North American NA-50, NA-68/P-64 - Res Aeronautica

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North American NA-50, NA-68/P-64

La curiosa vicenda del North American P-64 risale alla fine degli anni Trenta, quando la casa costruttrice nordamericana valutò l'opportunità di ricavare un velivolo da caccia dal celebre addestratore NA-16.
L'idea di base, infatti, era quella di convertire il noto aereo scuola in un apparecchio da combattimento low cost da destinare all'esportazione presso paesi dalle limitate risorse economiche e senza particolari velleità belliche.
Sulla base di tale prospettiva, pertanto, in un primo momento i tecnici della North American si limitarono ad operare una mera riconfigurazione meccanica del proprio addestratore, mediante l'introduzione di un leggero armamento, di un più potente motore Wright R-180 da 870 hp e qualche marginale modifica alle linee della fusoliera.
Grazie alla semplicità ed economicità del progetto, che pure proponeva un velivolo interamente metallico, dotato di abitacolo chiuso e di carrello retrattile, il mezzo ottenne fin da subito un proprio spazio commerciale, dato che già nel 1938 il governo peruviano ne acquistò sette esemplari, i quali vennero intensamente utilizzati nella breve guerra che il paese sudamericano combatté con il vicino Ecuador nel luglio del 1941.
A tal proposito, pare doveroso ricordare l'episodio che vide coinvolto il giovane aviatore José Abelardo Quiñones Gonzales, il quale, a bordo di un North American NA-50, soprannominato “Torito” (Piccolo Toro), il 23 luglio 1941 fu colpito dalla contraerea, ma, invece di paracadutarsi dall'abitacolo, sacrificò sé stesso in una manovra suicida che portò l'aereo a schiantarsi contro le postazioni nemiche, diventando così un amato eroe nazionale ancora oggi omaggiato durante il giorno dell'aviazione militare peruviana, ricorrente appunto ogni 23 di luglio.
Tornando alla storia del velivolo, anche la Thailandia manifestò il proprio interesse all'acquisto, anche se per l'occasione vennero richieste alcune modifiche strutturali, come ad esempio dei diversi piani di coda ed un più pesante armamento.
Nel settembre del 1940, pertanto, venne presentato e portato in volo il North American NA-68, il quale, mantenendo inalterata la configurazione del precedente NA-50, presentava un timone dal disegno più squadrato ed una capacità di fuoco  maggiorata da due cannoncini da 20 mm.
Grazie a tali aggiornamenti, il paese asiatico ordinò conseguentemente sei esemplari del nuovo apparecchio, i quali, nonostante la loro rapida costruzione, non poterono essere consegnati: con l'invasione giapponese nella regione del 1941, infatti, il governo degli Stati Uniti pose il proprio veto e fece immediatamente tornare indietro le navi da trasporto che nel frattempo erano salpate verso l'Indocina.
Sfumata la consegna, i pochi apparecchi costruiti, peraltro già verniciati con i colori dell'aeronautica thailandese, vennero conseguentemente requisiti ed inglobati nell'U.S.A.A.C. con la sigla di North American P-64.
Nonostante la designazione, che seguiva il metro adottato negli Stati Uniti per l'identificazione dei velivoli da caccia, il mezzo finì con l'essere impiegato unicamente per compiti di addestramento senza conoscere alcun ulteriore sviluppo.
Sotto il profilo tecnico, comunque, l'aeroplano fu molto apprezzato dai piloti, sia istruttori che allievi, grazie a caratteristiche di volo piuttosto docili e gradevoli.
Si sottolinea, in ultima analisi, che ad oggi esiste un ultimo North American P-64 originale, il quale si trova conservato in perfette condizioni di volo allo EAA Museum, di Oshkosh, Wisconsin (U.S.A.).
Dati TecniciNorth American P-64:
Propulsore:1 Wright R-1820.
Potenza: 870 hp.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:475 km/h.
Tangenza Operativa:8.400 m.
Autonomia:1.380 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 7,62 mm.
2 cannoncini da 20 mm.
Carico Utile:163 kg.
2 commenti


cockelberry
2017-05-08 22:05:57
Bell'apparecchio, un po' P40 e un po' P36, con un pizzico di Commonwealth Boomerang (di cui sospetto un'origine comune)... Avrebbe avuto un po' di problemi con gli Zero Giapponesi, ma probabilmente avrebbe potuto dire la sua come aereo tattico (due mitragliatrici e due cannoncini tutti insieme su un caccia all'inizio degli anni 40 era merce rarissima) e come cacciatore di bombardieri e ricognitori. Vedo che stai ampliando e migliorando il tuo blog, confesso che mi ero preoccupato quando ho visto una pagina anonima con questo indirizzo web. Bentornato, Aeronauta!
Aeronauta
2017-05-09 22:40:08
Carissimo Cockelberry,
mi fa piacere ritrovarti a commentare il mio umile spazzietto web!
Si ho cercato di far evolvere il blog trasformandolo in un sito internet vero e proprio: spero che l'effetto sia riuscito e che sia gradevole il nuovo vestito che ho messo!
Dato che ho fatto tutto da solo e non sono un professionista ho ancora molte cose da sistemare, ma nel complesso mi è sembrato accettabile.
Purtroppo ho dovuto trasferire il dominio presso un nuovo hosting e la cosa non si è rivelata semplicissima, tanto che per qualche giorno sono rimasto off-line (con somma gioia).
Ad ogni modo, il velivolo in questione era oggettivamente un "arrangiamento" a basso costo e pertanto va preso per quello che era: una soluzione economica per un caccia senza grandi pretese ma con capacità da "mulo"; ossia abbastanza robusto e versatile da poter ricoprire un vario numero di ruoli.
Del resto era pur sempre l'evoluzione di un velivolo da addestramento e, pertanto, aveva ereditato una certa rusticità di base che però ben si conciliava con teatri operativi non particolarmente moderni e preparati.
A presto!
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