P.Z.L. P.1 - Res Aeronautica

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Primo velivolo da caccia realizzato autonomamente dalla ditta polacca P.Z.L., il P.1 deve le sue origini alla brillante e dinamica vena creativa del progettista ingegnere Zygmunt Pulawski, il quale, anticipando di diversi anni non poche soluzioni strutturali e tecniche aeronautiche, nel 1929 diede vita ad un velivolo estremamente avanzato e raffinato.
Più precisamente, le origini del progetto risalgono alla seconda metà del 1928, quando la ditta polacca manifestò la volontà di partecipare ad un concorso ministeriale per la realizzazione di un nuovo apparecchio da proporre quale alternativa al coetaneo e concorrente P.W.S. 10.
Nonostante la poca esperienza maturata, per l'occasione venne incaricato il giovane Pulawski, al quale venne conferita una certa libertà tecnica ed affidato il delicato compito di lanciare il primo importante prodotto militare firmato P.Z.L.
Sulla scorta di tale spazio di manovra, pertanto, l'ingegnere polacco stese i disegni di un velivolo monoplano, a costruzione interamente metallica e caratterizzato per una vistosa ala a “W” rovesciata, meglio nota come “ala di gabbiamo”, la quale doveva coadiuvare in un'unica soluzione la stabilità dell'ala alta con la garanzia di una buona visibilità per il pilota.
Portato in volo per la prima volta il 25 settembre 1929, il progetto del P.1 si rivelò subito un apparecchio innovativo, sia per l'insolita conformazione alare, sia per le eccellenti caratteristiche tecniche, che lo rendevano uno dei caccia più performanti della scena internazionale.
Afflitto unicamente da marginali lacune al timone, superate nel giro di breve tempo grazie all'introduzione di superfici verticali più grandi sul secondo prototipo (P.1/II), infatti, il mezzo era senza dubbio riuscito nell'intento di unire la velocità e rapidità di un monoplano con la maneggevolezza e solidità di un “ala alta”; formula che, nonostante i numerosi tentativi portati avanti soprattutto dall'industria francese, non aveva ancora dato risultati particolarmente entusiasmanti.
Particolare attenzione progettuale venne affidata alla performance aerodinamica del mezzo, le cui linee, pur in presenza di una certa squadratura di base, risultavano comunque piacevoli e ben curate, soprattutto per quanto concerne la carenatura dell'ingombrante motore in linea Hispano-Suiza 12Lb da 600 hp di potenza.
Come si può intuire, l'apparizione del caccia polacco ebbe una certa risonanza anche in ambito internazionale, tanto che il prototipo ebbe occasione di esibirsi durante un contest che si tenne a Bucharest (Romania) nel 1930, ottenendo, pure in tale sede, giudizi molto positivi.
Alla luce delle ottime aspettative che l'aereo aveva suscitato, pertanto, alla P.Z.L. ne presero ad ipotizzare e studiare diverse altre versioni e miglioramenti, ma ragioni di budget e difficoltà economiche misero ben presto fine ad ogni speranza.
All'epoca della vicenda, infatti, il governo polacco fu chiamato ad operare una difficile scelta organizzativa, la quale veniva imposta dalla consapevolezza che l'industria nazionale non era in grado di fornire una autoctona produzione motoristica, che a sua volta determinava l'inevitabile approvvigionamento presso produttori stranieri.
Ne derivò, pertanto, che i vertici militari si ritrovarono a dover scegliere se equipaggiare i propri aeroplani con motori in linea, ovvero con motori radiali, che vennero alla fine privilegiati per la loro maggiore economicità di gestione, soprattutto per quanto concerne la manutenzione ed i consumi, nonché per l'ampia offerta che il mercato poteva garantire.
Senza più la disponibilità del motore in linea, pertanto, il caccia P.1 venne abbandonato in favore di un nuovo progetto da costruire attorno ad una unità motrice radiale, che nell'occasione fu radicata con la grande famiglia Bristol.
Per dovere di cronaca, infine, pare opportuno sottolineare che dal P.1 derivò, almeno concettualmente, il successivo P.Z.L. P.8, il quale, costruito in due soli esemplari, doveva a sua volta essere la base di partenza per i successivi caccia P.9 e P.10, rimasti tuttavia sul tavolo da disegno: con la prematura morte di Pulawski, deceduto in un incidente aereo nel marzo del 1931 ad appena 29 anni, infatti, all'atto pratico tramontò definitivamente in Polonia l'idea del caccia a motore in linea.
Dati TecniciP.Z.L. P.1:
Propulsore:1 Hispano-Suiza 12Lb.
Potenza:600 hp.
Tipologia:In Linea.
Velocità Massima:302 km/h.
Tangenza Operativa:8.000 m.
Autonomia:600 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 7,7 mm.
Carico Utile:N/A kg.


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