Supermarine Type 300 - Res Aeronautica

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Supermarine Type 300

Nel 1934, il governo britannico emise una specifica ministeriale per la realizzazione di un nuovo caccia intercettore monoposto che rispondesse a canoni di modernità e che raggiungesse performance superiori a quelle dell'Hawker Fury, che ai tempi era il caccia più veloce a disposizione della R.A.F.
A quell'epoca la Supermarine, guidata da Reginald Mitchell, si era imposta varie volte nel campo della progettazione e realizzazione di apparecchi ad alte prestazioni, che in più occasioni vinsero il prestigioso trofeo Schneider riservato agli idrovolanti da corsa più veloci del mondo.
Sfruttando pertanto la proprie esperienza, la Supermarine sviluppò in risposta alla specifica il Type 224: questo aereo monoplano, di cui verrà trattato in apposito post, ebbe però dei seri problemi di raffreddamento al motore, per la cronaca si trattava di un impianto di raffreddamento a vapore, e le sue prestazioni risultarono talmente basse che gli fu preferito il progetto Gloster: il biplano Gladiator.
Nonostante il fallimento del Type 224, Mitchell non si diede per vinto e, avvalendosi della stretta collaborazione con la Rolls-Royce, progettò un nuovo velivolo, che, pur partendo dal precedente aereo, raccoglieva quanto di meglio si era studiato nel campo della progettazione per gli idrovolanti da corsa e si presentava come un mezzo particolarmente avanzato ed aerodinamicamente assai moderno.
Il nuovo velivolo, infatti, montava un Rolls-Royce da 1.000 hp allora in fase di messa a punto e che nel giro di breve tempo prenderà il nome di Merlin.
Il prototipo di questo apparecchio, designato dalla Supermarine come Type 300, fu presentato ufficialmente nel 1936: si trattava di un elegante monoplano interamente metallico, novità di un certo rilievo per l'epoca tanto che molti tecnici rimasero sconcertati alla sua prima apparizione in pubblico, con un armamento composto da ben otto mitragliatrici da 7.7 mm.
In linea di principio il concorso per un caccia era formalmente chiuso e per tale specifica era già stato messo in produzione il già accennato Gloster Gladiator e il Type 300 dovette essere proposto come iniziativa privata della Supermarine.
Sebbene si trattasse di un "outsider", il Type 300 ottenne fin da subito l'approvazione del ministero: le prestazioni del mezzo e le sue potenzialità evolutive erano talmente al di sopra degli standard britannici che Dowding, ai tempi vertice della R.A.F., dovette modellare una specifica appositamente stilata sul Type 300 per approvarne lo sviluppo e per fornire supporto finanziario alla Supermarine (specifica F.37/34).
Il 5 marzo 1936 il numero di matricola K5054, questa era la numerazione del mezzo, effettuò con successo il primo volo di collaudo e raggiunse delle prestazioni di gran lunga superiori rispetto agli altri caccia allora in servizio nelle forze aeree britanniche.
Anche il motore diede ottime prove delle sue capacità, per l'occasione si era montato un Merlin C, anch'esso derivato da un'avventura privata della Rolls-Royce, ed il matrimonio con il modello Supermarine si rivelerà perfetto ed indissolubile.
Superati i primi test, il Type 300 venne ufficialmente denominato "Spitfire" dalle autorità, pare con il disaccordo di Mitchell, e ne vennero ordinati ben 310 esemplari nella prima versione di serie, la Mk I, che peraltro presenterà alcune importanti modifiche rispetto al prototipo originale.
In primo luogo la prima versione di serie monterà un Rolls-Royce Merlin II di maggiore potenza, l'elica bipala venne sostituita da una a tre lame e la cupola dell'abitacolo veniva ridisegnata ed ampliata.
Tornando al Type 300, durante i collaudi emersero alcune difficoltà di vario genere: in primo luogo venne registrato un problema con la conduttura dell'olio del motore, lacuna presto risolta dalla Rolls-Royce, mentre più problematico da risolvere si rivelò il fenomeno del congelamento delle mitragliatrici alari nei voli ad alta quota.
Durante un test del 1937, infatti, il Type 300 fu portato in quota e nella prova di fuoco ben cinque armi su otto si incepparono, mentre le rimanenti tre riuscirono a scaricare solo pochi colpi prima di bloccarsi.
L'episodio rischiò di finire in tragedia: una volta toccato terra, infatti, tre delle armi dello Spitfire, sbloccatesi a seguito del colpo incassato dal contatto col suolo, spararono automaticamente i proiettili rimasti inesplosi verso strutture civili, fortunatamente senza creare danni o feriti.
Il problema fu uno scoglio difficile da superare e quasi tutti i primi aerei consegnati registrarono spesso problemi di questo genere durante le missioni operative, tanto che solamente nel 1938 si riuscirà a modificare le armi in modo tale da evitarne il congelamento.
La carriera del prototipo procedette a scopi valutativi, ma una serie di incidenti lo portarono alla distruzione e demolizione.
Sopravvissuto ad un atterraggio di emergenza dovuto ad un'avaria del motore, il prototipo dello Spitfire fu qualche volo dopo vittima di un cedimento al carrello: nel settembre del 1939, però, a seguito di un violento incidente di atterraggio, il mezzo venne gravemente danneggiato e fu destinato alla rottamazione.
Si concludeva in questo modo la vita del padre di uno dei più famosi aerei della storia.
Dati TecniciSupermarine Type 300:
Propulsore:1 Rolls-Royce Merlin C.
Potenza:990 hp.
Tipologia:In Linea.
Velocità Massima:562 km/h.
Tangenza Operativa:10.790 m.
Autonomia:N/A km.
Armamento:8 mitragliatrici da 7,7 mm.
Carico Utile:N/A kg.


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