P.Z.L. P.50 - Res Aeronautica

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La storia del P.Z.L. P.50 risale al 1936, quando il governo polacco decise che era giunto il momento di rinnovare interamente la linea operativa da caccia ed intercettazione.
A quel periodo, infatti, le unità della Lotnictwo Wojskowe, l'aeronautica militare polacca, erano equipaggiate con materiale ormai superato e venne fortemente sentita la necessità di velivoli moderni e comptetitivi.
In tale ottica, alla P.Z.L. fu affidato il compito di portare avanti in parallelo due distinti progetti, ovvero quello di un caccia pesante bimotore biposto e quello di un intercettore monomotore "leggero".
Facendo solo un breve accenno al destino della specifica per il bimotore, i tecnici della P.Z.L. realizzarono un interessante apparecchio denominato P.38 Wilk (Lupo), che rimase però vittima dei suoi stessi propulsori, ad ogni modo del velivolo si tratterà in apposito post.
Nonostante la diversità delle richieste di partenza, il fallimento del progetto del P.38 ebbe forti ripercussioni anche su quello del caccia monoplano, al quale fu aggiunta la richiesta di svolgere missioni di attacco al suolo e scorta a lungo raggio.
Anche se gravato da numerosi compiti, il progetto di sviluppo procedette in fase preliminare a ritmo sostenuto, tanto che già entro la fine del 1937 i disegni di base venivano presentati alle autorità.
L'aeroplano che ne scaturì fu un interessante aereo dalle linee concettualmente simili a quelle dello statunitense Seversky P.35, che ricevette la denominazione di P.Z.L. P.50 Jastrzab (Falco).
Il velivolo si proponeva come una macchina moderna e caratterizzata da soluzioni all'avanguardia ed al passo coi tempi, come il carrello anteriore retrattile, progettato dall'inglese Dowty, il tettuccio chiuso e radio di bordo.
Più problematica si rivelerà la scelta del propulsore da installare, tanto che se ne ipotizzò l'installazione di due distinti motori per due varianti produttive differenti.
Dato il serio deteriorarsi della situazione politica internazionale, il governo siglò a scatola chiusa, il primo prototipo doveva ancora essere ultimato, un contratto di massima segretezza con la P.Z.L. per la realizzazione di 300 esemplari del P.50 in due trance, i primi 150 forniti del motore Mercury VIII ed i rimanenti 150 con il Gnome-Rhone 14Kirs.
Stando alle previsioni, il prototipo dello Jastrab avrebbe dovuto essere consegnato già nel settembre 1938, ma una serie di ritardi dovuti a varie cause, in particolare per quanto riguarda la fornitura di materiale straniero, ne fece slittare le tempistiche fino al febbraio 1939.
Nonostante le grandi aspettative che circondavano il caccia, gli esiti dei primi collaudi del P.50 risultarono parecchio deludenti: il motore di origine britannica, infatti, si rivelò troppo poco potente e l'aeroplano risultò conseguentemente sottopotenziato e capace di performance complessivamente modeste, vivendo problemi che presumibilmente avrebbero inciso anche sul modello spinto dal propulsore francese.
Nel tentativo di migliorarne le prestazioni, pertanto, i tecnici polacchi procedettero alla sostituzione del motore con un Bristol Mercury VIII importato già pronto direttamente dall'Inghilterra.
A quanto riportano le fonti, che peraltro non forniscono informazioni particolarmente chiare e dettagliate, con le modifiche introdotte, il P.50/I, la sigla indica il primo prototipo, conobbe un leggero ma non decisivo miglioramento delle prestazioni e se ne dovette per forza di cose prospettare un accoppiamento ad un propulsore più potente.
A questo punto della vicenda, le sorti dell'aeroplano subiscono un brusco cambiamento: mentre si stavano pianificando accordi con la Bristol per la licenza dell'Hercules, un radiale da 1.375 hp, e con la Pratt & Whitney per l'acquisto immediato di svariati Twin Wasp, l'iniziale commessa di 300 apparecchi venne drasticamente tagliata e ridotta a soltanto 30 aeroplani.
Nonostante l'apparente calo d'interesse da parte delle autorità, il progetto sul caccia proseguì nella sua strada e si arrivò ad ipotizzarne e prospettarne anche una variante spinta da un motore in linea, dando vita all'oscuro P.56 Kania (Aquilone), di cui pare fosse in fase di ultimazione un modello, rimasto incompleto, al momento dello scoppio della seconda guerra mondiale.
Tale apparecchio, che venne configurato in due versioni, doveva sfruttare la potenza di un Hispano-Suiza 12Y o 12Z, ma la capitolazione della Polonia ne impedì ogni sviluppo.
Tornando al P.50, sul quale grava una nutrita serie di sigle e denominazioni a seconda del tipo di propulsore previsto, nell'agosto 1939 se ne intraprese un'iniziale produzione di preserie, ma al momento dell'attacco tedesco solamente il primo prototipo, sprovvisto peraltro dell'armamento, era in condizioni di volo: al fine di evitarne la cattura se ne tentò un salvataggio mediante volo di fuga in Romania, ma durante la missione il velivolo fu vittima di un incidente, che alcune autorevoli fonti attriburebbero ad un errore della stessa contraerea polacca, e dovette essere abbandonato.
Poco si conosce, infie, dell'altro materiale che la P.Z.L. era riuscita a costruire in relazione al programma dello Jastrzab prima della fine: le fonti parlano di varie componenti ultimate ed anche di un secondo prototipo quasi completo, che sarebbe stato catturato dalla Luftwaffe e successivamente demolito.
Dati TecniciP.Z.L. P.50/I:
Propulsore:1 Bristol Mercury VIII.
Potenza:840 hp.
Tipologia: Radiale.
Velocità Massima:450 km/h.
Tangenza Operativa:7.500 m.
Autonomia:750 km.
Armamento:4 mitragliatrici da 7,92 mm.
Carico Utile:100 kg.


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