Westland P.8 Lysander - Res Aeronautica

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Westland P.8 Lysander

Il Westland Lysander fu un velivolo realizzato a partire dal 1935 in risposta alla specifica ministeriale A.39/34, con la quale la R.A.F. richiedeva un apparecchio con cui sostituire il precedente Hawker Audax nel ruolo di “aereo per la cooperazione con l'esercito”.
Pur non trattandosi di una denominazione particolarmente precisa, in quanto sotto tale “etichetta” possono farsi rientrare numerosi compiti assai diversi fra loro, l'aereo doveva poter svolgere una vasta gamma di operazioni, che andavano dall'appoggio tattico alla ricognizione e la guida del tiro d'artiglieria.
In aggiunta a tali requisiti, inoltre, era stato espressamente puntualizzato che il velivolo avrebbe dovuto essere capace di operare anche da piste non preparate, che le sue caratteristiche di volo fossero tali da consentirgli di volare agilmente alle basse velocità, e, fattore fondamentale, che gli spazi di decollo – atterraggio fossero quanto più possibile ridotti.
Al concorso parteciparono la Westland, la Bristol, la Hawker e l'Avro, ma solamente le prime due proposte superarono la fase progettuale.
Per quanto qui interessa, il progetto firmato Westland ottenne fin da subito particolari attenzioni, in quanto già dalle prime valutazioni era chiaro che si trattava del modello che meglio rispondeva alle relative esigenze operative: caratterizzato da una grande ala alta e dal carrello fisso, il Westland P.8, così era la sua denominazione iniziale, prometteva una congenita robustezza strutturale, cui si accompagnava una configurazione particolarmente adatta per l'impiego su piste improvvisate, soprattutto grazie alla notevole altezza da terra ed all'imponente carrello.
Oltre a tali accorgimenti tecnico-strutturali, comunque, vennero molto apprezzate le sue doti di decollo – atterraggio corti; prestazioni che, già in fase di studio, potevano essere garantite sulla base dell'ingegnosa ala dotata lungo tutto il bordo di attacco di alette estraibili Handly-Page.
Fatte tali considerazioni, il Westland P.8 fu dichiarato vincitore del concorso all'unanimità (il suo concorrente Bristol Type 148 venne peraltro ultimato ma con più di un anno di ritardo), e gli ordini di consegna iniziarono ad arrivare prima ancora del completamento del prototipo.
Per rendere meglio l'idea, il successo che il P.8 ottenne già sui tavoli da disegno fu tale che ben 66 aeroplani di serie vennero commissionati quando dovevano ancora iniziare i collaudi sulla macchina, ai quali si aggiunsero subito dopo altri 78 esemplari, muniti peraltro di un differente motore (un Bristol Perseus XII in luogo del Mercury XII adottato in principio).
Consegnato a partire dal 1938, il primo volo avvenne invece nell'estate del 1936, l'aeroplano ricevette il nome ufficiale di Lysander; ciò in ossequio ad una lunga tradizione aeronautica britannica che attribuiva ai velivoli di cooperazione con l'esercito dei nomi tratti dal mondo classico greco-romano (in questo caso Lisandro era il nome di un generale spartano vissuto fra il 440 e il 395 a.C.).
Come anticipato, l'iniziale produzione del Lysander venne suddivisa fin dal principio in due versioni, le quali differivano per il propulsore adottato: la Mk I dotata di un radiale Bristol Mercury XII, e la Mk II, la quale montava invece un Bristol Perseus XII.
Ad ogni modo, nel corso del tempo si susseguirono altre varianti, fra le quali la più importante era la Mk III, ma che sostanzialmente si differenziavano solo nella diversità dei relativi propulsori adottati: quel che qui interessa ricordare, comunque, è che la produzione del Lysander proseguì fino al 1942, arrivando a toccare quasi le 1,700 unità.
La produzione procedette pertanto di buon ritmo ed allo scoppio della seconda guerra mondiale, il velivolo, cui gli equipaggi avevano attribuito il soprannome di “Lizzie”, equipaggiava già sette reparti in Inghilterra ed uno in Egitto.
Con l'inizio delle ostilità, però, ci si rese anche presto conto che l'aeroplano non era capace di operare efficacemente come era stato al contrario sperato: inviato in Francia durante la prima fase della guerra, infatti, il Lysander, pur svolgendo un'intensa attività, subì pesantissime perdite ed alla ritirata di Dunkerque circa 130 dei 170 aerei trasferiti sul continente era stato distrutto.
