Messerschmitt Bf 109 V1 - Res Aeronautica

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Messerschmitt Bf 109 V1

La storia del Messerschmitt Bf 109 risale al lontano 1934 e nacque, possiamo dire, grazie alla buona fortuna.
Tutto ebbe inizio con la rinascita clandestina prima ed ufficiale poi della Luftwaffe nella prima metà degli anni Trenta, quando con l'instaurazione ed il consolidamento del regime nazionalsocialista vennero abrogati i trattati di Versailles, con i quali, fra i vari divieti, si impediva alla Germania di possedere una propria arma aerea organizzata.
Quando riancque la Luftwaffe, però, la situazione del materiale bellico a disposizione era ben lontana da standard ottimali: fatta eccezione per la categoria dei velivoli da bombardamento, per i quali i costruttori si erano già da tempo messi all'opera facendo esperienza sulle versioni "civili" dei propri apparecchi, il panorama dei caccia e degli intercettori era decisamente sottopotenziato e necessitava urgentemente di un drastico rinnovamento.
Al 1934, infatti, l'intera caccia tedesca si basava su biplani dalla concezione ormai superata e dalle prestazioni mediocri, sempre più incompatibili con le ambizioni di superiorità aerea che la Luftwaffe stava cercando di affermare.
Con un parco macchine costituito prevalentemente da Heinkel He 51 ed Arado Ar 68, l'RLM decise che nel'34 era giunto il momento di cambiare rotta ed emanò un'ambiziosa specifica ministeriale con cui si richiedeva alle case interessate, ovvero la BFW, la Heinkel, la Focke Wulf e l'Arado, la realizzazione di un nuovo e moderno caccia, che doveva essere tassativamente monoplano, possibilmente provvisto di carrello retrattile e doveva adottare una fra le due nuove unità motrici da 12 cilindri a V raffreddati a liquido proposte rispettivamente dalla Junkers e dalla Daimler-Benz.
Alla richiesta, come accennato presero parte quattro case costruttrici e l'RLM commissionò un prototipo di ciascun progetto ad ogni ditta, anche se nelle intenzioni ministeriali c'era la maliziosa convizione e speranza che la mancanza di esperienza della casa bavarese (BFW) nella progettazione militare le sarebbe costata l'eliminazione dalla competizione.
Bisogna infatti ricordare che fra Messerschmitt ed il capo del ministero per l'aviazione Erhard Milch, non scorreva buon sangue, e ciò fu dovuto a causa degli accordi commerciali che la BFW stipulò autonomamente e senza il benestare governativo con un gruppo romeno qualche anno prima.
Nonostante le difficoltà politiche, comunque, il progetto Messerschmitt si rivelò molto più avanzato dei concorrenti, fra cui solo il modello Heinkel (He 112) poteva realmente competere, ed ottenne l'approvazione per il proseguio degli studi.
Una volta ottenuto il via libero del governo, i lavori di progettazione, sviluppo e costruzione del prototpo procedettero celermente, anche grazie al fatto che nella struttura e nella fabbricazione del velivolo si era fatto ampio ricorso alle soluzioni adottate qualche tempo prima per la realizzazione dell'ottimo Messerschmitt Bf 108 Taifun, un piccolo ma fortunato velivolo civile che ottenne un buon successo commerciale.
Si arrivò pertanto al settembre 1935 con la presentazione ufficiale del Messerschmitt Bf 109 V1, che per l'occasione aveva ricevuto la registrazione "D-IABI": si trattava di un piccolo e snello aeroplano, dalle dimensioni molto contenute e caratterizzato da linee spigolose ma gradevoli.
In un primo momento, Messerschmitt  preferì motorizzare il proprio apparecchio col propulsore proposto dalla Junkers, uno Jumo 210A, ma all'epoca tale impianto non era ancora disponibile e decise pertanto di installare un Rolls-Royce Kestrel V da 695 hp, che, presentando una conformazione differente da quella dello Jumo, richiese un'ampia rivisitazione della confanatura e della sezione anteriore della fusoliera, soprattutto a causa della posizione dei cilindri a V tradizionale; mentre quelli dello Jumo dovevano essere a V rovesciata.
Nonostante le modifiche, le prestazioni del prototipo non risultarono particolarmente penalizzate e durante le prime prove di collaudo, avvenute nel corso del 1935 ai comandi del pilota Hans "Bubi" Knotsch, il Bf 109 V1 mise in mostra delle ottime caratteristiche manifestando un ampio ed interessante margine di miglioramento evolutivo a medio-lungo termine.
Grazie alle buone prestazioni, il Bf 109 V1 aprì la strada alla costruzione di altri numerosi prototipi ed esemplari di pre-serie, fino a giungere alla prima versione produttiva della macchina (Bf 109 B), dando così vita al leggendario caccia che tutti oggi conosciamo.
Del destino del prototipo, purtroppo, non si è potuto ottenere informazioni: rimasto sostanzialmente unico nel suo genere, dato che i successivi esemplari monteranno il preventivato Junkers Jumo 210 e saranno aerodinamicamente molto diversi nel muso, il Bf 109 V1 rappresentò, in pratica, una soluzione di ripiego dovuta alle necessità e servì solo come velivolo per la presentazione ufficiale.
Forse l'aereo vene esposto al museo della scienza di Berlino, dove molto probabilmente finirà distrutto a seguito dei bombardamenti alleati sulla città, bombardamenti che appunto colpirono e distrussero il museo.
(Il profilo a colori ed il trittico qui rappresentati sono stati postati per pubblica concessione di B. Huber www.creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0/de/deed.en, da Wikimedia Commons).
Dati TecniciMesserschmitt Bf 109 V1:
Propulsore:1 Rolls-Royce Kestrel V.
Potenza:695 hp.
Tipologia:In Linea.
Velocità Massima:470 km/h.
Tangenza Operativa:8.000 m.
Autonomia:N/A km.
Armamento:N/A.
Carico Utile:N/A kg.


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