Svenska J6 - Res Aeronautica

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Diretta evoluzione dello Svenska J5, che in pratica rappresentò il suo prototipo, lo Svenska J6 Jaktfalk, Falco Cacciatore, era di fatto la versione rimotorizzata del precedente velivolo disegnato da Bücker.
Il J6, infatti, altro non era, almeno inizialmente, che lo stesso aeroplano denominato J5, ma con un motore diverso, il quale era stato imposto dalle autorità e che si costituiva di un radiale Bristol Jupiter VI.
La nascita dell'apparecchio risale in buona sostanza al 1930, quando le autorità militari chiesero alla Svenska di produrre altri due prototipi del biplano J5, ma con il nuovo e differente motore, dando così vita allo J6.
Così modificata, la macchina venne ordinata per la produzione di cinque esemplari, i quali furono consegnati nella primavera del 1931: nonostante le buone doti dell'aereo da cui derivava, però, il nuovo J6 Jaktfalk mostrò seri problemi di affidabilità e stabilità, dovuti in pratica alle vibrazioni del motore, e si dovette procedere alla revisione e riprogettazione di ampie parti della fusoliera.
Nel tentativo di superare le difficoltà, venne pertanto proposta già nel novembre 1931 la versione J6A Jaktfalk II, la quale presentava forme più spigolose ed un nuovo propulsore Bristol Jupiter VIIF.  
Va precisato, purtroppo, che a base di tale nuova variante vi fu anche il drammatico incidente che coinvolse il pilota Einar Lundborg, eroe nazionale e protagonista del noto salvataggio artico di Umberto Nobile del 1928, il quale, decollato su un J6, precipitò mortalmente con il proprio aeroplano per motivi che furono imputati principalmente all'instabilità del velivolo.
Tornando al J6A, il nuovo apparecchio venne accettato dalle autorità e se ne intraprese una produzione di serie, anche se di modestissime quantità: nonostante i contratti, però, la Svenska Aero A.B. nel 1932 andò incontro a forti difficoltà economiche, tanto che la stessa ditta venne rilevata dalla connazionale AB Svenska Järnvägsverkstädernas Aeroplanavdelning (ASJA).
La produzione del velivolo, pertanto, passò sotto la direzione della nuova fabbrica, il cui ufficio tecnico, al quale non si aggregò Bücker, che invece fece ritorno in Germania, decise di apportare ulteriori marginali modifiche all'apparecchio, che venne costruito in altre 7 unità con la nuova designazione di J6B.
Tali aeroplani, però, vennero consegnati solamente nel 1935, quando ormai il modello presentava sengni di inconfondibile arretratezza, e si procedette ad impiegarli esclusivamente nel ruolo di addestramento e scuola aerea fino al 1941.
Nonostante l'esiguo numero di aeroplani costruiti, il J6 fu capace di ritagliarsi un qualche piccolo ruolo anche con le aeronautiche di altri paesi, ovvero la Norvegia e la Finlandia.
Per quanto riguarda l'esportazione norvegese, il governo del vicino stato scandinavo aveva ordinato nel corso del 1931 uno Svenska J6, anche se alcune fonti parlano di un secondo J5, dotato però di un motore Armostrong Siddeley Phanter IIIA incapsulato all'interno di un anello-cofano per motivi di valutazione e comparazione con il Cortiss Hawk II ed il Britannico Hawker Fury.
Senza entrare troppo nel dettaglio, la commissione norvegese preferì orientarsi verso materiale straniero e non procedette ad effettuare ulteriori commesse alla Senska, mentre il velivolo da questa ricevuto continuerà a prestare servizio attivo fino al 1936. Più lunga ed intensa fu invece l'esperienza finlandese.
Con lo scoppio della "Guerra d'Inverno" e l'invasione sovietica della Finlandia, il governo svedese decise di cedere nel 1940 a titolo gratuito un J6A e tre J6B: data la situazione disperata, tali velivoli vennero in un primo momento inquadrati nei reparti da caccia come intercettori d'emergenza e successivamente nelle scuole aeree, dove rimasero attivi fino al 1945.
Sfortunatamente, a quanto ci risulta tutti i J6 costruiti finirono demoliti e nemmeno uno di questi biplani è riuscito nell'impresa di sopravvivere fino ai giorni nostri.
Dati TecniciSvenska J6B:
Propulsore:1 Bristol Jupiter VIIF.
Potenza:520 hp.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:310 km/h.
Tangenza Operativa:7.800 m.
Autonomia:880 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 8 mm.
Carico Utile:N/A kg.


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