Vickers 284 Warwick - Res Aeronautica

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Vickers 284 Warwick

Prima di ripercorrere la storia del Vickers Warwick è bene fin da subito fugare un fraintendimento che per lungo tempo ha spesso inficiato le cronistorie di settore: contrariamente a quanto generalmente inteso, infatti, il bimotore in esame non era un sostituto, o un successore, del precedente Vickers Wellington, bensì era un aeroplano ad esso complementare; doveva, cioè, affiancarlo in seno alla RAF nella qualità di bombardiere pesante a lungo raggio.
Punto di partenza del progetto fu la specifica ministeriale B. 1/35, con la quale venne richiesto all’industria aeronautica inglese di realizzare un bombardiere pesante bimotore e dalle misure ridotte, ossia inferiori a certi parametri ben precisi, cioè meno di 30 m di apertura alare, così che non fosse necessario costruire nuovi hangar più grandi di quelli già presenti sul territorio.
Sulla base di tali presupposti, lo staff tecnico della Vickers, guidato dal celebre progettista Barnes Wallis, riprese la formula, il disegno e la struttura geodetica del bimotore Wellington, ne rifinì l’aerodinamica e la adattò alle richieste mediante un complessivo aumento delle dimensioni ed irrobustimento strutturale.
Sulla scorta di tali somiglianze, il progetto ottenne un grande supporto, in quanto si era stimato che la sua produzione potesse usufruire dell’esperienza già acquisita con la formula costruttiva geodetica e che, conseguentemente, le catene di montaggio avrebbero potuto velocemente raggiungere un elevato livello di efficienza.
Punto di forza dell’aeroplano, nonché sua più immediata differenza rispetto al Wellington, era rappresentato dai propulsori inizialmente adottati, ossia una coppia di radiali Bristol Hercules che all’epoca erano in fase di sviluppo.
Nonostante le premesse, il progetto presto dovette scontrarsi con i dubbi e le perplessità del ministero britannico, il quale, oltre ad una certa diffidenza per la struttura geodetica, modificò più volte la specifica, imponendo delle soluzioni tecniche non particolarmente gradite al costruttore, che finirono col ritardarne sensibilmente il percorso evolutivo e che, nel complesso, si rivelarono fallimentari.
Ci si riferisce, in particolare, alla scelta di voler sostituire l’impianto motore con il Rolls-Royce Vulture, ossia un complicato propulsore a 24 cilindri disposti ad X che alle prove del 1939 aveva raggiunto una potenza di circa 1.800 hp (a titolo comparativo basti sottolineare che il Bristol Hercules II del 1938 si attestava su una “cavalleria” di soli 1.300 hp).
Come risulta facile prevedere, tale cambio determinò una catena di ritardi che fecero slittare la costruzione del prototipo al 1939 inoltrato, con il primo volo che riuscì ad avvenire solamente il 13 di agosto, ossia appena due settimane prima dell’inizio della seconda guerra mondiale, ma anche circa 4 anni dopo l’emissione del bando di gara.
A peggiorare la situazione, peraltro aggravata anche dal generale sentore che il Warwick fosse obsoleto già al suo apparire, nel 1940 la Rolls-Royce abbandonò lo sviluppo del tanto agognato Vulture in favore del Merlin ed il bimotore dovette essere nuovamente rimotorizzato.
In un primo momento si ipotizzò di installare il Napier Sabre, ma tale soluzione fu abbandonata quasi subito, in quanto la relativa costruzione era stata interamente assorbita in vista della produzione degli Hawker Typhoon e Tempest.
Si optò, conseguentemente, per il radiale Bristol Centaurus, ma anche in questo caso si trattava di un motore richiesto da diversi altri costruttori ed ancora in fase di messa a punto e, pertanto, sarebbe stato necessario attendere diverso tempo prima di poterne avere una sufficiente disponibilità.
