Petlyakov Pe-2 - Res Aeronautica

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La storia del Pletyakov Pe-2 risale al 1938, quando il team di progettisti guidato dal giovane  Vladimir M. Petlyakov, da poco resosi autonomo dal Bureau di Tupolev, intraprese i progetti per la realizzazione di un ambizioso caccia bimotore d'alta quota, progetto cui venne attribuita la desigazione di VI-100 ma che rimase allo stadio di progetto.
Senza addentrarci troppo sugli sviluppi del velivolo, se sarà possibile se ne parlerà in apposito post, basti qui ricordare che nel giro di breve tempo le autorità militari sovietiche cambiarono in corsa le caratteristiche della specifica originaria del programma e ne ordinarono la trasformazione in bombardiere d'alta quota, per il cui ruolo le si diede la designazione di PB-100.
Fu praticamente da questo adattamento che nacque il Pe-2: nel corso del 1939, infatti, il prototipo del PB-100 venne portato in volo per le prime prove, ma i risultati dei collaudi dell'armamento di caduta si rivelarono parecchio deludenti e pertanto ne fu richiesta un'ulteriore modifica in bombardiere in picchiata, ruolo messosi in luce grazie anche alle notizie che circolavano in Europa sulla micidiale efficienza degli Stuka tedeschi.
L'apparecchio fu pertanto sottoposto ad estese modifiche, che videro la sostituzione dell'ala con una di minori dimensioni e più robusta, la rimozione della cabina pressurizzata precedentemente adottata e l'installazione di freni alari.
Grazie alle pesanti trasformazioni subite, l'aeroplano venne presentato alle autorità, che lo accettarono e ne ordinarono già entro la fine del 1940 la produzione sotto la sigla di Pe-2.
Nonostante la complessità meccanica del velivolo, sul bimotore erano stati montati ben 18 servocomandi elettrici, un dato considerevole per l'industria aeronautica sovietica dell'epoca, la produzione prese fin da subito un ritmo piuttosto elevato ed entro la metà del 1941 più di 450 esemplari erano già stati consegnati ai reparti della V.V.S.
Fin da subito, inoltre, si iniziò a studiarne possibili evoluzioni e sviluppi, i quali diedero  vita ad una nutrita serie di varianti, alle volte frutto di adattamenti di fortuna, che resero il velivolo un preziosissimo tuttofare: partendo dal bombardamento in picchiata, infatti, venne creata una variante da caccia puro, denominata Pe-3, dalle ottime qualità ed utilizzabile anche come ricognitore e assalto.
Seguendo in buona sostanza l'evolversi delle armi tedesche, il Pe-2 venne continuamente aggiornato e rimase in produzione fino alla fine della guerra, mantenendo sempre alte priorità produttive ed arrivando a totalizzare più di 11.000 esemplari costruiti.
A chiusura del percorso evolutivo della macchina, inoltre, venne studiata e realizzata nel 1944 una nuova variante destinata all'originario ruolo di caccia d'alta quota, versione che prese il nome di Pe-21 ma che rimase allo stadio di prototipo.
Da un punto di vista operativo, il Peshka, così era stato battezzato il bimotore dagli equipaggi in onore ad un eroe delle favole russe (Il piccolo ammazzagiganti), si dimostrò una macchina eccellente sotto tutti i punti di vista e costituì, assieme allo Il-2, la punta di diamante del bombardamento tattico sovietico praticamente per tutta la durata del conflitto, anche se verso la fine della guerra iniziò gradualmente a cedere il passo al più moderno Tupolev Tu-2.
Forte di un alto numero di successi bellici, il bombardiere conobbe un'importante carriera anche dopo le ostilità: relegato in Unione Sovietica a compiti secondari e sperimentali, il Pe-2 venne adottato in grandi quantità sotto le insegne dei paesi di praticamente tutta l'Europa dell'Est, servendo in ruoli di prima linea per parecchio tempo, tanto da ricevere la denominazione di "Buck" in codice NATO.
Da notare, in ultima analisi, come il velivolo abbia anche vito i combattimenti nei ranghi dell'aronautica finlandese, la quale nel 1941 acquistò dalla Luftwaffe 6 esemplari di preda bellica, cui se ne aggiunsero nel corso degli aventi altri tre apparecchi catturati, impieganodli fino al 1946.
Il Petlyakov Pe-2, infine, fu anche protagonista della morte del suo stesso progettista, dato che, alle fine del 1942, il bimotore sul quale stava volando precipitò costandogli la vita.
Dati TecniciPetlyakov Pe-2FT:
Propulsore:2 Klimov VK-105PF.
Potenza:1.260 hp ciascuno.
Tipologia:In Linea.
Velocità Massima:580 km/h.
Tangenza Operativa:8.800 m.
Autonomia:1.315 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 7,62 mm.
1 mitragliatrice difensiva dorsale da 7,62 mm.
1 mitragliatrice difensiva ventrale da 7,62 mm.
1 mitragliatrice difensiva laterale da 7,62 mm.
Carico Utile:1.600 kg.


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