Mikoyan - Gurevich MiG-1 - Res Aeronautica

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Mikoyan - Gurevich MiG-1

La nascita del MiG-1 presenta caratteristiche particolari: il progetto del velivolo, infatti, risale all'opera dell'ufficio tecnico di Polikarpov, il quale nel '39 stava lavorando alla realizzazione di un caccia per le alte quote che si proponesse come un velivolo moderno ed evoluto.
Stando ad alcune fonti, mentre lo stesso Polikarpov si trovava in Germania con una delegazione tecnica del 1939, due membri del suo staff rimasti in Unione Sovietica presentarono, senza la sua autorizzazione, il progetto del velivolo alle autorità militari, le quali acconsentirono al continuo degli studi di sviluppo affidando ai due, Mikoyan e Gurevich, la guida del programma.
Altre fonti, invece, tacciono sull'episodio e sarebbero orientate verso l'intervento diretto del governo, che attribuì a Mikoyan ed a Gurevich un team di ricerca autonomo rispetto a quello di Polikarpov incaricato appunto di procedere con l'ulteriore sviluppo della macchina in questione.
Vero o presunto che sia l'episodio, è certo che nel 1940 le autorità firmarono la commissione per la costruzione di tre prototipi e, prima ancora che il primo di questi venisse completato e portato in volo, avviarono le procedure per la fabbricazione in serie di 100 apparecchi, anche se bisogna specificare come tale atteggiamento fosse in realtà la consuetudine sovietica dell'epoca.
Entro dal fine dell'anno, comunque, i due progettisti presentarono il primo dei tre esemplari valutativi sotto la denominazione di I-200: si trattava di una macchina dalle linee eleganti e pulite, la quale avrebbe dovuto essere motorizzata con un Mikulin AM-37, ma che all'atto pratico dovette essere adattata ad un meno potente AM-35, in quanto il propulsore previsto non era ancora pronto e la sua messa a punto si preannunciava piuttosto lunga.
Per ridurre i pesi e per renderne la costruzione più economica, i tecnici optarono per una costruzione mista, che proponeva soluzioni lignee specialmente per le sezioni più esterne delle semiali e per la parte posteriore della fusoliera.
Nonostante le apparenze, però, l'I-200 presentava non poche lacune di vario genere: in primo luogo il tettuccio chiuso si rivelò troppo difficile da aprire in volo e venne rimosso, le prestazioni si rivelarono piuttosto deludenti sotto il profilo dell'agilità e della maneggevolezza, dato che l'apparecchio si rivelò piuttosto instabile sull'asse longitudinale e presentava dei comandi inaccettabilmente pesanti, mentre buone furono le punte di velocità massime raggiunte.
Altro grave handicap, inoltre, era dato dalle soluzioni tecnico-strutturali adottate per alcuni organi meccanici interni, nel dettaglio furono fonte di problemi il radiatore, che dovette essere leggermente spostato, ed il serbatoio del carburante, che non era ignifugo e ne venne richiesta la modifica in tale direzione.
Questi ed altri aggiornamenti furono proposti man mano che i prototipi procedevano con le rispettive fasi di collaudo e finirono col concretizzarsi nel successivo MiG-3, dato che ormai era già stata avviata la produzione in serie dello I-200 e non si poteva più procedere ad pplicare le modifiche richieste dal ministero.
Entrato in servizio come MiG-1 a seguito della ridisegnazione delle sigle operative voluta da Stalin, che in pratica ora indicavano i progettisti ideatori degli apparecchi in luogo delle categorie tattiche di appartenenza, il velivolo risultò superato fin dal momento del suo arrivo ai reparti: poco maneggevole e dal pilotaggio difficile, poco armato e strutturalmente fragile, il caccia subì forti perdite durante le prime fasi dell'invasione tedesca della Russia e non fu mai capace di contrastare gli apparecchi nemici.
Dato l'esiguo numero di aerei costruiti ed i disastrosi risultati conseguiti sul campo, il MiG-1 rimase in servizio solamente fino alla seconda metà del 1941, quando si resero disponibili altri caccia dalle migliori prestazioni, in particolare il successivo MiG-3, che di fatto lo sostituì nelle catene produttive.
Sfortunatamente nessun esemplare riuscì nell'impresa di sopravvivere alle ostilità e le ultime notizie in merito al velivolo risalgono al 1944, quando, in base a quanto riportato da alcune fonti, sarebbe stato ufficialmente ritirato l'ultimo MiG-1 volante.
Dati TecniciMiG-1:
Propulsore:1 Mikulin AM-35.
Potenza:1.350 hp.
Tipologia: In Linea.
Velcoità massima:628 km/h.
Tangenza Operativa:12.000 m.
Autonomia:580 km.
Armamento:1 mitragliatrice da 12,7 mm.
2 mitragliatrici da 7,62 mm.
Carico Utile:N/A km.


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