Lioré et Olivier LeO 20 - Res Aeronautica

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Lioré et Olivier LeO 20

La storia dell'insolito Lioré et Olivier LeO 20 risale alla seconda metà degli anni Venti, più precisamente al 1926, quando il ministero per l'aviazione francese avvertì la necessità di dotarsi di un nuovo velivolo da bombardamento a lungo raggio con cui sostituire gli obsoleti apparecchi allora in dotazione, i quali erano di fatto dei residui produttivi della Grande Guerra.
Sulla scorta delle richieste, pertanto, il team tecnico della Lioré et Olivier decise di ripescare un progetto rimasto allo stadio di prototipo di un paio d'anni precedente, il LeO 122, il quale venne sostanzialmente utilizzato come base di partenza per il nuovo bombardiere.
Ricalcando le linee e le forme del LeO 122, infatti, il LeO 20 ne manteneva l'impostazione di base, ossia un biplano bimotore molto convenzionale ed ancora fortemente condizionato dalle produzioni della prima guerra mondiale, anche se introduceva comunque qualche modifica di costruzione, come ad esempio l'aggiunta di un ulteriore membro dell'equipaggio e la struttura metallica.
Nonostante gli interventi, però, alla fine i due apparecchi erano sostanzialmente similari, anche se il nuovo LeO 20 sembrava poter garantire delle prestazioni migliori e, soprattutto, sembrava poter essere adattato al ruolo di bombardiere notturno, compito per il quale, ironia della sorte, era stato infruttuosamente progettato e costruito lo stesso LeO 122.
Grazie a tale versatilità, pertanto, il bimotore fu scelto direttamente come bombardiere notturno ed entro la fine del 1926 si procedette ad ordinarne una cinquantina di esemplari prima ancora che terminassero i primi collaudi.
Nonostante gli apprezzamenti ministeriali, le prestazioni complessive dell'apparecchio non apparirono particolarmente entusiasmanti, anche se vi sono opinioni divergenti al riguardo, dato che degni di nota erano solamente i dati relativi all'autonomia ed al carico bellico, parametri che gli consentirono anche di detenere per qualche tempo il record di volo sul lungo raggio a pieno carico.
Pur senza eccellere, comunque, al ministero francese bastarono le generose doti di autonomia messe in mostra dal prototipo, anche perché, in fin dei conti, erano le qualità che apparivano più importanti per la tipologia di impiego, dato che all'epoca non era ancora nata la specialità della caccia notturna che sarà tanto importante nel futuro secondo conflitto mondiale.
Grazie a tali caratteristiche, pertanto, nel 1927 il ministero francese procedette a siglare una imponente e forse eccessiva fornitura di LeO 20, ordinandone addirittura 311 esemplari; cifra particolarmente considerevole vista la mancanza di una vera e propria necessità bellica di primo impiego.
Ad ogni modo, i LeO 20 finirono col costituire il nerbo centrale dei reparti da bombardamento notturno francese addirittura fino al 1937, anno in cui, peraltro, gli esemplari ancora operativi erano ormai in procinto di essere sostituiti per essere successivamente relegati a compiti di addestramento e scuola aerea, ruoli nei quali rimasero operativi praticamente fino allo scoppio della seconda guerra mondiale.
Da un punto di vista operativo, pertanto, la carriera del LeO 20 risultò essere piuttosto lunga e nel complesso piuttosto tranquilla, dato che di fatto non vi fu alcun impiego bellico di prima linea, anche se, comunque, vi sarebbero notizie che vedrebbero almeno un apparecchio impiegato come trasporto repubblicano durante le primissime fasi della Guerra Civile Spagnola, ma, sfortunatamente, non si hanno indicazioni più chiare in merito.
A rigor di cronaca, inoltre, va quantomeno ricordato come, nell'ultima fase della sua vita operativa, il LeO 20 venne ripreso ed adattato al ruolo di aeroplano da addestramento al lancio di paracadutisti ricevendo anche la denominazione apposita di LeO 201.
Per concludere la trattazione del bimotore, infine, merita ricordare che fra il 1928 ed il 1929 il bombardiere conobbe un piccolo successo di esportazione, in quanto due apparecchi furono venduti al Brasile; mentre altri sette finirono con l'equipaggiare le forze aree del regno di Romania.
Dati TecniciLioré et Olivier LeO 20:
Propulsore:2 Gnome-Rhone 9Ady.
Potenza:420 hp.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:198 km/h.
Tangenza Operativa:5.700 m.
Autonomia:1.000 kg.
Armamento:4 mitragliatrici difensive da 7,7 mm.
Carico Utile:1.000 kg.


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