Polikarpov I-180 - Res Aeronautica

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Nel 1938 il ministero per l'aviazione sovietico, sulla base di quanto stava succedendo in Spagna, decise di avviare un programma per l'ammodernamento dei caccia di prima linea in dotazione alla V.V.S.
Tale progetto, cui doveva subentrare un ulteriore sviluppo contraddistinto da velivoli completamente nuovi, si propose di realizzare due famiglie di intercettori derivate di fatto da apparecchi già in servizio: una, la prima in ordine di importanza attribuita, era costituita da biplani e fu denominata I-190; la seconda basata invece su monoplani ricevette la sigla di I-180.
Concentrandoci sulle vicende del nuovo caccia I-180, le autorità affidarono a Polikarpov il compito di progettare una versione migliorata dell'I-16, la quale doveva essere motorizzata da un radiale M-87A di nuova progettazione e da 950 hp di potenza.
In breve tempo, però, ci si accorse della scarsa potenza del propulsore e la scelta ricadde sull'M-88 Tumanskiy da 960 hp, ma che all'epoca era ancora in fase di sviluppo.
Pur potenso usufruire di una notevole esperienza nel settore, il team di ricerca di Polikarpov realizzò verso la fine del '38 un prototipo non particolarmente entusiasmate che accoppiava molto semplicemente una cellula base del caccia I-16 con il nuovo motore indicato, operazione che richiese un sensibile allungamento della sezione anteriore della fusoliera.
Portato in volo nel dicembre 1938, l'apparecchio, di cui Polikarpov non aveva però dato il consenso per il collaudo, finì distrutto già durante il primo atterraggio a seguito di un improvviso arresto del motore a quota molto bassa: sebbene ai comandi vi fosse il noto Valeriy P. Chkalov, uno dei più famosi ed esperti piloti sovietici dell'epoca, il velivolo andò ad impattare contro alcune strutture dell'aeroporto provocando la morte del pilota.
Dato il tragico episodio, che portò all'arresto dell'intero vertice dell'OKB, escluso l'incolpevole Polikarpov, il progetto venne estesamente rivisto e si procedette ad ampliare la superfice alare e migliorare l'impiantistica complessiva del motore.
Nonostante gli accorgimenti, anche il secondo prototipo ebbe sfortunata sorte: durante un collaudo in alta quota nell'aprile del'39, l'I-180-2 fu vittima di un cedimento all'impianto idraulico dell'abitacolo che accecò il pilota e portò il velivolo a schiantarsi al suolo, provocando anche in questo caso la morte del collaudatore.
Pur essendo scoraggiati per la perdita del secondo prototipo, il team tecnico di Polikarpov costruì un terzo esemplare del caccia, questa volta introducendo estese modifiche a gran parte della macchina: dal motore alla coda, infatti, l'apparecchio fu rivisto in ogni particolare e fu soggetto a visibili cambiamenti.
In primo luogo il propulsore venne sostituito con un altro impianto della stessa famiglia ma di maggiore potenza, un M-88R per l'esattezza; in secondo luogo il carrello fu spostato all'indietro ed allungato nei suoi componenti principali, mentre il tettuccio aperto lasciava spazio ad uno interamente chiuso.
Altri interventi coinvolsero i piani di coda, che vennero ingranditi, e l'impiando di raffreddamento.
Così modificato, il velivolo fu presentato ufficialmente alle autorità nel 1940 e, a discapito dell'aumento di peso registratosi, le prestazioni che il modello mise in mostra risultarono complessivamente buone, tanto che, nonostante il travagliato iter progettuale, i vertici della V.V.S. ne impostarono una iniziale linea produttiva presso gli stabilimenti di Gor'kiy.
La consegna, però, procedette a ritmi molto lenti, anche perchè era ancora in corso la fabbricazione di massa dell'I-16, ed alla fine del 1940 solamente dieci esemplari erano stati ultimati, i quali vennero peraltro utilizzati solamente a scopi valutativi e di collaudo.
Nel giro di poco tempo, però, il ministero decise di far costruire agli impianti industriali sopraindicati altri modelli e si decise che per lo sfortunato caccia I-180 non c'era più posto: abbandonato anche dallo stesso Polikarpov, che ora si dedicava allo sviluppo del nuovo aereo I-185, ogni lavoro sul velivolo fu terminato e non si procedette ad ulteriori sviluppi.  
Dati TecniciPolikarpov I-180:
Propulsore:1 Tumansky M-88R.
Potenza:1.100 hp.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:585 km/h.
Tangenza Operativa:11.000 m.
Autonomia:900 kg.
Armamento:2 mitragliatrici da 7,62 mm.
2 mitragliatrici da 12,7 mm.
Carico Utile:200 kg.


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