Tupolev ANT-4 / TB-1 - Res Aeronautica

Vai ai contenuti

Tupolev ANT-4 / TB-1

Il Tupolev TB-1, o ANT-4 secondo l’originaria denominazione, fu uno dei primi velivoli progettati nella Russia post rivoluzionaria e rappresentò una vera e propria pietra miliare dell’industria aeronautica sovietica.
Il progetto risale alla primissima metà degli anni Venti, quando il ministero dell’aviazione avvertì la necessità di un velivolo da bombardamento pesante, in grado di assicurare elevati carichi e di poter raggiungere notevoli distanze.
Dato lo stato ancora piuttosto acerbo dell’industria aeronautica sovietica del periodo, la quale sentiva con particolare peso il vuoto lasciato dalla partenza del noto Igor Sikorsky, inizialmente venne presa in considerazione l’ipotesi di acquistare materiale bellico dall’estero.
Nonostante la volontà, il mercato internazionale non risultò essere particolarmente fertile e l’unica offerta concreta fu quella formulata dalla Handley-Page britannica, la quale propose la fornitura dei propri prodotti, ma a costi elevati e, soprattutto, con delle consegne che sarebbero iniziate non prima di due anni di tempo.
Una risposta più promettente fu portata avanti nel 1925 da Tupolev, il quale propose la realizzazione di un progetto interamente nazionale, del quale si dovevano importare solamente le unità motrici, e che il suo staff tecnico sarebbe stato capace di costruirlo nel giro di appena nove mesi.
L’idea venne accolta di buon grado dal governo, il quale autorizzò Tupolev a portare avanti i propri studi.
Nonostante le grandi difficoltà, l’industria meccanica e metallurgicca sovietica era estremamente in ritardo rispetto alle principali nazioni europee, nel novembre 1925 il primo prototipo dell’ANT-4 venne ultimato ed assemblato presso l’Aeroporto Centrale di Mosca.
Da un punto di vista tecnico, il velivolo si presentava come uno squadrato bimotore, nel caso spinto provvisoriamente da due Napier Lion II da 450 hp di potenza ciascuno, caratterizzato da forme imponenti e per un peculiare rivestimento a pannelli ondulati, concettualmente ispirati alle tipiche coperture Junkers.
Portato in volo per la prima volta il 25 novembre 1925, il bombardiere non ebbe un esordio particolarmente felice, in quanto il collaudatore, il pilota A. I. Tomashyevskii, decise di atterrare solamente dopo pochi minuti data la scarsa maneggevolezza riscontrata.
Dopo qualche modifica di dettaglio, nel febbraio 1926 l’aeroplano fu portato in volo per una seconda volta, questa volta più positiva, e verso la fine di marzo fu presentato ufficialmente alle autorità.
Nonostante fossero emersi svariati problemi, soprattutto ai motori, il mezzo fu giudicato più che soddisfacente, anche in ragione del fatto che si trattava di una delle più grandi ed avanzate macchine costruite fino ad allora, tanto che la stampa sovietica, con troppi entusiasmi, la qualificò erroneamente come “il primo bomberdiere interamente metallico della storia”.
Per ovviare ai problemi di propulsione, in buona sostanza i due Napier Lion II erano sottopotenziati rispetto alla mole dell’apparecchio, fu deciso di provvedere a rimotorizzarlo con due B.M.W. V 1, dei quali si acquisì anche la licenza di produzione sotto la sigla di Mikulin M-17.
Così modificato, il velivolo venne realizzato in forma di secondo prototipo nell’estate del 1928, venendo portato in volo e collaudato fino agli inizi del 1929.
Nonostante il grande lasso di tempo trascorso dalla data del primo volo, il mezzo, denominato ora come TB-1, si proponeva ancora come una macchina estremamente valida, la quale, beneficiando delle maggiori potenze dei propulsori tedeschi, poteva offrire un ottimo carico utile ed una elevata autonomia.
Nel 1929, pertanto, venne avviata la produzione, la quale totalizzò i 216 esemplari e proseguì fino al 1931, realizzando anche alcune versioni appositamente concepite per l’uso civile ed altre destinate alla marina sovietica.
Da un punto di vista operativo, la carriera del TB-1 conobbe un intenso impiego di natura propagandistica, soprattutto in voli su lunghe distanze, fra cui la trasvolata attraverso la Russia Orientale fino a raggiungere la città di New York nell’estate del 1929.
Sul versante militare, invece, il TB-1 non vide particolari glorie, venendo presto sistituito dal seuccessivo quadrimotore TB-3, ma allo scoppio della seconda guerra mondiale equipaggiava ancora qualche reparto di prima linea.
A quanto è dato sapere, comunque, i pochi esemplari ancora in servizio vennero utilizzati quasi esclusivamente in compiti di trasporto e collegamento interno.
Grazie alla sua grande robustezza, infine, il TB-1 venne impiegato anche per numerosi voli sperimentali, fra i quali merita particolare attenzione l’idea di agganciare all’apparecchio alcuni caccia di scorta “parassiti” da sganciare una volta sopraggiunti gli intercettatori nemici.
Particolarmente interessante, inoltre, fu il programma di adattamento di alcuni esemplari dell’ANT-4 al ruolo di aerocisterna per il rifornimento in volo, settore nel quale i pochi tentativi svolti fornirono importanti esperienze per gli anni seguenti.
A quanto riportano le fonti, in ultima analisi, alcuni TB-1 continuarono a volare con l’Aeroflot fino al 1948.
Dati TecniciTupolev ANT-4 / TB-1:
Propulsore:2 Mikulin M-17.
Potenza:680 hp ciascuno.
Tipologia:In Linea.
Velocità Massima:207 km/h.
Tangenza Operativa:4.830 m.
Autonomia:1.000 kg.
Armamento:6 mitragliatrici difensive dorsali da 7,62 m.
Carico Utile:1.000 kg.


Nessun commento
Torna ai contenuti | Torna al menu