Reggiane Re 2005 - Res Aeronautica

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Reggiane Re 2005

Considerato da molti come uno degli aerei da caccia più belli mai realizzati, il Reggiane Re 2005, denominato anche come "Caproni-Reggiane Re 2005", fu il terzo esponente in ordine cronologico della famosa "Serie 5", ovvero quella triade di caccia realizzata nel 1942 in cui rientravano anche il Macchi Mc 205 ed il Fiat G.55.
Analogamente a quanto accadde per gli altri due esponenti, il Reggiane Re 2005 venne progettato in risposta ad una specifica ministeriale con la quale la Regia Aeronautica richiedeva la realizzazione di un nuovo aereo da costruire attorno al motore Daimler-Benz DB 605, del quale si doveva intraprendere la costruzione su licenza.
Forti della positiva esperienza ottenuta con il Reggiane Re 2001 Falco II, i progettisti della casa costruttrice emiliana, guidati dal noto Ing. Roberto Longhi, ripresero in buona sostanza l'impostazione di massima del precedente modello, pur realizzando un progetto completamente nuovo e diverso, e disegnarono un caccia dalle forme elegantissime e molto pulite.
Stando alle fonti, il nuovo velivolo, il cui progetto di massima risale al dicembre del 1941 sotto la cura di G. Maraschini, venne realizzato in un arco di tempo notevolmente ridotto, tanto che già nel novembre '41 il velivolo risultava ormai configurato in tutti i dettagli e che ai primi del 1942 il prototpo era in fase di lavorazione.
Problematiche sorsero però in relazione all'approvigionamento dell'unità motrice: il Daimler-Benz che la ditta aveva ordinato direttamente dalla Germania, infatti, rimase nascosto per alcuni mesi in uno scalo ferroviario minore a causa, si è detto, di un errore nell'individuazione del destinatario, che, a quanto risulta, venne erroneamente rinvenuto nella società Caproni e a questa consegnato.
Non mancano, a dire il vero, sostenitori che avallano la tesi del sabotaggio ai danni della casa emiliana, ma sempre di ipotesi si tratta.
Superato l'iniziale rallentamento e recuperato il motore, il Reggiane Re 2005, battezzato Sagittario, potè finalmente volare per la prima volta nell'aprile 1942: ai comandi del collaudatore Tullio de Prato, l'apparecchio dimostrò di possedere ottime doti complessive, con particolari entusiasmi in relazione alle elevate velocità registrate ed all'eccellente maneggevolezza sperimentata.
Unica pecca fu riscontrata nel carrello, che già durante il primo volo fu vittima di un malfunzionamento e che bloccò di fatto l'attività di collaudo per qualche tempo.
Nonostante l'inconveniente, nell'estate del '42 l'aeroplano fu inviato a Guidonia per sottoporlo all'occhio tecnico dei militari: messo duramente alla prova, il mezzo confermò le ottime doti già manifestate presso la ditta, anche se fu lamentata una certa debolezza del carrello e venne riscontrato un fenomeno di forte scuotimento della struttura durante le prove di picchiata, circostanza che spinse i tecnici a richiedere un generale irrobustimento.
Dopo qualche intervento tecnico, peraltro mai del tutto risolutore, dei tecnici delle Reggiane, il caccia fu richiesto dalla Regia Aeronautica in una piccola produzione di di 16 esemplari, detti della serie "0", cui se ne aggiunsero presto altri 18 e successivamente venne firmato un più concreto ordine di circa 750 unità, numero peraltro ritenuto irrisorio dalla società emiliana, che ne fece fonte di forti rimostranze.
A dire la verità, però, il ministero per l'aviazione italiano, pur riconoscendo al velivolo innate caratteristiche e potenzialità, non guardava con troppa fiducia le officine Reggiane, le cui passate carenze organizzative avevano creato una sorta di bassa reputazione sotto il profilo della capacità produttiva.
