Kokusai Ta-Go - Res Aeronautica

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Kokusai Ta-Go

Come noto, una delle risposte belliche messe in campo dal Giappone per arrestare l’avanzata statunitense nel Pacifico fu l’utilizzo di piloti volontari per missioni kamikaze contro obiettivi navali.
Inizialmente, per tali operazioni venne adibito materiale d’avanzo o inutilizzato, ma sul finire della guerra vennero alla luce dei velivoli espressamente concepiti per l’attacco suicida: furono così impostati diversi progetti paralleli, che prevedevano sia l’impiego di aeroplani nel complesso convenzionali, come il Nakajima Ki-115 Tsurugi, sia l’utilizzo di vere e proprie bombe volanti pilotate, come lo Yokosuka Ohka.
Tratto comune di tali apparecchi era dato da alcune caratteristiche di base: il velivolo doveva essere di celere e facile costruzione, non doveva richiedere l’impiego di materiali strategici e di mano d’opera specializzata, nonché doveva poter essere pilotato da equipaggi con un basilare addestramento di volo.
In tale ottica nel 1945 venne concepito il Kokusai Ta-Go, ossia un aeroplano estremamente spartano, realizzato interamente in legno e che doveva essere impiegato per contrastare l’eventuale attacco alleato alle isole madri giapponesi; evenienza bellica che, a seguito della perdita di Iwo Jima e di Okinawa sembrava ormai inevitabile.
L’idea alla base del progetto, pertanto, era di realizzare un aeroplano da lanciare contro le navi ed i mezzi da sbarco avversari, in modo da colpire direttamente la fanteria nemica secondo uno schema di attacchi aerei di massa da scagliare “ad ondate”.
Concettualizzato e supportato dall’Ufficiale dell’Esercito Imperiale Giapponese Yoshiyuka Mizuyama, il programma venne quindi presentato alle autorità senza un bando di gara specifico, ma come sorta di progetto autonomo, tanto che non ricevette alcuna sigla ufficiale, ma la sola denominazione Ta-Go, che stava ad indicare appunto la sua costruzione in legno e canna di bambù.
Sotto il profilo tecnico, nella prima versione il velivolo si proponeva come uno squadrato aeroplano dotato di tettuccio chiuso, carrello fisso, privo di ammortizzatori, e spinto da un motore radiale Hitachi Ha-13 da 9 cilindri raffreddati ad aria e capace di erogare 450 hp di potenza, mentre l’armamento consisteva in un unico ordigno da 500 kg di peso.
Agli inizi del 1945 il progetto fu affidato alle industrie Tachikawa, ma un pesante bombardamento aereo del febbraio dello stesso anno comportò la distruzione dell’intero impianto e del relativo prototipo.
Nonostante il contrattempo, Mizuyama diede ugualmente linfa al programma chiedendo ed ottenendo di trasferirlo alla Nippon Kokusai Kogyo K.K., ossia una piccola azienda che si era specializzata nella costruzione di aerei leggeri da osservazione/addestramento e nella lavorazione di legnami ad uso aeronautico.
Presso il nuovo costruttore, tuttavia, il progetto venne estesamente modificato: in linea generale, infatti, l’aeroplano fu sensibilmente rimpicciolito, ne venne resa ancora più semplice e veloce la fabbricazione, il tettuccio chiuso fu rimosso e rimpiazzato con un parabrezza trasparente a cielo aperto, mentre il motore, troppo grande per la nuova struttura, fu sostituito con uno Hitachi Ha-47, cioè un piccolo propulsore in linea da appena 110 hp che altro non era che la produzione su licenza del tedesco Hirth HM 504 e che in Giappone già equipaggiava il Kokusai Ki-86, a sua volta licenza costruttiva del Bücker Bü 131, ed il Tokyo Koku Ki-107.
Ovviamente, dovette essere rivisto anche il carico bellico, il quale passò dagli originali 500 kg di capacità offensiva ad un solo ordigno da 100 kg alloggiato nel ventre della fusoliera.
Il prototipo venne quindi ultimato e portato in volo per la prima volta il 25 giugno 1945 ai comandi di un collaudatore della stessa casa costruttrice, il quale, come risulta facile comprendere, non ebbe particolari lodi per le sue caratteristiche di volo.
Studiate alcune modifiche di dettaglio, comunque, nell’agosto del ‘45 del Ta-Go vennero impostati  gli schemi preliminari per la produzione di serie, ma la fine delle ostilità bloccò sul nascere ogni ulteriore avanzamento ed il progetto rimase lettera morta.
A quanto risulta, infine, nonostante lo spostamento presso la Kokusai, la Tachikawa sembra avesse ugualmente portato avanti un proprio studio sul Ta-Go, di cui alla fine della guerra venne rinvenuto un prototipo in avanzato stadio di completamento: a tal proposito, le fonti parlano di un aeroplano dalla non confermata denominazione di Ta-Go Ki-128, ma non è chiaro se essa sia riferita al modello Tachikawa o a quello Kokusai, ad entrambi, oppure se sia un errore storiografico.
Dati TecniciKokusai Ta-Go:
Propulsore:1 Hitachi Ha-47.
Potenza:110 hp.
Tipologia:In linea.
Velocità Massima:195 km/h.
Tangenza Operativa:4.600 m.
Autonomia:150 km.
Armamento:N/A.
Carico Utile:100 kg.
Riferimenti bibliografici:
  • Japanese Secret Projects, Experimental Aircraft of the IJA and IJN 1939 – 1945, Edwin M. Dyer III, Midland Pub., 2009.
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