Short S.25 Sunderland - Res Aeronautica

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Short S.25 Sunderland

La storia dello Short Sunderland risale al lontano 1933, quando la R.A.F. richiese, nella specifica R.2/33, la realizzazione di un idrovolante da pattugliamento marittimo capace di fornire prestazioni simili a quelle dello Short Sarafand, un grosso esamotore di cui l'aeronautica militare britannica aveva ricevuto un esemplare.
Ampio spazio venne lasciato all'inventiva dei progettisti, i quali ebbero l'unico vincolo di disegnare un apparecchio spinto da quattro motori, ma alla Short si decise comunque di non praticare rivoluzioni, preferendo al contrario prendere parecchio spunto dall'ottima configurazione di base degli idro civili classe "Empire".
Nel 1934 prese così il via il progetto dell'S.25, ovvero un grosso "Flying Boat" interamente metallico con un unico scafo centrale unito direttamente alla fusoliera, cui si aggiungevano due stabilizzatori galleggianti più piccoli agganciati sotto le semiali, che faceva ricorso a quattro radiali Bristol Pegasus da XXII da 1.024 hp ciascuno.
Nel 1935 venne commissionato un prototipo, cui si affiancò anche il concorrente Saunders Roe A.33, che finì gravemente danneggiato prima ancora dell'avvio dei collaudi e fu ritirato dalla competizione, ma i lavori di costruzione si dilatarono fino all'ottobre 1937, quando il modello ricevette finalmente il battesimo dell'aria, anche se in luogo dei previsti Bristol Pegasus XXII, ancora non messi a punto, vennero installati quattro Bristol Pegasus X.
Dopo una settimana di collaudi, per un totale di circa 8 ore di volo, il velivolo venne riportato in fabbrica per ricevere svariate modifiche, fra cui l'installazione dei Pegasus XXII ed un'ala leggeremente a freccia all'indietro, al fine di migliorare alcuni aspetti di centraggio, e si dovette aspettare fino al 7 marzo 1938 per assistere ad una ripresa dei lavori di collaudo e dei test.
Grazie all'ottimo esito delle prove, il prototipo venne messo direttamente in produzione senza ulteriori modifiche come Short Sunderland Mk I, il cui secondo esemplare di serie venne spedito in un lungo viaggio verso l'India ed il Sud-Est Asiatico per verifiche di resistenza agli impegnativi climi tropicali, durante le quali prove il mezzo dimostrò di possedere doti complessive davvero eccellenti.
Col conforto di buone prestazioni complessive, venne avviata un'iniziale produzione di una novantina di aerei della prima versione, la quale fu presto sostituita dalla Mk II, variante dove si montò un più pesante armamento difensivo e dove furono installati i più potenti motori Bristol Pegasus XVIII.
Nonostante le migliorie apportate dalla nuova versione, fu con la variante Mk.III, uscita di fabbrica nell'aprile 1942, che il Sunderland raggiunse l'apice produttivo, con ben 456 apparecchi realizzati fino al termine delle ostilità, e conobbe il suo periodo di massimo splendore bellico.
Estremamente temuto dai tedeschi, lo Short Sundderland si era rivelato un'eccellente macchina da guerra, che, grazie al sofisticato impianto radar di bordo, riusciva con precisione ed efficienza a dare la caccia ai temibili U-Boat lungo praticamente tutto l'Atlantico.
Nonostante il prezioso contrubito dato alla Royal Air Force, nel tardo 1942 il velivolo fu sottoposto ad ulteriori modifiche ed aggiornamenti: con il graduale ma continuo aumento dei pesi, infatti, ci si era resi conto che l'apparato propulsivo non era più capace di sostenere gli sforzi dell'impiego bellico e si procedette all'introduzione di impianti più potenti, ovvero i Bristol Hercules degli Stirling.
La nuova variante, denominata Mk IV, non ottenne peraltro grandi risultati, in quanto l'aereo iniziò a difettare di stabilità e controllo in determinate situazioni, e non venne costruita in grandi numeri.
Più fortunata fu invece la Mk V, l'ultima variante produttiva del Sunderland: spinto da quattro Pratt & Whitney Twin Wasp da 1.217 hp ciascuno, l'idrovolante conobbe un sensibile aumento delle prestazioni, soprattutto in termini di velocità e rimase in servizio con la R.A.F. fino al 1954, prendendo parte persino alle operazioni militari in Corea ed al famoso ponte aereo di Berlino degli anni della Guerra Fredda.
E' da notare, inoltre, come il quadrimotore sia stato utilizzato anche da operatori stranieri, ovvero la Francia e la Nuova Zelanda, che lo impiegarono fino agli anni Sessanta; mentre svariati esemplari trovarono carriera sotto le vesti civili di svariate compagnie aeree per parecchio tempo.
In ultima analisi, ci sembra qui interessante descrivere un piccolo aneddoto relativo al Sunderland: il 21 giungno 1942, infatti, la nave tedesca Scharnhost venne intercettata da uno Short Sunderland, richiedendo ovviamente copertura aerea alla Luftwaffe.
Nell'occasione, quattro Messerschmitt Bf 109 accorsero in aiuto alla nave da battaglia, ma il quadrimotore britannico, grazie al notevole armamento difensivo, riuscì vincitore dell'apparentemente inequo scontro, abbattendo un caccia nemico e costringendo gli altri alla fuga.
Questo ed altri episodi analoghi, svariati furono gli apparecchi che la Luftwaffe dovette perdere ad opera del Sunderland, contribuirono a creare una certa fama attorno all'aereo Short, fino a fargli guadagnare l'azzeccato soprannome di "Stachelschwein": Porcospino.
Dati TecniciShort S.25 Sunderland Mk V:
Propulsore:4 Pratt & Whitney R-1830-90B.
Potenza:1.217 hp ciascuno.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:343 km/h.
Tangenza Operativa:5.450 m.
Autonomia:4.330 km.
Armamento:10 mitragliatrici difensive da 7,7 mm.
2 mitragliatrici difensive laterali da 12,7 mm.
Carico Utile:2.250 kg.


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