Tale atteggiamento prevenuto nei confronti della casa costruttrice venne però superato dalla consapevolezza che il Reggiane Re 2005 era l'unico apparecchio strutturalmente idoneo ad essere adattato al ruolo di aerosilurante e bombardiere veloce, sulla scorta in pratica di quanto era successo con il Reggiane Re 2001.
Grazie a tali considerazioni, pertanto, il velivolo rimase formalmente in gara con il G.55 e l'Mc 205, anche se in realtà venne messo da parte in favore dei due concorrenti, dei quali al contrario si intrapresero produzioni su più vasta scala.
Potendo contare su numeri estremamente ridotti, pertanto, la carriera del Sagittario non risultò particolarmente incisiva: impiegato essenzialmente in difesa dell'Italia meridionale, inizialmente nella zona di  Napoli e successivamente in Sicilia, il Reggiane Re 2005 vide un impiego molto limitato, anche in ragione del fatto che i già pochi esemplari disponibili vennero logorati nel giro di breve tempo dai pesanti bombardamenti e da svariati incidenti tecnici di lieve entità.
Con lo sbarco alleato in Sicilia e la sconfitta delle forze dell'Asse sull'isola, i pochi Sagittario rimasti operativi, le fonti parlano addirittura di soli 2 esemplari sopravvissuti, furono ridislocati in Calabria, dove sembra abbiano operato per qualche tempo prima di essere distrutti durante un bombardamento.
Mentre si spegneva la prima esperienza operativa dell'Re 2005, all'aeroporto di Napoli-Capodichino giunsero nell'estate del 1943 altri dieci esemplari, i quali operarono intensamente nel tentativo di ostacolare le pesanti incursioni aeree alleate sulla Campania.
Sfortunatamente, le notizie su tali vicende belliche sono alquanto vaghe e generiche: sembrerebbe, comunque, che i risultati ottenuti in battaglia da parte del velivolo siano stati molto soddisfacenti e positivi, almeno se confrontati al numero sempre ridottissimo di apparecchi operativi.
Non ci è dato sapere con certezza l'ammontare degli abbattimenti, ma sembra che qualche B-24 sia finito al suolo o gravemente danneggiato a causa del pesante volume di fuoco a disposizione del Sagittario.
Con l'arrivo dell'armistizio del '43, comunque, la carriera dell'aeroplano venne quasi definitivamente interrotta: parte degli apparecchi, almeno quelli ancora presenti nel sud Italia, fu infatti distrutta volontariamente al suolo per impedirne la cattura da parte tedesca; altri tre esemplari, invece, furono inquadrati in reparti di addestramento dell'Aviazione Nazionale Repubblicana.
Parallelamente alcuni caccia furono confiscati dalla Luftwaffe, sicuramente i primi due prototipi, e sembra che la stessa produzione sia andata avanti per qualche tempo sotto la supervisione tedesca: del destino di tali aerei, però, non si conosce quasi nulla: nelle fonti si parla di un possibile utilizzo del Sagittario nella difesa di Berlino o delle raffinerie di Ploiesti in Romania.
Sfortunatamente, dei pochi Reggiane Re 2005 realizzati (in tutto 32 esemplari ufficiali) non rimane praticamente nulla: soltanto il troncone di una fusoliera è sopravvissuto fino ai giorni nostri ed è attualmente esposto al museo aeronautico "Caproni" di Trento.
Da ricordare, inoltre, come il governo svedese si fosse interessato nel 1942 all'acquisto del Sagittario, almeno della sua cellula in quanto il motore era già in produzione su licenza nello stato scandinavo.
A quanto risulta, dopo lunghe trattative, nel 1943 l'operazione venne autorizzata da parte del ministero, ma non si concretizzò mai.
Da segnalare, infine, che dal progetto del Reggiane Re 2005 venne realizzato anche il Reggiane Re 2006, ma di tale caccia si parlerà in apposito post.
Dati TecniciReggiane Re 2005:
Propulsore:1 Fiat RA-1050 RC.58.
Potenza:1.475 hp.
Tipologia:In Linea.
Velocità Massima:628 km/h.
Tagnenza Operativa:11.500 m.
Autonomia:1.250 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 12,7 mm.
3 cannoncini da 20 mm.
Carico Utile:650 kg.


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