriali, che prevedevano espressamente l'adozione di un carrello retrattile, il velivolo venne comunque accettato per collaudi comparativi con il Fiat G. 50 ed il Macchi Mc 200, rispetto ai quali, tuttavia, presentava delle gravi lacune qualitative, nonché delle prestazioni sensibilmente più scadenti.
In particolare, l'aereo fu giudicato insufficiente per via del carrello fisso, ritenuto incompatibile con i moderni standard aeronautici, nonché a causa di una accentuata instabilità di volo, la quale veniva fortemente inficiata da pesanti fenomeni di autorotazione.
Davanti a siffatti poco lusinghieri pareri, pertanto, l'apparecchio venne ripreso in carico dalla casa costruttrice per essere estesamente riprogettato e rinnovato.
Si procedette quindi alla sostituzione del carrello fisso con uno retrattile a scomparsa parziale, analogo a quello adottato sullo statunitense Seversky P-35, e ad un nuovo disegno alare.
Così modificato, il caccia fu nuovamente testato, senza tuttavia ricevere particolari elogi: nonostante un certo miglioramento delle qualità di volo, infatti, il mezzo non riuscì comunque a superare le performance degli altri concorrenti, rilevandosi altresì che l'ala lignea, oltre ad essere concettualmente superata, si dimostrò delicata e soggetta a pericolosi fenomeni di svergolamento.
Ricevuto il rifiuto da parte del Ministero, la IMAM cercò di salvare il progetto adattandolo ad idrocaccia, mediante l'installazione di un grosso scarpone centrale coadiuvato da due galleggianti ausiliari collocati sotto le semiali.
Conseguentemente,venne allestito un secondo prototipo, il quale andò perduto durante i collaudi: portato per prove di flottaggio presso il lago di Bracciano, infatti, il galleggiante sinistro finì sott'acqua, trascinando ed immergendo la semiala sinistra e determinando, per l'effetto, l'affondamento del mezzo.
Alla luce di tale perdita, l'intero programma dell'IMAM Ro.51 fu definitivamente abbandonato.
Dati TecniciIMAM Ro.51:
Propulsore:1 Fiat A 74 RC 38.
Potenza:840 hp.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:489 km/h.
Tangenza Operativa:8.850 m.
Autonomia:1.200 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 12,5 mm.
Carico Utile:N/A kg.


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