Per ovviare a tale criticità, la Vickers decise quindi di rivolgersi al mercato statunitense, commissionando l’importazione del radiale Pratt & Whitney Double Wasp R-2800 da 1.850 hp.
Videro in questo modo luce due distinte versioni produttive del Vickers Warwick, ossia la Mk I, spinta dal motore nordamericano ed ordinata in 150 unità, e la Mk II, realizzata attorno al predetto Bristol Centaurus ed a sua volta ordinata in 100 esemplari.
Nonostante gli intenti, la fornitura del Pratt & Whitney non riuscì comunque a risollevare le sorti dell’aeroplano, in quanto le consegne avvennero molto lentamente e soltanto una quindicina di esemplari del Warwick Mk I venne effettivamente costruita (qualche fortuna in più ebbe la variante Mk II, che raggiunse, tra modifiche ed adattamenti, circa i cento apparecchi).
A fronte di un percorso così travagliato va poi precisato che già nel 1936 la specifica che aveva stimolato la progettazione del Warwick era stata sostituita dal bando B.12/36, ossia una nuova gara per la costruzione di un bombardiere pesante quadrimotore, sicché l’esistenza stessa dell’aereo aveva finito col divenire all’atto pratico superflua.
Sotto il profilo operativo, inoltre, il Vickers Warwick nemmeno dimostrò di possedere doti particolarmente lusinghiere, dato che nel corso dei collaudi emersero problemi collegati al peso, alla scarsa maneggevolezza, soprattutto sui comandi di coda, ed alla bassa velocità raggiunta, tanto che si preferì evitare di schierarlo in servizio attivo.
Al fine di rivitalizzare in qualche modo il progetto, infine, tra il 1942 ed il 1943 il velivolo venne adattato per il ruolo di aereo da trasporto e per compiti di pattugliamento, ricognizione e soccorso aeronavale: per tale ultimo scopo, in particolare, fu ridisegnata la sezione anteriore della fusoliera, che perse la torretta difensiva in favore di una finestratura a 360°, e venne modificata la stiva, in modo da consentire l’alloggiamento di una scialuppa di salvataggio da sganciarsi in mare in prossimità di eventuali naufraghi.
Anche tali evoluzioni, tuttavia, non ebbero grande successo e già entro la fine del 1946 il Vickers Warwick aveva terminato la propria carriera sulla via della radiazione.
Dati TecniciVickers Warwick Mk I:
Propulsore:2 Pratt & Whtiney R-2800.
Potenza:1.850 hp ciascuno.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:360 km/h.
Quota Massima:5.000 m.
Autonomia:3.218 km.
Armamento:8 mitragliatrici da 7,7 mm.
Carico Utile:2.700 kg.


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Riferimenti Bibliografici:
  • Vickers Company Profile 1911 – 1977, Aa.Vv., Aeroplane Monthly, Kelsey Publ., 2013;
  • Aeroplane Database: Vickers Warwick, Aeroplane Magazine Giugno 2010, Barry Jones, 2010;
  • British Secret Projects – Fighters & Bombers 1935 – 1950, Tony Buttler, Midland Publ., 2005;
  • British Piston Aero-Engines and their Aircraft, Alec Lumsden, Airlife Publ., 2003;
  • The British Aircraft Specifications File, K.J. Meekcoms – E.B. Morgan, Air-Britain Publ., 1994;
  • Vickers Aircraft Since 1908, C.F. Andrews – E.B. Morgan, Putnam Publ., 1988;
  • RAF Bomber Command and its Aircraft 1936 – 1940, James Goulding – Philip Moyes, Ian Allan Pulb., 1975;
  • The British Bomber Since 1914, Peter Lewis, Purnell Book Service Publ., 1974;
  • Aircraft of the Royal Air Force Since 1918, Owen Thetford, Putnam Publ., 1976;
  • Vickers-Armstrong Warwick Variants – Aircraft Profile 229, Norman Barfiled, Profile Publ., 1972.
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