Mikoyan - Gurevich MiG-3 - Res Aeronautica

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Mikoyan - Gurevich MiG-3

La storia del controverso Mikoyan Gurevich MiG-3 risale al 1940, quando il celebre staff tecnico di Mikoyan venne invitato a lavorare ad una evoluzione del precedente e poco esaltante MiG-1 nel frattempo messo in produzione.
Sulla base delle richieste, il nuovo progetto venne realizzato mantenendo inalterata l'impostazione di base del suo predecessore, conservandone il disegno e le caratteristiche tecniche di base, ma puntando più che altro ad un affinamento complessivo di massima, che si risolse in una generale pulizia aerodinamica e migliorie di dettaglio.
Grazie al celere lavoro di progettazione, che vide le più vistose modifiche nell'introduzione di un tettuccio chiuso ed un prolungamento della sezione anteriore della fusoliera, si riuscì pertanto a dare vita e a portare in volo il primo prototipo già nelle ultime settimane del 1940.
Nonostante la lunga serie di aggiornamenti di dettaglio, tuttavia, il velivolo non diede minimamente dei risultati soddisfacenti, fatta eccezione per la velocità di punta, tanto da essere giudicato nel complesso addirittura inferiore rispetto al MiG-1.
In particolare, parecchio negative furono le valutazioni inerenti alle caratteristiche di agilità e manovrabilità, soprattutto alle basse quote, e parimenti inadatto venne ritenuto il raggio d'azione, circa 800 km sui 1.000 richiesti dal ministero.
Stante le forti delusioni, pertanto, il progetto dovette essere rivisto e sottoposto ad un intenso lavoro di rinnovamento tecnico, il quale, nonostante il massimo impegno dei progettisti, non riuscì comunque a far fare all'apparecchio il tanto desiderato salto di qualità.
A quanto risulta, infatti, tali revisioni ebbero addirittura effetti controproducenti, finendo con l'agevolare il sedimentarsi di numerose noie meccaniche ed arrivando persino a costare la vita del direttore generale e General-Maggiore A.I. Filin, il quale, ingiustamente accusato di sabotaggio, venne condannato a morte a seguito di un processo farsa (Filin viene oggi ricordato come una personalità di spicco dell'aeronautica militare sovietica dei tempi, in quanto egli fu il primo ad ottenere in patria la qualifica di pilota-ingegnere aeronautico; fu un prezioso collaudatore per un gran numero di aeroplani e vinse un primato internazionale di endurance a bordo di un Tupolev ANT-25).
Tristi vicende giudiziarie a parte, la morte di Filin si rivelò quantomai inutile oltre che criminale: gli studi sul MiG-3, infatti, continuarono ad arenarsi senza grandi risultati fino a quando, a fronte delle impellenti esigenze belliche, venne comunque deciso di metterlo in produzione e di gettarlo lo stesso nella mischia.
Com'è facile intuire, sotto il profilo operativo le vicende del MiG-3 furono poco esaltanti: difficile da pilotare, non amato dagli equipaggi se non per qualche isolata eccezione (solo Pokryshkin ne prese le difese), carente sotto tutti i punti di vista e grandemente inferiore rispetto ai caccia tedeschi, il mezzo fu utilizzato alla meno peggio nel disperato tentativo di arginare la Luftwaffe ma subendo gravi e costanti perdite.
Grazie all'elevata velocità di punta ed alla buona arrampicata, tuttavia, si prese in considerazione l'idea di utilizzare il MiG-3 quale intercettore d'alta quota, ma lo scarso livello di addestramento dei piloti e la necessità di fare fronte ad esigenze più urgenti confinarono l'idea a qualche timido tentativo.
Più concreta risultò essere, invece, l'installazione di razzi sub-alari per l'impiego del caccia in ruoli di attacco al suolo, anche se, con la comparsa di aerei espressamente concepiti per tale compito, anche suddetto ripiego operativo ebbe vita breve.
Appunto in virtù della nascita di apparecchi d'assalto, riferendoci in particolar modo all'Ilyushin Il-2, la produzione del caccia MiG-3, che nel frattempo aveva comunque ricevuto diversi aggiornamenti e versioni produttive, fu terminata nel 1941, quando le catene di montaggio vennero razionalizzate per dare la massima priorità al noto velivolo d'assalto.
Dopo circa 3.000 esemplari costruiti, pertanto, il caccia venne relegato a reparti meno impegnativi fino ad usura ed alla definitiva radiazione: fortunatamente, tuttavia, ne sono sopravvissute diverse unità attualmente in perfette condizioni di restauro e persino di volo.
Dati TecniciMiG-3:
Propulsore:1 Mikulin AM-35A.
Potenza:1.200 hp.
Tipologia:In Linea.
Velocità Massima:640 km/h.
Tangenza Operativa:12.000 m.
Autonomia:820 km.
Armamento:1 mitragliatrice da 12,7 mm.
1 mitragliatrice da 7,62 mm.
Carico Utile:N/A kg.


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