Kawasaki Ki-64 - Res Aeronautica

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Kawasaki Ki-64

Il progetto del Kawaski Ki-64 nacque nel 1939 dalla mano di Takao Doi a titolo di progetto privato.
Rimasto allo stadio di disegno per circa un anno, il progetto venne proposto alle autorità nel 1940 in occasione di una richiesta dell'esercito per la realizzazione di un caccia d'alta quota; in particolare si richiedeva la capacità di toccare velocità massime di ben 700 km/h a 5.000 metri da raggiungere al massimo in 5 minuti di tempo.
Il progetto firmato da Doi venne accettato dall'esercito, che gli attribuì la denominazione ufficiale di Ki-64, e si poterono avviare gli studi di dettaglio.
Nella volontà di creare un apparecchio competitivo, soprattutto capace di raggiungere le esigenti ed ambiziose richieste ministeriali, Doi adottò una serie di innovative e sofisticate soluzioni tecniche, che da un lato consentiranno al mezzo di toccare tali prestazioni, ma che dall'altro dilatarono enormemente i tempi del programma e di costruzione del primo prototipo.
Molto probabilmente influenzato dalla più recente evoluzione aeronautica tedesca, in particolare quella proposta da Heinkel, Takao Doi, che contemporaneamente stava lavorando al Ki-61, decise di adottare il sofisticato motore Kawasaki Ha-201 da circa 2.350 hp: si trattava di un complesso motore costituito da due propulsori Ha-40 a 12 cilindri a V rovesciata abbinati in un unico impianto dislocato lungo la fusoliera, dove un'unità motrice veniva convenzionalmente installata nella sezione anteriore della struttura e l'altra, invece, veniva posta immediatamente dietro l'abitacolo del pilota.
Per raffreddare tale complicato organo meccanico, Doi adottò un sofisticato ed innovativo impianto di raffreddamento a vapore, molto probabilmente ricavato anche dalle informazioni ed indicazioni arrivate in Giappone in merito allo Heinkel He 100: per tale fondamentale componente, infatti, il progettista nipponico decise di installare un particolare sistema di raffreddamento a vapore che si divideva in due circuiti, i quali erano snodati fra i motori e delle apposite sezioni ricavate nelle semiali.
In poche parole, anche perchè chi vi scrive non possiede conoscenze tecnico-ingegneristiche così specifiche, per raffreddare i due motori si utilizzava uno speciale liquido, il quale passato in forma di vapore veniva incanalato in appositi contenitori posti sul dorso alare che, attraverso il contatto con il flusso d'aria dorsale, raffreddavano il vapore fino a farlo tornare allo stato liquido, il quale veniva successivamente rimandato a raffreddare il motore.
In aggiunta a tali nuovità tecniche, il Ki-64 vaniva trainato da due eliche controrotanti, di cui la più esterna era accompagnata da un dispositivo per la variazione del passo, mentra la più interna si presentava a passo fisso.
Date le importanti novità tecniche, i lavori di progettazione conobbero seri rallentamente dovuti alla necessità di collaudare adeguatamente, forse eccessivamente, il complicato impianto motore accoppiato al sistema di raffreddamento, per i quali si procedette a svolgere attente verifiche in galleria del vento ed alla speciale modifica di un Ki-61-I.
Nonostante la numerose incognite, il sistema dimostrò un buon funzionamento e finalmente nel 1943 si potè avviare la costruzione di un prototipo volante, il quale sarà pronto solamente nel dicembre dello stesso anno.
Con la consegna del prototipo furono velocemente avviate le pratiche ed attività per l'avvio dei primi collaui e test valutativi: particolarmente positivo si dimostrò il sistema di raffreddamento, il quale garantì un aumento delle prestazioni in ordine ai 41 km/h e smbrò essere sufficientemente stabile dal reggere senza particolari problemi i danni del combattimento.
Unico limite riscontrato fu registrato in ordine all'autonomia, che veniva penalizzata dalla compresenza nelle ali sia di componenti dell'impianto di raffreddamento, sia dell'armamento, che nel piano alare inseriva due cannoncini da 20 mm oltre ai due in fusoliera, i quali andavano a togliere spazio a disposizione dei serbatori del carburante.
Nonostante la complessità del velivolo, comunque, i primi voli di collaudo procedettero senza problemi e misero in mostra le buone qualità complessive dell'aereo, almeno fino a quando durante il quinto volo il motore posteriore prese fuoco e costrinse il pilota ad un immediato atterraggio.
Fortunatamente il velivolo non uscì troppo dannegiato dall'accaduto e venne rispedito alla casa madre per le dovute riparazioni.
Peggior sorte toccò al motore, che dovette essere inviato alle fabbriche Akashi per le necessarie operazioni di ripristino.
Anche se ritenuto un progetto di una certa importanza, il peggioramento della situazione bellica portò un progressivo rallentamento dei lavori, i quali arrivarono all'arresto: con la definitiva sconfitta giapponese, il Ki-64, già noto ai comandi alleati con il nome in codice di Rob, venne confiscato dalle truppe americane, che trovarono l'impianto motore ancora danneggiato, per essere poi inviato a Wright Field per valutazioni e dove se ne persero le tracce.
Stando alle informazioni giunte fino ai giorni nostri, infine, era stata prevista anche una versione KAI del Ki-64, la quale avrebbe dovuto montare una versione potenziata del motore Ha-201 da circa 2.800 hp, ma tale progetto rimase sulla carta e non conobbe alcuna concretizzazione.
Dati TecniciKawasaki Ki-64:
Propulsore:1 Kawasaki Ha-201.
Potenza:2.350 hp.
Tipologia:In Linea.
Velocità Massima:690 km/h.
Tangenza Operativa:12.000 m.
Autonomia:1.000 km.
Armamento:4 cannoncini da 20 mm.
Carico Utile:N/A kg.


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