Nakajima Ki-49 - Res Aeronautica

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Nakajima Ki-49

Il Nakajima Ki-49, noto ufficialmente come Bombardiere Pesante Tipo 100 Donryu (Drago della Tempesta, ma tradotto nelle fonti anche come Distruttore di Draghi), fu un aeroplano nato nel 1938 per sostituire il Mitsubishi Ki-21, peraltro costruito su licenza dalla stessa Nakajima.
Prima di procedere con la narrazione della vicenda, occorre una piccola delucidazione: col termine bombardiere pesante, infatti, secondo la concezione operativa giapponese veniva indicato il velivolo da bombardamento a lungo raggio, anche se con carico bellico sensibilmente più basso rispetto agli standard dei contemporanei pari classe europei.
Ad ogni modo, il mezzo venne concepito e studiato su espressa richiesta dell’Esercito Imperiale Giapponese, il quale, sulla scorta della fallimentare utopia del bombardiere autosufficiente, invitò l’industria nazionale a realizzare un aeroplano a grande autonomia dotato di pesante armamento, abbondantemente corazzato e capace di performance così elevate da non rendere necessaria la presenza di scorta.
Al concorso vennero presentati due distinti disegni, ossia il Nakajima Ki-49 ed Mitsubishi Ki-50, il quale fu ritirato quasi subito a causa di ritardi nella progettazione.
Rimasto l’unico partecipante al bando di gara, il velivolo Nakajima venne quindi fatto avanzare allo stadio di prototipo, anche se tutta una serie di problemi legati allo sviluppo dei propulsori adottati, ossia due radiali Nakajima Ha-41 a 1.260 hp, costrinse i tecnici ad iniziare i collaudi installando due Nakajima Ha-5 da 1.080 hp, che, per ironia della sorte, erano gli stessi propulsori del Mitsubishi Ki-21.
Nonostante delle prestazioni non particolarmente esaltanti, giustificate dagli evidenti limiti dei propulsori usati come rimpiazzo, il Nakajima Ki-49 venne ugualmente ordinato per la produzione in serie, per la quale si decise di suddividere la rete industriale coinvolgendo aziende minori e dislocate anche in Manciuria, oggi regione nord-orientale della Cina.
Tali propositi, tuttavia, dovettero fin dal principio scontrarsi con i ritardi che si accumularono attorno allo sviluppo dei sopra citati motori Ha-41, col risultato che la produzione del bombardiere poté essere realmente intrapresa solamente nel novembre del 1940, con le prime consegne che avvennero quasi un anno dopo, ossia nel settembre 1941.
Oltre alle difficoltà produttive, pure sotto il versante più prettamente tecnico il Nakajima Ki-49 dovette misurarsi con problemi di non poco conto, dato che, a causa di una potenza non adeguata al peso, risultò lento e dal difficile pilotaggio persino con i nuovi motori.
Conseguentemente, venne presto elaborata la versione Ki-49-II, la quale, oltre a presentare degli aggiornamenti di dettaglio, si distingueva per la spinta motrice assicurata da una coppia di Nakajima Ha-109 da 1.520 hp ed uscì dalle catene di montaggio a partire dal 1942.
Anche con tale ulteriore modifica l’aeroplano non riuscì comunque a superare definitivamente le lacune manifestate, rimanendo sempre una entità piuttosto marginale nei reparti operativi: in combattimento, infatti, il Nakajima Ki-49 conobbe un limitato impiego, tanto che solamente nel ‘42 venne finalmente identificato dai comandi alleati ricevendo il nome in codice “Helen”.
Per quanto concerne l’attività bellica, il Ki-49 fu dislocato in Cina, compiendo missioni sulla Birmania ma senza grandi risultati e, soprattutto, in Indonesia/Nuova Guinea, dove contribuì a portare avanti attacchi, anche notturni, sul suolo australiano ed al naviglio alleato.
A causa delle gravi perdite e della generale inadeguatezza nel ruolo di bombardiere, il Ki-49 finì per essere spesso convertito in aereo da trasporto, ruolo nel quale fu intensamente utilizzato per rifornire le truppe giapponesi di stanza a Rabaul, mentre nelle ultime fasi del conflitto fu persino adattato per effettuare degli attacchi kamikaze.
Per completezza, si segnala che del bimotore venne abbozzata, attorno al motore Nakajima Ha-117 da 2.420 hp, la versione Ki-49-III, rimasta senza seguito, così come parimenti abbandonate furono le varianti Ki-58, ossia una piattaforma di tiro da usare quale scorta agli altri bombardieri, e la Ki-80, cioè una evoluzione nel ruolo di semplice aero-guida per le formazioni da attacco.
Con la produzione che venne interrotta nel 1944, cioè prima di quello stesso Mitsubishi Ki-21 che avrebbe dovuto sostituire, il velivolo Nakajima fu costruito in soli 819 esemplari, passando come incolore meteora nel panorama dell’industria aeronautica nipponica.
Va infine sottolineato che nell’immediato dopoguerra alcuni esemplari sarebbero caduti nelle mani delle forze indipendentiste indonesiane, mentre almeno un apparecchio fu utilizzato come aereo da trasporto in Thailandia fino al 1946.
Dati TecniciNakajima Ki-49-IIa:
Propulsore:2 Nakajima Ha-41.
Potenza:1.250 hp ciascuno.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:492 km/h.
Quota Massima:9.300 m.
Autonomia:2.950 km.
Armamento:1 cannoncino dorsale da 20 mm.
5 mitragliatrici da 7,7 mm.
Carico Utile:1.000 kg.


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Riferimenti Bibliografici:
  • Nakajima Ki-49 Donryu, Richard M. Bueschel, Schiffer Publ., 1997;
  • Japanese Aircraft of the Pacific War, R. J. Francillon, Putnam Publ., 1970;
  • Bombardieri Giapponesi – I Grandi Aerei Storici, n. 42 Settembre – Ottobre 2009, Nico Sgarlato, Delta Editrice, 2009;
  • Guida agli Aeroplani di Tutto il Mondo, Enzo Angelucci – Paolo Matricardi, Mondadori Editore, 1977;
  • Mach 1 Enciclopedia dell’Aviazione, Vol. 6, Aa.Vv., Epidem, 1978.
   
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