Kawasaki Ki-28 - Res Aeronautica

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Kawasaki Ki-28

  
Il Kawasaki Ki-28 nacque in occasione di un profondo processo di rinnovamento messo in atto dalle forze armate giapponesi; con i comandi dell'Esercito Imperiale che avevano avvertito la necessità di sostituire il superato caccia biplano Kawasaki Ki-10 con qualcosa di più moderno.
In tale ottica, pertanto, nel corso del 1935 la direzione della Kawasaki riprese il progetto dello sfortunato caccia Ki-5, realizzato nel '34 su progetto dell'Ing. Richard Vogt, e lo utilizzò come bagaglio tecnico per un nuovo apparecchio da combattimento monoplano.
Abbandonando la formula alare a “W” (meglio nota come “ala di gabbiano rovesciata”) del predecessore, i progettisti diedero velocemente vita ad una macchina molto pulita sotto il profilo aerodinamico, nonché piuttosto moderna per gli standard dell'epoca: dalla costruzione interamente metallica e spinto da un motore raffreddato a liquido, infatti, il mezzo proponeva una filosofia costruttiva nuova ed allineata con le realizzazioni internazionali che stavano progressivamente decretando un po' ovunque il tramonto del biplano da caccia.
Unici elementi ancorati al passato, se così li si vuole chiamare, erano forse dettati dalla previsione di un anacronistico tettuccio parzialmente chiuso e dall'installazione di un carrello fisso con elementi portanti abbondantemente carenati, la cui scelta, va precisato, fu dettata dal proposito di risparmiare i pesi e le possibili noie meccaniche dei più moderni apparati retrattili.
Superate le fasi di studio, il nuovo caccia Kawasaki venne costruito sotto forma di prototipo e portato in volo nel tardo 1936, quando il velivolo venne comparato con i concorrenti Mitsubishi Ki-33 e Nakajima Ki-27.
A quanto emerse dai collaudi valutativi, il Kawasaki Ki-28 risultò essere il più veloce fra i partecipanti al concorso, anche se il Nakajima Ki-27 manifestò nel complesso una migliore manovrabilità e, soprattutto, adottava un propulsore radiale dalla più facile reperibilità.
In ossequio alle concezioni operative nipponiche all'epoca dominanti, notoriamente ancorate all'idea di un caccia agile, piuttosto che veloce, il Ki-28 venne alla fine scartato in favore della proposta firmata dalla Nakajima e del relativo progetto non si fece più nulla.
Nonostante l'abbandono del caccia, realizzato appena in un paio di prototipi, infine, i comandi alleati ritennero erroneamente che lo stesso sarebbe entrato in produzione, tanto da attribuirgli il nome in codice “Bob”.
Dati TecniciKawasaki Ki-28:
Motore:1 Kawasaki Ha-9II-Ko.
Potenza:790 hp.
Tipologia:In Linea.
Velocità Massima:485 km/h.
Tangenza Operativa:7.600 m.
Autonomia:1.000 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 7,7 mm.
Carico Utile:N/A kg.


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