Myasishchev DVB-102 - Res Aeronautica

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Myasishchev DVB-102

Ripercorrendo la storia dell’aviazione ci si può facilmente rendere conto del fondamentale contributo fornito nel corso del tempo dai progettisti e dagli ingegneri russi, i quali, nonostante una situazione generale mai particolarmente serena e sempre sotto il peso di estenuanti pressioni/controlli politici, seppero dare vita ad aeroplani straordinari.
In particolare, nel campo dei plurimotori tale intraprendenza ingegneristica portò alla costruzione di mezzi impensabili, come il colossale Tupolev ANT-20 o il Kalinin K-7, col risultato che in tale nazione venne radicandosi una tradizione costruttiva e progettuale che ancora in tempi recenti ha dato importanti risultati: basti pensare alla famiglia dei grandi velivoli da trasporto Antonov, oppure a quella degli elicotteri pesanti Mil o ancora agli enormi ekranoplani.
Nonostante una così elevata esperienza industriale, tuttavia, alla vigilia della seconda guerra mondiale le forze aeree sovietiche difettavano gravemente della disponibilità di moderni apparecchi da attacco a lungo raggio, potendo fare affidamento solamente sui vetusti quadrimotori Tupolev TB-3 e su una limitata disponibilità del grosso Petlyakov Pe-8, così come quasi del tutto assente era la componente del volo in alta quota.
Nel tentativo di coprire tali lacune, tra il 1939 e il 1940 il talentuoso ingegnere Vladimir Mikhailovich Myasishchev (1902 – 1978 ed imprigionato nel 1938 con la falsa accusa di attività sovversive) iniziò a concepire un avveniristico bimotore, dotato di cabina interamente pressurizzata, che doveva essere capace di percorrere distanze nell’ordine di 4.000 km, con un carico utile di 4.000 kg, a circa 10.000 metri di quota e ad una velocità massima di oltre 500 km/h, ossia ad una altezza e con una velocità da tale da renderlo virtualmente irraggiungibile dalla caccia nemica.
Sulla base di tali premesse venne alla luce il sofisticato Myasishchev DVB-102, il quale, esternamente, presentava una fusoliera piuttosto lunga e rifinita, nonché un grande timone bi-deriva, figlio diretto dell’analoga soluzione a suo tempo adottata sul Petlyakov Pe-2, sul quale lo stesso progettista aveva lavorato durante la prigionia.
Sotto il profilo della performance, inoltre, Myasishchev elaborò un’ala in posizione dorsale e fortemente rastremata, mentre per quanto riguardava l’impianto propulsivo optò per due Klimov M-120 sovralimentati, che all’epoca erano in avanzata in fase di sviluppo e che dovevano essere astrattamente capaci di erogare potenze nell’ordine di 1.800 hp ciascuno.
Altri interessanti dettagli erano costituiti dal carrello triciclo, con elementi sterzanti anteriori, e dalla  dalla pressurizzazione dell’abitacolo dove alloggiavano i mitraglieri, i quali comandavano due postazioni difensive a controllo remoto, rispettivamente una in posizione dorsale ed una in posizione ventrale.
Si trattava, in buona sostanza, di un progetto rivoluzionario per l’industria sovietica del periodo, col risultato che il programma venne rapidamente accettato dalle competenti autorità e lo stesso Myasishchev venne prosciolto dalle false accuse che erano state formalizzate a suo carico, ricevendo persino l’autorizzazione per dirigere un proprio staff tecnico nei pressi di Mosca.
Già nel 1940, comunque, si procedette a costruire un simulacro in legno per le prove di galleria, ma lo scoppio della guerra con la Germania e la velocissima avanzata tedesca in territorio sovietico obbligò la sospensione dei lavori per consentire l’evacuazione di tutto il complesso produttivo nella città siberiana di Omsk.
Il progetto iniziò, conseguentemente, a subire una serie di ritardi e rallentamenti, e solamente nel febbraio del 1942 si riuscì ad ultimare e portare in volo il primo prototipo, il quale mise in mostra delle prestazioni e delle caratteristiche nel complesso più che positive.
Unico grave neo era rappresentato dai propulsori, i quali soffrivano di una messa a punto ancora imperfetta e, soprattutto, garantivano un ciclo di vita operativo di sole 25 ore; circostanza che li rendeva del tutto inadatti per l’impiego bellico e la produzione su larga scala.
Nel tentativo di ovviare a tale problematica, Myasishchev decise di rimotorizzare il DVB-102 con due radiali Shvetsov M-71 (talora indicati anche come Ash-71), i quali, raffreddati ad aria ed appositamente modificati con un compressore per il volo in alta quota, dovevano garantire una potenza di 2.100 hp ciascuno.
Così modificato, il DVB-102 venne portato nuovamente in volo nel 1943, ma, ancora una volta, i motori continuarono a rappresentarne il più grave difetto, in quanto anche tali unità motrici manifestarono continue noie meccaniche, per le quali si provò ad installare un più sofisticato turbocompressore, ma senza raggiungere grandi risultati.
Ad ulteriore aggravamento della situazione, nel 1943 Myasishchev venne scelto per sostituire il defunto Petlyakov, deceduto in un incidente aereo del 12 gennaio 1942, con il compito di rivitalizzare lo sviluppo del Pe-2 negli stabilimenti di Kazan.
Per fare fronte ai nuovi incarichi, pertanto, lo staff di Myasishchev venne diviso in due gruppi di lavoro, con conseguenze facilmente prevedibili: con un organico ridotto della metà e con Myasishchev personalmente impegnato sul Pe-2, di cui stava studiando un successore mediante il progetto del bimotore Myasishchev DB-108, lo sviluppo del DVB-102 procedette con estrema lentezza, giustificata anche dalle mutate esigenze belliche,  che preferivano concentrare gli sforzi nella realizzazione di velivoli da appoggio tattico, piuttosto che nel bombardamento strategico.
Si arrivò, pertanto, al 1946 con il programma del Myasishchev DVB-102 completamente arenato, il quale fu definitivamente abbandonato a causa della comparsa del Tupolev Tu-4, ossia la copia non autorizzata del Boeing B-29.
Dati TecniciMyasishchev DVB-102:
Propulsore:2 Shvetsov M-71F TK-3.
Potenza:2.200 hp.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:570 km/h.
Tangenza Operativa:10.750 m.
Autonomia:3.740 km.
Armamento:3 cannoncini da 20 mm.
1 mitragliatrice da 7,62 mm.
2 mitragliatrici da 12,7 mm.
Carico Utile:4.000 kg.
2 commenti


