Kyushu J7W Shinden - Res Aeronautica

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Kyushu J7W Shinden

Il Kyushu J7W Shinden (Magnifico Fulmine), secondo altre fonti Fulmine Glorioso, fu un aereo concepito nel 1943 a causa della necessità sempre più pressante di dotare le forze aeree giapponesi di un intercettore dalle elevate prestazioni e in grado di raggiungere ed abbattere i B-29 americani.
Tuttavia nonostante le generose doti che saranno proprie dello Shinden e le buone potenzialità del mezzo, si dovette attendere al 3 agosto del 1945 affinchè tale macchina venisse portata in volo (nemmeno due settimane prima della fine della guerra).
Il progetto dello J7W nacque, come accennato, nel 1943, quando il capitano della marina Masaoki Tsuruno, convinto della potenzialità della formula canard per un velivolo da caccia ed in previsione dell'installazione di un motore a reazione al posto di quello a pistoni, progettò e sviluppò autonomamente il primo modello dell'apparecchio.
Dopo che finalmente tali disegni suscitarono l'interesse degli alti comandi nipponici, si procedette con la sperimentazione della formula canard tramite due alianti appositamente costruiti, denominati MXY6.
Dopo prove e collaudi venne realizzato un terzo modello munito di un piccolo motore da 20 cv per verificarne il comportamento sotto potenza trazione.
Nel tempo di dodici mesi, pertanto, si passò da un progetto sulla carta ad un primo modello motorizzato, che diede prova di poter garantire buone prestazioni e soprattutto un ottimo potenziale futuro, si ricordi l'idea di Tsuruno di montare un motore a getto.
Il primo ed unico volo, durato 40 minuti, dell'Kyushu J7W Shinden è stato registrato il 3 agosto 1945, ma la fine della Seconda Guerra Mondiale, al termine di quello stesso mese, ne decretò la fine dello sviluppo e dei possibili piani di produzione: era stato, infatti, emanato un ordine alla Nakajima ed alla stessa Kyushu di iniziare subito la fabbricazione, che doveva essere tale da poter allineare non meno di 150 esemplari mensili.
Tuttavia alla resa del Giappone erano stati scotruiti solamente due prototipi.
Nonostante le intenzioni, le linee di costruzione di massa, che fecero dello Shinden l'unico caccia canard ordinato su grande scala durante la guerra, rimasero soltanto un disperato piano mai tradotto nella pratica di resistere all'attacco americano.
In ogni caso dai due apparecchi assemblati e dall'unico volo registrato, emerse che il velivolo nipponico era dotato di ottime prestazioni, che si accompagnavano a soluzioni tecniche particolarmente innovative.
Il carrello d'atterraggio, per esempio, era di tipo retrattile triciclo, che veniva supportato da due ruotine, anch'esse retrattili, situate sui piani verticali del timone direzionale posteriore.
L'impianto propulsivo era costituito da un Mitsubishi MK9D da 2130 hp da 18 cilindri.
Tale motore era raffreddato ad aria e tale raffreddamento era garantito dalle grandi prese d'aria laterali situate lungo la fusoliera ed azionava una grande elica a sei pale in posizione spingente.
L'armamento, piuttosto pesante, era costituito da quattro cannoni da 30 millimetri, situati nella sezione anteriore della struttura, interamente metallica.
Alla fine della guerra, almeno un modello venne requisito dalle truppe statunitensi, che lo trasportarono negli Stati Uniti per ulteriori collaudi.
Con la fine dell'interesse americano nel progetto, peraltro molto lieve, il velivolo venne depositato al National Air and Space Museum di Washington.
Dati TecniciKyushu J7W Shinden:
Propulsore:1 Mitsubishi MK9D.
Potenza:2.130 hp.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:750 km/h.
Tangenza Operativa:12.000 m.
Autonomia:850 km.
Armamento:4 cannoncini da 30 mm.
Carico Utile:N/A kg.


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