P.Z.L. P.23 - Res Aeronautica

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Nel lontano 1931 la ditta polacca P.Z.L. aveva portato avanti senza successo gli studi di un aereo leggero da trasporto civile in grado di ospitare fino a sei passeggeri.
Il velivolo, monoplano monomotore dal carrello fisso, venne designato P.13, ma non ebbe fortuna e ben presto fu abbandonato.
Per cercare di salvare il progetto di massima, giudicato suscettibile di un adattamento militare, si decise di modificare il programma del P.13 e di trasformarlo in aereo da assalto ed attacco al suolo.
Presentato alle autorità in risposta ad una specifica di inizio anni Trenta per un bombardiere leggero e ricognitore aereo, il nuovo velivolo ottenne il consenso dell'esercito e se ne commissionarono tre prototipi, il primo dei quali fu ultimato nel 1934.
Il nuovo aereo manteneva sostanzialmente intatte le linee generali del precedente modello di linea, di cui per ovvi motivi perdeva l'apparecchiatura civile, anche se svariate furono le modifiche, anche strutturali, che vennero adottate dai tecnici della P.Z.L. per rispondere adeguatamente alle richieste delle autorità.
Come precedentemente accennato, il primo dei tre prototipi ordinati uscì di fabbrica nel 1934 e potè avviare un iniziale ciclo di valutazione e collaudi: nonostante le aspettative, però, i risultati del mezzo risultarono deludenti e furono riscontrati molti "problemini" che sommati causavano non pochi grattacapi ai tecnici polacchi.
Per esempio venne giudicata insufficiente la visibilità del pilota e dell'equipaggio, problematica che sarà risolta nel secondo prototipo mediante lo spostamento del motore più in basso rispetto all'asse longitudinale e grazie ad una più ampia finestratura generale.
Altro importante cambiamento di progetto fu svolto nel settore del carico bellico: inizialmente, infatti, si era pensato di adibire lo spazio passeggeri del P.13 a vano bombe interno, ma problemi di vario genere portarono all'abbandono di tale soluzione in luogo di un attacco esterno per gli ordigni esplosivi, lasciando così più spazio all'equipaggio e soprattutto ai mitraglieri difensivi.
Questi ed altri accorgimenti marginali, che videro anche la riprogettazione di parti e componenti della fusoliera e soprattutto delle ali, furono tutti adottati già a partire dal secondo prototipo, con risultati decisamente migliori rispetto a quelli riscontrati in precedenza.
Superati pertanto i test ed ultimate le modifiche, il velivolo fu accettato dalla Lotnictwo Wojskowe (l'aeronautica militare polacca) e venne ufficialmente denominato P.23A Karas, mentre alla P.Z.L. fu commissionato un primo ordinativo di 200 esemplari, i quali uscirono dalle fabbriche già a partire dal1935.
Una volta ai reparti, però, emersero nuovi seri problemi tecnici: soprattutto il motore soffriva la scarsità potenza e si rivelò spesso inaffidabile.
Per superare queste ulteriori difficoltà, la P.Z.L. propose una nuova variante del velivolo, denominata successivamente P.23B, che adottava un più potente motore, un Birstol Pegasus VIII costruito su licenza.
Dato che del P.23A erano stati realizzati soltanto 40 esemplari, adibiti poi a compiti di addestramento, si decise di deviare il resto dei 200 aerei commissionati alla versione P.23B, che verranno consegnati entro il febbraio del 1937, ai quali sarà aggiunto un ulteriore ordinativo di 50 aerei.
Mentre gli studi e sviluppi del P.23 procedevano, nel 1937 si provò la via del bombardamento in picchiata ed a tal fine un velivolo fu modificato in via sperimentale: si trattava del nuovo P.42, il quale servirà al successivo P.46, di cui verrà trattato in apposito post, che avrebbe dovuto essere il naturale successore del Karas, ma che rimase allo stadio di prototipo.
Nel 1936, inoltre, la Bulgaria manifestò il proprio interesse nei confronti del mezzo e firmò un contratto di fornitura per 12 P.23, modificati, però, nel motore e nell'armamento.
Il nuovo apparecchio destinato all'esportazione fu ridenominato P.43 e con le insegne bulgare verrà utilizzato solamente in azioni antiguerriglia durante le ostilità (il velivolo verrà trattato in apposito post).
Sebbene risultasse superato ed obsoleto allo scoppio della seconda guerra mondiale, il P.23 conobbe una carriera molto intensa e piuttosto lunga: utilizzato senza sosta durante la fulminea campagna di Polonia del 1939, l'apparecchio fu impiegato in disperate missioni e con buoni risultati contro le colonne motorizzate tedesche, ma la mancanza di una solida superiorità aerea provocò un numero di perdite drammaticamente alto.
Con l'avanzata nemica ormai dilagante e con l'invasione sovietica ad Est, la situazione Polacca era di fatto segnata: per evitare di finire in mano ai tedeschi o ai russi, una trentina di P.23, sia in versione operativa sia in versione da addestramento, ed anche qualche P.43, riparò in Romania, dove finì inquadrata nell'aeronautica militare nazionale con compiti di ricognizione ed attacco aereo.
Dati TecniciP.Z.L. P.23B:
Propulsore:1 Bristol Pegasus VIII.
Potenza:680 hp.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:320 km/h.
Tangenza Operativa:7.300 m.
Autonomia:1.260 km.
Armamento:1 mitragliatrice da 7,7 mm.
1 mitragliatrice difensiva dorsale da 7,7 mm.
1 mitragliatrice difensiva ventrale da 7,7 mm.
Carico Utile:700 kg.


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