P.Z.L. P.6 - Res Aeronautica

Vai ai contenuti
L'affascinante storia del P.Z.L. P.6 risale ai tardi anni Venti, quando il governo polacco decise che i futuri aerei da caccia avrebbero dovuto essere equipaggiati tassativamente con motori di tipo radiale.
Sull'onda di tale provvedimento, il giovane e brillante ingegnere Zygmunt Pulawski riprese il proprio progetto del P.Z.L. P.1, un velivolo da combattimento dotato di motore in linea ma rimasto allo stadio di prototipo, e da questo trasse l'ispirazione per realizzare un nuovo caccia spinto dalla tipologia di propulsori che il minstero aveva dettato.
Denominato P.6, il nuovo apparecchio si presentava come un interessante monoplano a tettuccio aperto, carrello fisso e caratterizzato dalla peculiare ala alta a "Gabbiano", caratteristicha che diventerà un vero e proprio marchio di fabbrica dei caccia firmati P.Z.L. fino alla seconda guerra mondiale.
Spinto da un radiale Bristol Jupiter VI costruito su licenza, il velivolo venne ordinato in due prototipi, il primo dei quali verrà portato in volo per il relativo battesimo dell'aria nel 1930.
Dopo gli iniziali test di collaudo, l'aeroplano fu presentato al salone aereo di Le Bourget (Parigi) del 1931: pilotato dall'esperto Boleslaw Orlinski, il P.6 mostrò eccezzionali doti complessive, tanto da suscitare un unanime apprezzamento da parte dell'intera stampa specializzata internazionale, che lo defintì come "miglia più in avanti rispetto a qualunque realizzazione aerea del continente".
Il successo del salone parigino, inoltre, fu di li a poco rimarcato in occasione della presentazione dell'apparecchio negli Stati Uniti durante la tradizionale competizione aerea di Cleveland (Ohio): anche qui gli esiti delle manifestazioni acrobatiche del caccia impressionarono notevolmente gli esperti, riuscendo pertanto a ritagliarsi grande fama e notoritetà.
Naturalmente non passò molto tempo prima che arrivassero i primi contatti per l'acquisto del mezzo: Estonia, Grecia, Svizzera e Jugoslavia richiesero il caccia già entro la fine del 1930; mentre l'anno seguente si unirono alla lista degli acquirenti anche il Portogallo e la Romania, cui era stato presentato il secondo prototipo, il P.6/II.
Particolarmente interessante è notare come svariate ed importanti case costruttrici di propulsori si siano prodigate nel proporre alla PZL assistenza tecnica e materiale per l'innovativo caccia: Rolls-Royce, Fiat, Hispano-Suiza, Lorraine e Gnome-Rhone, ad esempio, arrivarono ad offrire gratuitamente motori da installare sull'apparecchio.
Nonostante il folgorante esordio sulla scena internazionale, però, il P.Z.L. P.6 andò incontro ad un inglorioso destino: ammirato da tutti e richiesto da tanti, infatti, il caccia rimase allo stadio di prototipo, in quanto le autorità polacche gli preferirono il parallelo P.Z.L. P.7, di cui si parlerà in apposito post, e gli ordinativi stranieri vennero gradualmente convertiti in favore della fornitura di aerei più moderni, tanto che ci risulta che nemmeno una consegna del P.6 sia stata eseguita.
La sorte del brillante ed apprezzato P.6, infine, ebbe termine con la perdita del primo prototpo, avvenuta nel 1931 a causa della rottura dell'elica a bassa quota; mentre ignote sono all'autore le vicende del secondo modello realizzato.
Dati TecniciP.Z.L. P.6:
Propulsore:1 Bristol Jupiter VI.
Potenza:480 hp.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:292 km/h.
Tangenza Operativa:8.000 m.
Autonomia:600 km.
Armamento: 2 mitragliatrici da 7,7 mm.
Carico Utile:N/A kg.


Nessun commento
Torna ai contenuti | Torna al menu