Successivamente alla disastrosa campagna francese, con la concreta possibilità di un'invasione tedesca delle isole britanniche, si decise di sottoporre il Lysander ad un'opera di adattamento più rivolto più prettamente all'appoggio tattico, anche se in realtà si trattò di una serie di soluzioni di emergenza anti-invasione.
Nel giro di breve tempo furono proposte le idee più disparate per impiegare il velivolo in un'opera di contenimento di un eventuale sbarco nemico: furono infatti pensati progetti che andavano dall'installazione di una torretta difensiva di coda per mitragliare le truppe nemiche (tale modifica venne effettivamente provata nel prototipo Westland P.12 di cui se ne parlerà in apposita scheda); fino ad arrivare all'adozione di piccoli ordigni incendiari, collocati nelle caratteristiche rastrelliere del carrello, con cui dare fuoco a del carburante versato appositamente in mare.
Con la fine della Battaglia d'Inghilterra e scongiurato il pericolo invasione, il Lysander tornò a ruoli di cooperazione, anche se la disponibilità del più competitivo Hawker Hurricane, ormai non più interamente assorbito nella difesa della madrepatria, ne causò il progressivo ritiro dalla prima linea.
Il velivolo, quindi, venne via via relegato a compiti secondari, ad esempio il traino bersagli o l'aviosoccorso, e in zone considerate meno impegnative, come il nord Africa o il Sud-Est Asiatico, dove il governo indiano aveva ricevuto svariati Lysander a partire dal 1941: nonostante le previsioni ed un impiego incentrato prevalentemente sul rifornimento dell'esercito cinese, gli scontri con le forze giapponesi si rivelarono molto violenti e furono causa di ingenti perdite, tanto che già verso il 1943 l'organico presente nella regione era stato quasi completamente cancellato.
Come anticipato, la produzione del mezzo terminò ufficialmente nel 1942, con più di 1,692 aeroplani costruiti, nel cui numero rientrano anche numerosi esemplari realizzati in Canada, ma la sua carriera operativa perdurò fino al 1944, anno in cui venne ritirato in via definitiva.
Nonostante il suo progressivo superamento, però, il Lizzie conobbe una vera e propria “seconda giovinezza” in occasione di un intenso programma di inserimento di agenti segreti nei territori europei occupati, anche se giungono informazioni in merito ad analoghe mansioni anche in estremo Oriente.
Tale l'attività “segreta” venne svolta, almeno in Europa, fino allo sbarco in Normandia e consistette nel trasporto e recupero di agenti infiltrati, i quali, dandosi il cambio durante le loro attività, necessitavano di un mezzo di trasporto idoneo a passare inosservato e capace di atterrare ovunque.
Per adempiere a tale compito, il Lysander, che doveva generalmente volare di notte, venne modificato in una versione appositamente studiata, la quale sopprimeva l'armamento di difesa per dare spazio ai “passeggeri” e montava un serbatoio ausiliare che ne aumentava sensibilmente l'autonomia.
Particolarmente apprezzata nel contesto fu anche la scelta di installare una scaletta fissa sul fianco della fusoliera in modo da consentire agli agenti di salire a bordo o di scendervi velocemente, cui si aggiunse anche la facoltà di sovraccaricare pesantemente il velivolo, nei casi più urgenti era infatti possibile ospitare ben quattro uomini alla volta, anche se un tantino stipati.
L'attività del S.O.E. (Special Operations Executive, appunto il trasporto di spie ed infiltrati), nelle cui operazioni il velivolo si dimostrò essere uno strumento formidabile, venne portata avanti praticamente per tutta la guerra, anche se a partire dallo sbarco in Normandia risultò più comodo e pratico inserire gli agenti segreti direttamente dalle zone liberate, ed arrivò a totalizzare, almeno per quanto riguarda il Lysander, il trasporto di circa duecento agenti segreti, fra andata e ritorno e limitatamente all'Europa.
Devono essere accennati, al termine di questa lunga trattazione, anche le importanti missioni di aiuto che il Lizzie svolse a favore delle numerose resistenze locali: in particolare in Jugoslavia ed Italia il contributo dell'aeroplano si fece particolarmente sentire, consentendo ai moti partigiani di poter usufruire di importanti fonti di rifornimento e di comunicazione con le strutture alleate.
Dati TecniciWestland P.8 Lysander Mk.III:
Propulsore:1 Bristol Mercury XX.
Potenza:860 hp.
Tipologia:Radiale.
Velocità Massima:341 km/h.
Tangenza Operativa:6.555 m.
Autonomia:966 km.
Armamento:2 mitragliatrici da 7,7 mm.
2 mitragliatrici difensive da 7,7 mm.
Carico Utile:227 kg.


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