Savoia Marchetti SM 86 - Res Aeronautica

Vai ai contenuti

Menu principale:

Savoia Marchetti SM 86

Il Savoia Marchetti SM 86 fu un bombardiere a tuffo progettato in parallelo con il pariclasse SM 85, ma di questo doveva, in linea teorica, essere il successore.
Il velivolo manteneva in buona sostanza la configurazione di quello precedente, come la formula bimotore e linee abbastanza lunghe e slanciate, ma introduceva allo stesso tempo molti elementi di novità.
In primo luogo il disegno della fusoliera assumeva ora una forma molto più arrotondata di quella del precedente apparecchio, caratterizzata, al contrario, da un'impostazione molto spigolosa; l'intero abitacolo e relativo tettuccio assorbiva un estesa opera di affinamento aerodinamico, col risultato di ottenere una sezione anteriore decisamente più performante; mentre i piani di coda ed aerofreni venivano completamente riprogettati.
Nonostante tutte queste modifiche, alcune delle quali di particolare rilievo ed importanza, fu il lavoro svolto sulle unità motrici, anche in questo caso due, a suscitare particolari interessi ed a caratterizzare maggiormente l'aeroplano.
Per tale velivolo, infatti, si decise di rimpiazzare i radiali Piaggio dell'SM 85 con due motori in linea Walter Sagitta, idealmente capaci di mantenere un buon rapporto peso / potenza.
Sulla scia delle premesse, venne intrapresa nel '39 la costruzione di un primo prototipo, portato in volo il 5 aprile 1939 ad opera del Maresciallo Elio Scarpini e con risultati più che incoraggianti, tanto che il ministero decise di trasferire una parte delle commesse dell'SM 85 direttamente sul nuovo modello (12 esemplari).
La fase di collaudo, ancora in una sitauzione di messa a punto allo scoppio della seconda guerra mondiale, ad agosto si trasferì al centro sperimentale di Guidonia per la valutazione dell'apparecchio con il necessario allestimento militare.
Nel settembre 1940 il bimotore venne successivamente riconsegnato alla casa costruttrice, dove si ritenne di dover attuare una valutazione operativa delle sue capacità belliche direttamente al fronte.
Poco tempo dopo, pertanto, il bimotore venne trasferito a Comiso, da dove decollò per prendere parte, assieme ad alcuni Ju 87B "Picchiatelli" della Regia, ad una missione di bombardamento sull'isola di Malta, senza peraltro riscontrare particolare successo.
Dopo l'episodio, il prototipo dell'SM 86, MM 397, fu trasferito a Lecce per partecipare, nel novebre 1940, all'attacco alla Grecia. Anche in questa occasione, però, i risultati non furono particolarmente esaltanti ed il mezzo, sempre pilotato da Scarpini, finì parcheggiato in hangar: il suo pilota, infatti, proseguì la carriera militare a bordo del Ju 87B, sul quale incontrò la morte a seguito di un attacco su Comiso, dove fu bersagliato e colpito dalla contraerea ellenica.
Privata del collaudatore, la macchina rimase ferma in stato di abbandono fino al 1941, quando il comando della Regia Aeronautica ne ordinò la demolizione: l'interesse militare si era ormai definitivamente spostato su altri apparecchi, tanto che l'iniziale commessa per 97 unità venne cancellata prima ancora che si potessero intraprendere le iniziali operazioni di produzione.
Durante le fasi di messa a punto e collaudo del prototipo, infine, la Savoia Marchetti realizzò un altro modello dell'aereo, l'MM 398 sul quale vennero in un secondo momento sostituiti i motori con due Isotta Fraschini Gamma, sempre configurati a clindri in linea ma con potenze leggermente inferiori e che richiesero delle differenti cofanature.
Della sorte dell'apparecchio sfortunatamente non si hanno notizie, ma è presumibile che sia stato demolito nel corso degli eventi.
Il profilo qui proposto è frutto della fantasia dell'autore ed il trittico è tratto dalla rivista "Aerofan n° 1/83".
Dati TecniciSavoi Marchetti SM 86:
Propulsore:2 Walter Sagitta ICSR.
Potenza:600 hp.
Tipologia:In Linea.
Velocità Massima:412 km/h.
Tangenza Operativa:7.000 m.
Autonomia:980 km.
Armento:2 mitragliatrici da 12,7 mm.
Carico Utile:800 kg.


Nessun commento
Torna ai contenuti | Torna al menu