cockelberry
2018-08-14 22:19:44
Ciao, gran bell'apparecchio, questo Myasishchev! Un vero peccato che non abbia avuto seguito, vero? Ti vorrei porre una domanda che riguarda questo aereo ma anche altri più famosi di lui, ad esempio il Me 210/410 e cioè delle torrette a controllo remoto. Ecco, ai nostri tempi sarebbe semplice piazzare una telecamera fra le canne delle mitragliatrici e farle sparare da dentro una fusoliera blindata, ma allora come si procedeva? Come faceva il mitragliere a dirigere la torretta se non vedeva dove la stava puntando? Scusa, sembra una domanda sciocca, ma è un po' che ci penso... Ti saluto da una città sotto shock (Genova). Buon ferragosto
Aeronauta
2018-08-17 08:23:22
Carissimo,
per prima cosa mi unisco al cordoglio per la tragedia di Genova: trovo assurdo, oltre che sconcertante, che possano oggi accadere ancora degli eventi simili...
Venendo a questioni decisamente più frivole, la tua domanda è particolarmente interessante!
Premetto che non sono un tecnico, ma cercherò di riassumere.
All'epoca dei fatti vi erano due scuole di pensiero, peraltro relativamente simili, circa gli armamenti telecomandati: quella americana e quella tedesca, che forse era più complessa ma apparentemente anche meno efficace (purtroppo non sono in grado di fornirti informazioni sui sistemi sovietici, ma non credo che si discostassero più di tanto da quelle appena menzionate).
Ad ogni modo, entrambi i sistemi era formati da un calcolatore, una sorta di computer, che guidava elettronicamente/idraulicamente il puntamento dell'arma attraverso un meccanismo che coordinava la direzione della mitragliatrice con i comandi impartiti dal mitragliere, il quale azionava una sorta di cloche dotata di grilletto.
Per rendere meglio l'idea, ti riporto di seguito il link ad un articolo ed a un forum, entrambi in inglese, che di sicuro potranno risponderti meglio di quanto possa fare io:

https://ww2aircraft.net/forum/threads/german-remote-controlled-turrets.43474/

https://www.popularmechanics.com/military/weapons/a18343/the-cannons-on-the-b-29-bomber-were-a-mid-century-engineering-masterpiece/

A presto!
Riferimenti bibliografici:
  • Soviet Air Power in World War 2, Yefim Gordon, Midland, 2008;
  • Soviet Combat Aircraft of the Second World War, Volume Two: Twin-Engined Fighters, Attack Aircraft and Bombers, Yefim Gordon – Dimitri Khazanov – Alexander Medved’, Midland, 1999;
  • Russian Aircraft since 1940, Jean Alexander, Putnam, 1975;
  • The History of Soviet Aircraft from 1918, Vaclav Nemecek, Willow Books, 1986;
  • The Encyclopedia of Russian Aircraft 1875 – 1995, Bill Gunston, Motorbooks International, 1996.
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