Kaproni-Bulgarski KB-11 - Res Aeronautica

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Kaproni-Bulgarski KB-11

Come più volte sottolineato, la frenetica corsa agli armamenti che investì l’Europa nella seconda metà degli anni Trenta determinò il generale fiorire, in quasi ogni nazione, di un numero astrattamente infinito di progetti, prototipi, velivoli di ogni sorta e per ogni tipologia di impiego.
Parallelamente, alla nascita di aeroplani seguì anche l’esponenziale incremento e potenziamento delle capacità produttive nazionali, col risultato che non divenne insolito per i grandi gruppi industriali investire dei capitali economici ed umani in realtà imprenditoriali localizzate in diversi paesi europei.
Fu in tale contesto che nacque la Kaproni-Bulgarski (in italiano Caproni Bulgara), ossia un’azienda aeronautica bulgara direttamente controllata dalla Caproni e basata sugli stabilimenti di Kazanlak, che in precedenza erano stati la sede di una succursale della ditta cecoslovacca Aero.
Tralasciando le fasi iniziali della storia dell’azienda, guidata da personale proveniente direttamente dagli organigrammi della Caproni ed in linea di principio impegnata nella riproduzione di svariati apparecchi del costruttore italiano, fu nel 1939 che la Kaproni-Bulgarski si affacciò nel mondo dell’aviazione con un progetto dalla realizzazione interamente autonoma.
Essenzialmente, le origini di tale iniziativa costruttiva risalgono al 1938, quando il governo bulgaro invitò la giovane casa costruttrice a presentare il programma di un velivolo da osservazione a bassa quota e bombardamento leggero.
A quanto risulta, lo staff tecnico all’uopo incaricato del progetto, capitanato dall’Ing. italiano Carlo Caligaris, riprese i disegni di massima di un precedente prototipo Caproni, le fonti parlano in proposito del Ca.146, che sarebbe stato appositamente modificato per ospitare un motore radiale raffreddato ad aria Alfa Romeo 126 Rc da circa 750 hp di potenza.  
Quali che furono le radici del progetto, il modello Kaproni-Bulgarski presentava una tradizionale impostazione strutturale, con l’ala alta interamente in legno, un vistoso carrello fisso con i piani di appoggio installati direttamente sulle semiali ed un disegno relativamente simile al Westland Lysander britannico.
Particolarmente interessante fu la soluzione di progettazione dell’abitacolo, che per consentire al pilota una migliore visibilità a 360°, era chiuso da un tettuccio interamente trasparente in posizione sopraelevata rispetto al piano alare.
Identificato con la sigla KB-11 e soprannominato “Fazan” (Fagiano), il velivolo venne portato in volo per la prima volta nel 1941, ma i risultati nell’occasione registrati furono tutt’altro che soddisfacenti: durante i collaudi, infatti, emersero parecchi problemi di stabilità generale, il tettuccio sporgente non venne assolutamente apprezzato e, soprattutto, la scelta di fissare gli elementi del carrello sul piano alare si rivelò alquanto infelice per via delle forti sollecitazioni che venivano generate direttamente sull’ala.
Si procedette, pertanto, ad una estesa riprogettazione dell’apparecchio, il cui abitacolo fu abbassato e fatto collimare con il dorso alare, il carrello fu agganciato ai rispettivi lati della fusoliera, migliorandone così la robustezza complessiva, ed il modello venne generalmente rifinito.
Grazie a tali modifiche il Kaproni-Bulgarski KB-11 riuscì ad approdare alla produzione in serie per un totale di venti apparecchi, anche se a partire dall’ottavo esemplare il propulsore venne sostituito con il radiale Bristol Pegasus 21 acquistato in Polonia tramite le autorità tedesche di occupazione.  
Nonostante il miglioramento delle prestazioni dovuto al cambio di motore, l’importanza che il governo bulgaro accreditò al KB-11 andò progressivamente e rapidamente scemando, tanto che già nel 1942 ne venne interrotta la produzione a seguito della nazionalizzazione della Kaproni-Bulgarski, che da quel momento venne relegata a compiti di revisione e riparazione di aeroplani e mezzi militari.
Sotto il profilo operativo, il Kaproni-Bulgarski KB-11 venne essenzialmente impiegato in cooperazione alla Luftwaffe ed alla Regia Aeronautica in appoggio alle operazioni contro le formazioni partigiane in Jugoslavia, anche se, dopo il colpo di stato bulgaro del 1944, alcuni Fazan parteciparono ad attacchi contro le forze tedesche presenti in Serbia ed in Macedonia.  
A tal proposito, si segnala che durante quei concitati momenti il KB-11 venne spesso scambiato per il tedesco Henschel Hs-126, ampiamente utilizzato nei Balcani, e, per l’effetto, fu sovente vittima di episodi di fuoco amico da parte della fanteria e della contraerea bulgara.
Al termine delle ostilità, infine, diversi esemplari del KB-11 vennero ceduti alla Jugoslavia, dove furono modificati con la sostituzione dell’ala con una interamente metallica e dove trovarono impiego in compiti di collegamento e traino bersagli fino agli anni Cinquanta.
Dati TecniciKaproni-Bulgarski KB-11:
Propulsore:1 Bristol Pegasus 21.
Potenza:835 hp.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:394 km/h.
Quota Massima:8.250 m.
Autonomia:810 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 7,7 mm.
2 mitragliatrici da 7,7 mm dorsali.
Carico Utile:100 kg.


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Riferimenti Bibliografici:
  • Gli Aeroplani della Caproni Bulgara, Stephan Boshnyakov, Rosario Abate, Aerofan Special, n. 3, 2001;
  • Aerofan n. 73, Apr. - Giu. 2000, Stephan Boshnyakov, Aerofan, 2000;
  • Aircraft Manufacture in Bulgaria, Dimitar Nedialkov, Albatros MDV, 2009;
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