Yakovlev Yak-2 - Res Aeronautica

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Il progetto dello Yakovlev Yak-2 risale alla fine degli anni Trenta, quando  A.S. Yakovlev, che fino ad allora aveva acquisito una certa fama grazie ai suoi velivoli sportivi, decise che era giunto il momento di entrare a far parte dell'importante mondo delle forniture militari.
Per riuscire nel suo intento, Yakovlev era consapevole che avrebbe dovuto prima di tutto impressionare lo stesso Stalin, in quanto era il dittatore sovietico a decidere quali apparecchi sarebbero stati costruiti e quali no.
Conscio del fatto che il metodo mogliore per far apparire e risaltare il suo aeroplano fosse il raggiungimento di una velocità massima molto alta, Yakovlev realizzò lo studio di un bimotore dalle linee particolarmente pulite ed aerodinamiche, dai pesi relativamente contenuti e spinto da due Klimov da 930 hp di potenza.
Denominato inizialmente come Ya-22, il velivolo ottenne l'approvazione per la costruzione di un prototipo, il quale venne ultimato e portato in volo nel 1939. Come da progetto e secondo le intenzioni, l'apparecchio si mise in mostra per delle elevatissime velocità di punta, che raggiunsero i 567 km/h e che lo resero uno dei mezzi più performanti del momento.
Le prestazioni dello Ya-22 furono così ecclatanti che lo stesso Stalin affermò che ci si trovava dinnanzi ad una autentica rivoluzione aeronautica; ma tali considerazioni risultavano peraltro molto limitate in quanto non contemplavano altri importanti aspetti del velivolo, come la stabilità e la maneggevolezza.
Pur essendo indubbiamente molto rapido, infatti, lo Ya-22 non impressionava per le rimanti caratteristiche di volo, giudicate nel complesso non particolarmente esaltanti.
Altro punto cruciale e caratterizzante in senso negativo, inoltre, era dato dal fatto che i tecnici e i collaudatori avevano constatato come il progetto di base fosse in realtà più simile a quello di un aeroplano da record piuttosto che di un apparecchio militare: a partire dalla mancanza di una valida sistemazione per l'armamento, infatti, lo Ya-22 difettava anche di un adeguato sistema di corazzature protettive.
Nonostante questi elementi a sfavore, le prestazioni di punta della macchina permisero di superare agilmente ogni dubbio e nell'estate del '39 venne pertanto ordinato che il bimotore venisse ultimato come bombardiere leggero a corto raggio sotto la sigla ufficiale di BB-22.
Vennero inoltre richieste alcune modifiche, soprattutto al dorso della fusoliera, che venne vistosamente snellito, ed al tettuccio dell'abitacolo, la cui sistemazione per il navigatore venne leggermente sopraelevata.
Nonostante si dovesse ancora provare la nuova configurazione della macchina, si decise di iniziare comunque ad intraprenderne la costruzione, affidando a due impianti la produzione di 350 apparecchi, da consegnarsi molto ottimisticametne entro la fine del 1940.
Come accadde per il Breda Ba 88 "Lince" fra gli aerei di serie e il prototipo vi fu una vera e proria involuzione: conseganti a partire dal dicembre 1939, infatti, i primi esemplari mostrarono qualità e capacità sensibilmente inferiori rispetto a quelle ottenute in fase di collaudo, soprattutto a causa di una costruzione qualitativamente lacunosa e per l'inatteso calo delle prestazioni a seguito dell'introduzione dell'armamento e degli equipaggiamenti militari.
In aggiunta ad un aumento del peso ed un inevitabile calo della velocità, si constatarono cali nell'ordine dei 50 km/h, vennero riscontrati anche importanti problemi al carrello e forti vibrazioni strutturali, tali da rendere l'aeroplano molto difficile da pilotare.
Altri difetti, particolarmente gravi, furono individuati nell'impianto di raffreddamento dei propulsori, i quali erano estremamente inclini al surriscaldamento causando non pochi problemi in fase di "arrampicata" in quota.
Il sopraggiungere di tutte queste difficoltà fece sorgere dei seri dubbi sulla idoneità operativa del BB-22, ma alla fine si decise comunque di proseguire e nel 1940 l'aereo venne ridenominato Yak-2.
Nonostante la mole di problemi, pertanto, il progetto dello Yak-2 continuò per la sua strada e si cercò di risollevarne le sorti chiudendo una linea di produzione, quella che aveva consegnato i primi insoddisfacenti esemplari, ed intervenendo con uno speciale bureau tecnico appositamente creato per cercare di correggerne i difetti.
Il risultato di tali provvedimenti fu una riprogettazione del carrello, qualche ritocco ai piani di coda e soprattutto un netto miglioramento nelle modalità produttive.
Grazie all'intervento del nuovo staff tecnico, affidato alla guida del progettista L.P. Koorbala, lo Yak-2 tornò a guadagnare qualcosa in termini di prestazioni complessive, anche se i problemi di stabilità riscontrati in precedenza rimasero di fatto irrisolti.
La situazione presto si rese in buona sostanza ingestibile: per dare nuova vita al programma, infatti, si cerchò di realizzarne una variante da addestramento a doppi comandi, ma tale versione venne abbandonata direttamente dopo i primi esperimenti, in quanto l'aereo risultava essere troppo difficile da governare per un allievo.
Furono allora vagliate ipotesi di una conversione del velivolo in bombardiere in picchiata, ma anche tale idea rimase senza seguito.
L'unica strada percorribile rimasta, pertanto, fu quella di migliorare il più possibile l'aeroplano per gli originari compiti di bombardamento veloce: a tal fine venne elaborata la versione BB-22bis, ossia lo Yakovlev Yak-4, ma di tale apparecchio si parlerà più specificatamente in apposito post.
Meritano inoltre di essere accennate le versioni R-12, da ricognizione veloce, e la I-29, ovvero la variante da caccia di scorta.
Per quanto riguarda la conversione in ricognitore puro, anche in questo caso il progetto fu bocciato sul nascere e si ebbe solamente un prototipo realizzato in tal direzione.
Più interessante e promettente sembrava essere l'idea di convertire il bimotore in un caccia pesante sul modello del Messerschmitt Bf 110, ma il proposito non ebbe vita facile, in quanto il suo sviluppo fu lento e discontinuo, ed alla fine nel 1942 venne completamente abbandonato.
Da un punto di vista operativo, infine, si può dire che la carriera dello Yak-2 sia stata di fatto inesistente: consegnato solamente in poche decine di unità, il velivolo fu impiegato poco e raramente, sia per la poca dimestichezza dei piloti, sia per le sue oggettivamente scarse capacità operative.
Ad ogni modo è giunta notizia di qualche impiego sparuto, prevalentemente in veste di ricognitore, anche se con risultati minimi o addirittura controproducenti, le fonti parlano infatti di svariati incidenti a "terra" ed anche di almeno un abbattimento per "fuoco amico".
Dati TecniciYakovlev Yak-2:
Propulsore:2 Klimov M-103.
Potenza:960 hp ciascuno.
Tipologia:In Linea.
Velocità Massima:498 km/h.
Tangenza Operativa:8.700 m.
Autonomia:800 km.
Armamento:1 mitragliatrice da 7,62 mm.
Carico Utile:900 kg.


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